Una barca rovesciata al largo, un uomo disperso e le speranze che diminuivano con il passare delle ore. Poi, quando ormai si temeva il peggio, il miracolo: la Guardia Costiera di Mazara del Vallo ha individuato e salvato un pescatore di 65 anni, rimasto per nove ore in acqua dopo l'affondamento della sua imbarcazione. A salvarlo è stata anche una ciambella di salvataggio che la moglie gli aveva fatto acquistare appena una settimana fa.
È una storia a lieto fine quella accaduta oggi, domenica 18 ottobre, nelle acque di Mazara del Vallo. Una giornata di pesca sportiva che ha rischiato di trasformarsi in tragedia, conclusa con il ritorno a terra dell'uomo tra gli applausi e le lacrime dei familiari.
L'allarme della moglie e la barca ritrovata capovolta
Tutto è cominciato intorno alle 17, quando la moglie del sessantacinquenne, preoccupata per il mancato rientro del marito, ha chiamato la sala operativa della Capitaneria di porto.
L'uomo era solito uscire in barca ogni domenica mattina per pescare, tornando a casa all'ora di pranzo. Ma questa volta non era rientrato. Il cellulare risultava irraggiungibile e neppure alla Lega Navale, dove teneva ormeggiata l'imbarcazione, avevano sue notizie.
La Guardia Costiera ha immediatamente inviato la motovedetta SAR CP 2092, affiancata da un'imbarcazione della Lega Navale.
La prima scoperta è stata drammatica: a circa tre miglia dal porto di Mazara del Vallo è stata individuata la barca del pescatore, rovesciata e semiaffondata. Dell'uomo, nessuna traccia.
Un subacqueo privato, intervenuto volontariamente, ha ispezionato anche l'interno dell'imbarcazione capovolta, senza trovare nessuno.
Le ricerche in mare e il salvataggio
Le operazioni si sono concentrate nell'area compresa tra Torretta Granitola, dove il sessantacinquenne era solito pescare, e il punto in cui era stata ritrovata la barca.
Con l'arrivo del buio, la situazione è diventata sempre più difficile.
Sotto il coordinamento del XII MRSC di Palermo, con la collaborazione della Prefettura di Trapani, era stato attivato anche un mezzo aereo dell'Aeronautica Militare da Trapani Birgi, mentre i Vigili del Fuoco si preparavano a eventuali ricerche subacquee per la mattina successiva.
Poi, intorno alle 19, la svolta.
L'equipaggio della motovedetta CP 2092 è riuscito a individuare il naufrago in acqua, a circa due miglia al largo di Quarara, davanti alla costa di Mazara del Vallo.
L'uomo era ancora cosciente, ma in avanzato stato di ipotermia. Aveva trascorso circa nove ore in mare.
I militari lo hanno recuperato a bordo, prestando le prime cure, e lo hanno trasportato rapidamente in porto, dove era già pronta un'ambulanza del 118.
La ciambella di salvataggio comprata dalla moglie una settimana prima
È stato lo stesso pescatore a raccontare i primi particolari dell'incidente.
Intorno alle 10 del mattino, la sua imbarcazione avrebbe improvvisamente cominciato a imbarcare acqua. Tutto è accaduto in pochi istanti: la barca è affondata così rapidamente da non lasciargli neppure il tempo di chiedere aiuto.
Il sessantacinquenne è però riuscito ad afferrare e indossare una ciambella di salvataggio prima di finire in acqua.
Quel salvagente gli ha consentito di rimanere a galla per tutte le ore successive, in attesa di soccorsi che non sapeva se sarebbero mai arrivati.
E qui c'è il particolare più incredibile della vicenda.
Quando la motovedetta è rientrata in porto, la moglie del pescatore, commossa e riconoscente, ha raccontato ai soccorritori che era stata proprio lei, appena una settimana prima, a convincere il marito ad acquistare quella ciambella di salvataggio.
Un acquisto che, a distanza di pochi giorni, potrebbe avergli salvato la vita.
Gli applausi in porto per la Guardia Costiera
Ad attendere il pescatore sulla banchina c'erano i familiari, che hanno accolto il suo ritorno con grande commozione.
L'uomo è stato trasferito al pronto soccorso dell'ospedale di Mazara del Vallo per gli accertamenti necessari, soprattutto in relazione alla prolungata permanenza in acqua e allo stato di ipotermia.
Per gli uomini della Guardia Costiera, una complessa operazione di ricerca e soccorso conclusa nel migliore dei modi.
Per una famiglia mazarese, invece, una domenica che sembrava destinata a finire in tragedia e che si è trasformata in una storia da raccontare.
Con una protagonista inaspettata: quella ciambella di salvataggio comprata appena sette giorni prima.