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22/04/2026 06:00:00

Trapani, 15 giorni per contestare il piano acustico: entro giugno nuove regole per tutta la città

Ci sono 15 giorni di tempo per presentare osservazioni sul nuovo Piano di classificazione acustica del Comune di Trapani, il documento che finora mancava e che ora fissa i limiti del rumore zona per zona, di giorno e di notte, non più soltanto nel centro storico ma in tutto il territorio comunale. È questa la fase che si è aperta dopo la consegna del piano da parte dei progettisti. Poi arriveranno i passaggi in Giunta, le procedure ambientali e il Consiglio comunale, con l’obiettivo indicato dal Comune di arrivare entro giugno all’approvazione.

 

Il dato politico e amministrativo è rilevante perché Trapani, fino ad oggi, non aveva uno strumento organico di questo tipo. Il piano arriva dopo i ricorsi dei residenti del centro storico e dopo le pronunce del Tar sulla gestione della movida e sull’assenza di pianificazione acustica. Ma adesso la questione non riguarda più solo le notti del centro: il nuovo quadro vale per locali, attività, cantieri, musica, impianti ed emissioni sonore in tutta la città e nelle frazioni.

 

La finestra dei 15 giorni è importante proprio per questo. È il tempo entro cui residenti, esercenti, comitati, categorie e soggetti interessati possono leggere il piano, contestarlo, chiedere modifiche, segnalare criticità o formulare osservazioni prima che l’iter prosegua. 

 

È stato consegnato da parte dei progettisti e noi abbiamo attivato un momento di consultazione: entro 15 giorni chi ha interesse può formulare osservazioni, dice Orazio Amenta, dirigente ai lavori pubblici del Comune di Trapani. E aggiunge: Questo prima dell’adozione definitiva da parte della Giunta, dopodiché bisognerà attivare le procedure ambientali e andare in Consiglio comunale per l’approvazione.

 

Il punto più concreto, però, riguarda quello che accadrà con l’entrata in vigore del piano. Non verranno rilasciate autorizzazioni o concessioni di suolo pubblico alle ditte e alle attività che producono emissioni sonore se prima non presenteranno una relazione fonometrica capace di dimostrare il rispetto dei limiti previsti dalla legge. E quei limiti saranno distinti in due fasce precise: uno per il giorno e uno per la notte, in base alla zona acustica in cui ricade l’attività. In sostanza, chi fa musica o produce rumore dovrà dimostrare prima, non dopo, di rientrare nei valori consentiti.

 

Fa eccezione soltanto chi dichiara, tramite autocertificazione, di non avere emissioni sonore, cioè di non svolgere attività musicali o comunque rumorose. È questo uno dei passaggi che più interessa attività commerciali, pubblici esercizi e operatori che chiedono spazi esterni: il suolo pubblico, da solo, non basterà più. Dove c’è rumore, servirà documentazione tecnica.

Anche perché il piano non si limita a fissare regole astratte. 

 

Dentro ci sono 173 criticità acustiche da risanare. Riguardano soprattutto scuole, chiese, strutture per anziani, edifici storici, ma anche impianti e aree produttive. Nella sola tavola 1 compaiono 71 scuole, 27 chiese, 35 strutture per anziani e 17 edifici storici in classe I ma a contatto con classi III e IV. In altri punti emergono criticità a Napola, Fulgatore e Ummari, oltre ai casi di dissalatore, depuratore e al nodo tra zona ASI e Riserva delle Saline di Trapani e Paceco.

 

Il senso del piano, quindi, non è solo contare i punti critici ma fissare un quadro stabile. Ci saranno limiti certi, non derogabili: zona per zona sono quelli e non si possono superare, spiega Orazio Amenta, dirigente ai lavori pubblici del Comune di Trapani. È la vera svolta di questa fase: la battaglia nata nel centro storico adesso si allarga all’intera città e prova a trasformare anni di proteste, ordinanze contestate e interventi temporanei in regole uguali per tutti.

 

Resta poi il passaggio successivo, quello del Piano comunale di risanamento acustico, che dovrà tradurre le criticità individuate in opere, priorità, costi e tempi. Ma intanto il primo cambio è già qui: entro 15 giorni si può contestare il piano, entro giugno il Comune punta a portarlo in Consiglio, e da quel momento per chi vuole fare attività con emissioni sonore non basterà più chiedere spazio. Bisognerà dimostrare di stare dentro i limiti.



Native | 21/04/2026
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