La foto di Giorgia Meloni con l'uomo del Clan Senese. Il caso Amico arriva a Report
Perché in una foto pubblica con Giorgia Meloni compare un uomo ritenuto vicino alla criminalità organizzata? È questa la domanda che riporta sotto i riflettori la figura di Gioacchino Amico, indicato dagli inquirenti come referente in Lombardia del clan camorristico dei Senese.
A riaccendere il caso è stata la trasmissione Report, guidata da Sigfrido Ranucci, che ha ripreso e rilanciato le inchieste già pubblicate da TP24, portandole all’attenzione del pubblico nazionale.
La foto e l’evento di Milano
L’immagine al centro del servizio risale al 2 febbraio 2019. Siamo all’Hotel Marriott di Milano, durante una manifestazione politica in vista delle elezioni europee. Sul palco, protagonista dell’evento, Giorgia Meloni. In sala, tra militanti e dirigenti, secondo quanto documentato dal giornalista Giorgio Mottola, era presente anche Gioacchino Amico, seduto in prima fila. Una presenza che all’epoca non aveva suscitato particolare attenzione, ma che oggi assume un peso diverso alla luce delle indagini giudiziarie.
Le rivelazioni di Report riprendono il lavoro di TP24, che negli anni ha dedicato numerosi approfondimenti attorno al sistema di relazioni tra mafia siciliana, camorra e ‘ndrangheta al Nord e alla stessa figura di Amico. Un quadro fatto di summit tra esponenti criminali, traffici di droga e strategie condivise, evidenziando il ruolo di Amico come snodo centrale di queste dinamiche.
Chi è Gioacchino Amico
Nato a Canicattì nel 1986, Gioacchino Amico è considerato dagli inquirenti una figura chiave nel narcotraffico al Nord. Ritenuto vicino al clan Senese, avrebbe avuto un ruolo decisionale nelle strategie di approvvigionamento e distribuzione della droga.
Secondo le ricostruzioni, Amico non era solo un organizzatore, ma anche un uomo di relazioni: manteneva contatti con ambienti imprenditoriali e politico-istituzionali, contribuendo all’infiltrazione nel tessuto economico lombardo.
Emergono inoltre legami con uomini vicini al boss Matteo Messina Denaro, incontrati più volte anche in Sicilia, tra cui a Campobello di Mazara.
Il pentimento e il processo Hydra
Nel 2026, nell’ambito del processo Hydra, Amico ha scelto di collaborare con la giustizia. Una decisione che potrebbe aprire nuovi scenari investigativi.
Le sue dichiarazioni parlano di un sistema criminale strutturato e condiviso tra diverse organizzazioni, capace di operare al Nord con una logica imprenditoriale e relazionale.
Allo stesso tempo, Amico avrebbe manifestato timori per la propria sicurezza, consapevole del peso delle rivelazioni rese.
Un interrogativo aperto
La presenza di Gioacchino Amico a un evento politico ufficiale, documentata da una fotografia oggi tornata d’attualità, solleva interrogativi sulla permeabilità di certi contesti e sulla capacità delle organizzazioni criminali di inserirsi anche in ambienti pubblici.
Il caso, rilanciato da Report a partire dalle inchieste di TP24, riporta al centro del dibattito il tema delle infiltrazioni mafiose fuori dai territori tradizionali e del loro radicamento nel cuore economico del Paese.
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