
Trapani, il caso Villa Rosina / 5: tra mafia, politica e speculazione edilizia, il futuro è un'incognita
Con questa quinta puntata si chiude la nostra inchiesta su Villa Rosina, il quartiere di Trapani nato tra gli anni ’70 e ’80 e divenuto, nel tempo, il simbolo di una speculazione edilizia senza regole, con profonde infiltrazioni mafiose e il coinvolgimento di politici, imprenditori e professionisti. Un quartiere che ancora oggi porta i segni di un passato di abusi e di connivenze, con infrastrutture carenti e servizi inesistenti.
Villa Rosina è la dimostrazione di come, quando mafia, affarismo e politica si intrecciano, il risultato non sia solo un danno economico per la collettività, ma anche un'eredità di degrado sociale e urbanistico difficile da sanare. Nel corso della nostra inchiesta abbiamo raccontato come il quartiere sia stato costruito su terreni agricoli trasformati in edificabili grazie a varianti di piano regolatore ottenute con pressioni politiche e corruzione. Abbiamo svelato come le imprese coinvolte nei lavori fossero spesso riconducibili a Cosa Nostra o operassero sotto la sua protezione, con appalti pilotati e forniture imposte dai clan.
Il network affaristico-criminale: oltre la mafia
Gli episodi richiamati ci restituiscono l’immagine di un network affaristico-criminale, i cui nodi più importanti non erano necessariamente mafiosi in senso stretto. Funzionari pubblici, professionisti, politici e rappresentanti delle associazioni di categoria hanno partecipato a «giochi cooperativi», contribuendo attivamente alla strutturazione di un sistema in cui ognuno aveva un ruolo specifico e margini di autonomia. La mafia trapanese ha giocato un ruolo chiave, ma non è stata l’unica forza in campo: i cosiddetti comitati di affari non erano sotto la regia diretta di Cosa Nostra, ma emergevano dall’intreccio di più centri di potere, che hanno permesso alla rete di consolidarsi e di perpetuarsi nel tempo.
Questa vicenda dimostra che parlare solo di "infiltrazioni mafiose" nel settore degli appalti è riduttivo. La realtà è molto più complessa: il sistema edilizio trapanese ha funzionato per decenni come un meccanismo in cui ognuno, a vari livelli, ha contribuito alla costruzione di un sistema distorto, dove la speculazione e la corruzione hanno prevalso sul bene comune.
E oggi? Il futuro incerto di Villa Rosina
A più di quarant’anni dalla sua nascita, il quartiere di Villa Rosina è ancora un simbolo di promesse mancate. Migliaia di famiglie vivono in un contesto urbanistico che avrebbe dovuto essere diverso, con spazi e servizi adeguati, ma che invece si trova a fare i conti con problemi strutturali, degrado e una politica che non sembra avere le capacità (o la volontà) di trovare soluzioni concrete.
Ci si potrebbe aspettare che la vicenda di Villa Rosina abbia insegnato qualcosa alla città. Ma la realtà è diversa. Trapani sembra non aver fatto tesoro di questa esperienza: altre speculazioni edilizie si fanno avanti, altri progetti discutibili prendono forma, come se la storia non avesse lasciato alcun monito.
Il destino di Villa Rosina è ancora tutto da decifrare. Riuscirà la politica a trovare finalmente delle risposte per chi ci vive? O resterà un ennesimo quartiere condannato a rimanere un monumento al fallimento di un sistema corrotto e incapace di guardare al futuro?

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