Marsala: "A due mesi dal voto nessuno parla del clientelismo, piaga che nega il futuro"
Egregio Direttore di Tp24,
siamo a meno di due mesi dalle elezioni amministrative e tutti i candidati a sindaco e a consigliere comunale promettono: manutenzione delle strade, sistemazione del verde, pulizia della città, maggiore sicurezza, potenziamento dei trasporti pubblici, più scuole a tempo pieno, più acqua nelle case attraverso la riparazione della rete idrica.
Naturalmente, tutti parlano anche del porto e dei giovani, con poche variazioni tra uno schieramento e l’altro.
Si tratta di problemi reali, insieme a tanti altri, certamente degni di attenzione. Tuttavia, sarebbe opportuno che i candidati spiegassero anche da dove prenderanno le risorse per realizzare questi interventi, per assumere personale e, soprattutto, quanti nuovi dipendenti il Comune potrà assumere nei prossimi anni e con quali mansioni.
Sarebbe altresì utile chiarire che, per le grandi opere, non ci saranno più i numerosi finanziamenti del PNRR né quelli già disponibili in passato, andati persi durante l’attuale amministrazione.
Nel frattempo, della “piaga clientelare”, fenomeno diffuso in tutta Italia ma particolarmente nel Mezzogiorno, nessuno parla. Eppure si tratta di un sistema che dovrebbe essere smantellato per migliorare il Paese e offrire opportunità ai giovani più preparati.
Il silenzio su questo tema è probabilmente dovuto alla paura di perdere consenso o a una cultura politica ormai radicata.
Assistiamo così, senza più indignazione, al perpetuarsi di pratiche clientelari che attraversano tutti i livelli istituzionali: da Roma alla Regione Sicilia, fino a Marsala.
La Regione conta assessori, deputati, dirigenti e politici indagati — alcuni anche condannati — coinvolti in vicende di favoritismo, corruzione e scambio di favori, talvolta anche con ambienti mafiosi.
Tra i casi più noti vi è quello di Cuffaro, ma non è certo l’unico. Anche l’ex eurodeputato Iacolino, figura di grande peso nella dirigenza regionale, è stato recentemente al centro di vicende giudiziarie.
Risultano inoltre indagati il presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno, l’assessore Elvira Amato e molti altri. In questo contesto, il presidente Schifani appare spettatore, come se non vi fosse anche una sua responsabilità politica.
A livello provinciale, l’ex senatore Papania — molto attivo fino a pochi anni fa — è indagato e sotto processo per l’utilizzo improprio di fondi europei destinati alla formazione professionale.
Arrivando al Comune di Marsala, durante questa amministrazione il sistema dei favori è tornato con forza, ricordando la Prima Repubblica, se non peggio.
Tra i casi più evidenti:
- l’assunzione di due portavoce (uno per tre anni e uno per i successivi due), per un costo complessivo di circa 150.000 euro;
- l’affidamento di incarichi a due agenzie di comunicazione, per circa 40.000 euro;
- una spesa totale per la comunicazione di circa 200.000 euro.
A cosa sono servite queste risorse?
Principalmente a fare propaganda e a raccontare una versione dei fatti che ha nascosto fallimenti, finanziamenti persi e pratiche clientelari.
Il sindaco ha inoltre conferito incarichi ad almeno tre “esperti”, per attività ordinarie dell’ente, con costi superiori a 100.000 euro, e ha disposto un’assunzione nello staff di segreteria per oltre 70.000 euro in due anni.
Erano davvero necessari questi incarichi?
A ciò si aggiunge l’ente “Marsala Schola”, il cui Consiglio di Amministrazione — composto da tre persone nominate politicamente — comporta un costo di oltre 50.000 euro l’anno, pari a più di 250.000 euro in cinque anni.
Durante la mia amministrazione, il CdA era composto da dirigenti comunali, a costo zero, e ne avevamo anche deliberato l’abolizione, poi respinta da una maggioranza trasversale.
Il costo complessivo di queste pratiche clientelari supera i 600.000 euro.
Quali benefici ne hanno tratto i cittadini?
Gli uffici funzionano meglio? Non sembrerebbe.
A tutto questo si aggiungono i costi per progettisti esterni incaricati di realizzare progetti ordinari (piazze, fontane, dossi), attività che un tempo venivano svolte dai tecnici interni, con notevoli risparmi.
Per questo rivolgo un invito ai nuovi candidati: non promettere né concedere favori; garantire assunzioni esclusivamente tramite concorsi pubblici; evitare incarichi esterni per attività ordinarie; non nominare portavoce; sciogliere l’ente “Marsala Schola” o renderlo a costo zero; affidare i progetti ordinari ai tecnici comunali.
Il clientelismo genera sprechi, riduce la qualità dei servizi, penalizza il merito e costringe i giovani migliori a lasciare il territorio. Inoltre, alimenta fenomeni di corruzione.
L’incipit di ogni programma elettorale dovrebbe essere chiaro:
SÌ alla trasparenza e alla legalità.
NO al clientelismo, al favoritismo, all’amichettismo e alla parentopoli.
È facile prevedere che molti di coloro che hanno beneficiato di incarichi si candideranno o sosterranno l’attuale sindaco.
Dott. Alberto Di Girolamo
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