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24/04/2026 08:15:00

Ragazzo va in ospedale per una tac e scopre di avere un proiettile in testa

Aveva un proiettile conficcato nel cranio e non ne era consapevole. È la vicenda, al limite dell’incredibile, che ha visto protagonista un ragazzo di 17 anni di Carini, operato nei giorni scorsi all’ospedale Villa Sofia di Palermo.

 

Tutto inizia l’11 aprile, quando nel centro del Palermitano scoppia una rissa. Il giovane si presenta alla guardia medica con una ferita dietro l’orecchio: viene medicato, suturato e rimandato a casa. Nessuno sospetta che quella lesione possa essere stata causata da un colpo d’arma da fuoco.

Nei giorni successivi, però, le condizioni del ragazzo non migliorano. Mal di testa persistente e dolori all’orecchio spingono la famiglia a rivolgersi all’ospedale Villa Sofia, nel reparto di Otorinolaringoiatria. Anche in questo caso, inizialmente, non viene individuato nulla di anomalo.

 

La svolta arriva solo grazie a una TAC eseguita in un centro privato: l’esame rivela la presenza di un proiettile — probabilmente calibro 9 — conficcato nel cranio.

Scatta immediatamente l’allarme. Il giovane viene trasferito d’urgenza e sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico che consente di rimuovere la pallottola.

Ora sono i carabinieri a indagare per ricostruire quanto accaduto e individuare chi ha sparato. Una vicenda che lascia aperti molti interrogativi, a partire da come sia stato possibile che una ferita da arma da fuoco non sia stata riconosciuta nei primi accessi sanitari.