Un allevamento di uccelli allestito all’interno del garage di un’abitazione privata nel Trapanese è stato oggetto di un controllo da parte delle guardie zoofile dell’associazione Stop Animal Crimes Italia.
L’ispezione, secondo quanto riferito dalla stessa organizzazione, non ha fatto emergere ipotesi di maltrattamento animale né violazioni legate alla detenzione di specie protette.
Nonostante l’assenza di profili penali, gli agenti zoofili hanno comunque trasmesso una segnalazione al Sindaco per gli aspetti amministrativi e igienico-sanitari connessi alla presenza di numerosi volatili in un locale annesso a un’abitazione.
Nel comunicato diffuso al termine dell’intervento, l’associazione richiama la normativa sulle cosiddette industrie insalubri di prima classe, sostenendo che le attività di allevamento debbano essere preventivamente comunicate all’autorità comunale e sottoposte alle valutazioni sanitarie previste dalla legge.
Il riferimento è all’articolo 216 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie e al D.M. 5 settembre 1994, che disciplinano le attività potenzialmente nocive per la salute pubblica e attribuiscono al Sindaco il potere di imporre prescrizioni o limitazioni.
La normativa sanitaria esiste, ma non funziona in automatico
Il richiamo legislativo indicato nel comunicato trova fondamento nella disciplina vigente, ma la sua applicazione non determina in maniera automatica l’esistenza di una violazione. La classificazione di un’attività come insalubre, infatti, presuppone normalmente una valutazione concreta da parte degli uffici comunali e sanitari competenti, chiamati a esaminare la consistenza dell’allevamento, le modalità di gestione, l’eventuale produzione di odori, rumori o reflui e il reale impatto sul contesto abitativo.
In altri termini, la sola presenza di numerosi animali all’interno di un garage non equivale di per sé a un illecito già accertato, ma apre a una fase di verifica amministrativa che dovrà stabilire se vi siano effettivamente condizioni tali da richiedere prescrizioni, autorizzazioni o eventuali limitazioni.
Il nodo dei rifiuti speciali
Tra gli elementi evidenziati dalle guardie zoofile vi è anche la questione dei rifiuti prodotti dai numerosi uccelli presenti, definita nel comunicato come una problematica ambientale rilevante. Anche in questo caso, tuttavia, la qualificazione non appare immediata.
La normativa ambientale distingue infatti tra semplice produzione di deiezioni e materiali organici derivanti dalla presenza di animali e una vera e propria gestione di rifiuti speciali soggetta a specifici obblighi di smaltimento. Per poter configurare irregolarità in questo ambito saranno necessari ulteriori approfondimenti tecnici finalizzati a verificare quantità, modalità di accumulo, sistemi di pulizia e conferimento del materiale prodotto.
Si tratta dunque di un profilo che, allo stato, resta affidato agli accertamenti degli enti competenti e che non può ritenersi automaticamente definito dal solo numero di volatili presenti.
Al momento, dunque, il controllo si è concluso senza contestazioni di reato, mentre resta aperta la verifica sotto il profilo amministrativo, sanitario ed eventualmente ambientale.
Stop Animal Crimes Italia ha infine annunciato che le attività di vigilanza proseguiranno su tutto il territorio della provincia di Trapani nell’ambito dei controlli contro il maltrattamento e lo sfruttamento degli animali.