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09/04/2026 07:54:00

Assemblea pubblica contro il centro F35 a Birgi

Nuova tappa della mobilitazione contro il progetto di addestramento militare all’aeroporto di Birgi. 

Sabato 11 aprile è in programma un’assemblea pubblica presso la comunità valdese di via Orlandini 38, promossa dai comitati contrari alla realizzazione del centro internazionale per piloti di F-35. 

L’incontro arriva dopo mesi di iniziative sul territorio e punta a rafforzare il coordinamento della protesta, anche con la partecipazione da remoto.

 

Al centro della contestazione c’è il progetto che riguarda l’Aeroporto di Trapani-Birgi, destinato a diventare un polo di addestramento internazionale per i caccia F-35, il primo al di fuori degli Stati Uniti e gemello della Luke Air Force Base. L’intervento, da oltre 100 milioni di euro, dovrebbe partire nel 2026 e consoliderebbe il ruolo dell’Italia all’interno delle strategie NATO.

Il governo italiano fornisce attualmente sostegno garantendo accesso, basi e diritti di sorvolo alle forze statunitensi, nel rispetto dei trattati post seconda guerra mondiale. 

 

L’assemblea si inserisce in una fase di forte instabilità globale. Con le tensioni in Medio Oriente e con il conflitto nella Striscia di Gaza, l’impiego di sistemi avanzati come gli F-35 – prodotti dalla Lockheed Martin – è diventato sempre più centrale nelle operazioni militari contemporanee.

 

Questi velivoli, progettati nell’ambito del programma Joint Strike Fighter, sono oggi utilizzati da numerosi Paesi alleati della NATO e rappresentano uno degli strumenti chiave della proiezione militare occidentale. Proprio il loro impiego in scenari di guerra ha alimentato critiche e richieste, da parte di organizzazioni internazionali, di limitare esportazioni e utilizzo in contesti di conflitto.

 

In questo quadro, la Sicilia assume una crescente rilevanza strategica nel Mediterraneo, anche per la presenza di infrastrutture militari come la base di Naval Air Station Sigonella, già utilizzata per operazioni e supporto logistico.

 

 Le ragioni della protesta

 

Secondo i promotori dell’assemblea, la creazione del centro di addestramento a Birgi rischia di rafforzare questo ruolo militare dell’isola, con conseguenze dirette sul territorio. Tra i timori evidenziati: un maggiore coinvolgimento indiretto nei conflitti internazionali e il rischio di diventare un obiettivo strategico. Non ultime, le possibili limitazioni al traffico civile e ricadute sul turismo.

La protesta si inserisce quindi in una visione più ampia, che rivendica per la Sicilia una funzione diversa, orientata allo sviluppo civile ed economico piuttosto che militare.

 

L’assemblea dell’11 aprile rappresenta un momento organizzativo ma anche politico. Pur trattandosi di decisioni legate a livelli nazionali e internazionali, iniziative locali come questa possono spingere amministrazioni locali e regionali a prendere posizione, influenzando il dibattito politico e le interlocuzioni con il governo centrale, mantenendo alta l’attenzione pubblica sul tema e contribuendo a inserire il caso di Birgi nel dibattito nazionale.

 

Il dibattito resta aperto anche a livello locale. Se da un lato le istituzioni nazionali evidenziano il valore strategico dell’infrastruttura, dall’altro una parte della società civile teme le conseguenze di una crescente militarizzazione.

Nelle scorse settimane, la protesta è già scesa in piazza davanti a Palazzo Cavarretta, con critiche rivolte alla politica del governo guidato da Giorgia Meloni. L’assemblea dell’11 aprile si propone ora come un nuovo passaggio per consolidare la mobilitazione e rilanciare il confronto su quale futuro immaginare per il territorio trapanese.

 



Cittadinanza | 2026-04-09 07:54:00
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Assemblea pubblica contro il centro F35 a Birgi

Nuova tappa della mobilitazione contro il progetto di addestramento militare all’aeroporto di Birgi. Sabato 11 aprile è in programma un’assemblea pubblica presso la comunità valdese di via Orlandini 38, promossa dai...