“Non ti scordar di me”: stamattina la cerimonia solenne in ricordo della strage di Pizzolungo
Una comunità raccolta, partecipe e consapevole ha preso parte questa mattina, al Parco della Memoria di Pizzolungo, alla manifestazione “Non ti scordar di me”, promossa dal Comune di Erice insieme a Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, per commemorare le vittime della Strage del 2 aprile 1985.
Un momento di forte intensità emotiva per ricordare Barbara Rizzo e i suoi figli, Giuseppe e Salvatore Asta, uccisi in un attentato mafioso che aveva come obiettivo il giudice Carlo Palermo, impegnato in quegli anni in delicate indagini sulla criminalità organizzata nel territorio trapanese.
Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili, militari e religiose, insieme a rappresentanti istituzionali del territorio.
Tra gli interventi, quello della sindaca di Erice Daniela Toscano, della prefetta Daniela Lupo, della presidente del Tribunale di Trapani Alessandra Camassa e del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. Particolarmente toccante la testimonianza di Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza del rispetto delle regole nella vita quotidiana come primo passo per contrastare ogni forma di cultura mafiosa. Un intervento che ha coinvolto profondamente i presenti, soprattutto i più giovani.

Proprio gli studenti sono stati protagonisti della giornata, prendendo parte a un percorso articolato che ha incluso attività educative, rappresentazioni teatrali e un processo simulato sulla strage. Un coinvolgimento che ha dato concretezza al messaggio dell’iniziativa: fare della memoria uno strumento attivo di crescita civile.
La manifestazione si è svolta in un clima di raccoglimento, culminato in un momento di silenzio condiviso, simbolo di un impegno che va oltre la commemorazione.
“Non ti scordar di me” si conferma così un appuntamento centrale per il territorio, capace di unire memoria e responsabilità, passato e futuro. Nel suo intervento, la sindaca Toscano ha sottolineato come la memoria non possa limitarsi all’emozione del ricordo, ma debba tradursi in scelte quotidiane e concrete. Un impegno che l’amministrazione comunale rinnova ogni anno insieme a Libera, attraverso un percorso che coinvolge in modo attivo le nuove generazioni.
A oltre quarant’anni dalla strage, Erice continua così a coltivare una memoria viva, trasformandola in azione e consapevolezza collettiva contro ogni forma di mafia.
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