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30/03/2025 14:27:00

  Palermo, ippodromo sequestrato per mafia. A Marsala, invece, si costruisce con il Pnrr

 Mentre a Palermo l’ippodromo La Favorita viene commissariato per infiltrazioni mafiose, a Marsala il sindaco Massimo Grillo è impegnato nella costruzione di un nuovo ippodromo grazie ai fondi del Pnrr. Una contraddizione che solleva interrogativi sull'opportunità e sulla priorità di certi investimenti pubblici.

A Palermo, il provvedimento è stato firmato dal prefetto Massimo Mariani: il Consorzio Ippodromo di Palermo, che gestisce l’impianto ippico cittadino, è stato affidato a una gestione straordinaria per un periodo di sei mesi, rinnovabile. Il motivo? Secondo l'inchiesta condotta dalle forze dell'ordine, vi sarebbero “forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata”, con il coinvolgimento di soggetti già condannati per associazione mafiosa che avrebbero ottenuto la gestione di diversi servizi interni alla struttura.

Una situazione allarmante che evidenzia ancora una volta come la mafia riesca a infiltrarsi nei settori più diversi, sfruttando anche attività apparentemente distanti come l’ippica.

A fare notizia, però, è il contrasto con quanto avviene a Marsala: qui, mentre la Sicilia deve fare i conti con strutture commissariate e colluse, l’amministrazione comunale ha deciso di utilizzare milioni di euro provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per realizzare... proprio un ippodromo. Un’opera pubblica al centro di numerose polemiche, ritenuta da più parti anacronistica e poco aderente alle vere necessità del territorio, come la sanità, l'acqua, le scuole o la viabilità.

A Palermo si chiude per mafia. A Marsala si apre, con i soldi dell’Europa. Un paradosso che racconta bene due volti della Sicilia contemporanea, stretta tra le vecchie logiche di infiltrazione criminale e le nuove contraddizioni della spesa pubblica.