×
 
 
25/09/2026 06:00:00

Pesca in crisi, porti da rilanciare: a Trapani la sfida dello sviluppo costiero

Il mare può portare turismo, investimenti e nuovi lavori. Ma per chi vive di pesca, oggi, il primo problema è riuscire a uscire in mare. Il caro gasolio pesa sui conti delle imbarcazioni e rende più difficile immaginare un futuro per la marineria trapanese. È da questa distanza tra le prospettive di sviluppo e le difficoltà quotidiane dei pescatori che bisogna leggere gli Stati generali dello sviluppo costiero che si sono tenuti ieri, giovedì 24 settembre, all’Antico Lazzaretto di Trapani.

 

L’incontro, promosso dal GAL della Pesca Trapanese insieme alla Fondazione Torri e Tonnare del Litorale Trapanese, ha messo attorno allo stesso tavolo pesca, porti, turismo e cantieristica. Al centro c’è Blu Trapani 2028-2035, la proposta di una strategia comune per la costa e le isole della provincia. La domanda è come trasformarla in interventi utili anche a chi lavora sulle banchine e sui pescherecci.

 

«Il gasolio è il primo problema»

«Oggi vale la pena fare il pescatore», dice Mario Maltese, della marineria trapanese. Ma indica tre questioni da affrontare: il caro gasolio, la delimitazione delle aree di pesca e i vincoli che, a suo giudizio, penalizzano la flotta di Trapani.

Secondo Maltese, dal 1994 a oggi la flotta si è ridotta del 65%. È un dato che riferisce durante l’incontro per spiegare quanto il settore si sia assottigliato. Chiede alle istituzioni di portare le richieste dei pescatori nelle sedi in cui si prendono le decisioni, anche per dare ai giovani una ragione per scegliere questo mestiere. Sui fondi europei usa un’immagine amara: li paragona a «piccole dosi di morfina» che alleviano il dolore senza guarire il malato.

Anche Emilio Giacalone, presidente dell’Organizzazione dei Produttori della Pesca di Trapani e delle Isole Egadi, ha richiamato il caro gasolio, il mancato ricambio generazionale e gli effetti del cambiamento climatico sulla piccola pesca costiera. Tra le proposte illustrate figurano una maggiore valorizzazione del pescato locale, strumenti per tracciarne l’origine, formazione dei giovani, pescaturismo e ittiturismo. Possibili opportunità, mentre resta aperta la questione dei costi che i pescatori devono sostenere oggi.

La Sala: «I pescatori al centro del progetto»

Il presidente del GAL Pesca Trapanese, Francesco La Sala, presenta Blu Trapani come un progetto unitario per le diverse attività legate al mare. La strategia comprende sei ambiti: porti produttivi e turistici, turismo costiero, cantieristica e nautica, filiera della pesca, servizi nelle isole e promozione comune del territorio.

«Il pescatore e la sua famiglia devono essere soggetti privilegiati in questo progetto», afferma La Sala. La proposta prevede un tavolo permanente e successivi piani operativi per individuare interventi, responsabilità, risorse e tempi. È su questi passaggi che si vedrà se la strategia condivisa produrrà risultati concreti.

 

Terenzi: servono competenze e risorse per coordinare il territorio

Per Francesco Terenzi, coordinatore della Rete nazionale dei GAL Pesca, il confronto arriva mentre si prepara la nuova programmazione europea e le politiche del mare chiedono di collegare attività finora affrontate separatamente. Nei porti convivono pesca, cantieristica, logistica, diporto e commercio: ciascuna ha esigenze proprie, che devono trovare spazio in una strategia comune.

I GAL, spiega Terenzi, lavorano vicino alle comunità e possono raccogliere queste esigenze. Coordinare un territorio vasto e diversificato come quello trapanese richiede però più competenze e risorse finanziarie. Altrimenti il lavoro di integrazione rischia di fermarsi alla fase delle proposte.

Lupo e Cafiero: lo sguardo ai prossimi fondi europei

L’eurodeputato Giuseppe Lupo ha richiamato il negoziato sul prossimo bilancio dell’Unione europea e sulle risorse destinate alla coesione. Ha collegato queste scelte al «diritto a restare»: lavoro e servizi che consentano ai giovani di costruire il proprio futuro nei territori d’origine.

 

Roberta Cafiero, dirigente della Direzione generale della Pesca marittima e dell’acquacoltura del ministero dell’Agricoltura, ha illustrato l’attuazione del programma europeo FEAMPA 2021-2027 e le prospettive della programmazione successiva per le comunità costiere. È il quadro nel quale il territorio dovrà definire le proprie priorità e presentare progetti capaci di ottenere risorse.

 

Marchese: i porti turistici hanno bisogno di una regia comune

Il contrammiraglio Rosario Marchese, consigliere del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, invita a considerare i porti turistici come parti di una rete. Gli approdi devono essere collegati ai servizi sulla terraferma e alle professionalità marittime del territorio, tenendo conto delle funzioni diverse che ogni porto già svolge.

Marchese spiega che si sta lavorando a linee guida per i porti turistici e indica la necessità di una «regia unica» che coordini il sistema. È un lavoro ancora da sviluppare. Nel modello di "porto diffuso" illustrato durante l’incontro, gli approdi possono diventare punti d’accesso anche al patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico della costa.

Viviano: porti da completare e procedure da riorganizzare

Il progettista ed esperto di trasporti marittimi e portuali Pietro Viviano riporta l’attenzione sullo stato delle infrastrutture. Viviano conosce i porti trapanesi come le sue tasche, per anni è stato uomo di punta del genio civile delle opere marittime. A suo giudizio, i porti della provincia non rispondono agli standard richiesti dal mercato mediterraneo: servono interventi per la sicurezza, il completamento degli scali e attrezzature adeguate.

Viviano propone di riorganizzare la gestione dei porti regionali attraverso un’autorità di sistema e di concordare con lo Stato strumenti per affrontare i passaggi che rallentano le opere: acquisizione dei pareri, appalti ed esecuzione dei lavori. Sono proposte avanzate durante il confronto, non decisioni già prese. 

Marsala, il progetto e l’opera che manca

Marsala mostra quanto possa essere lungo il percorso dai progetti ai lavori. Viviano ricorda che la messa in sicurezza pubblica dello scalo e il progetto privato del Marina erano stati pensati come interventi complementari. Il porto turistico non è stato realizzato e la concessione alla società Myr è stata revocata. Secondo Viviano, occorre ora valutare quali opere possa realizzare il pubblico e rivedere la protezione del porto dalle onde.

Nelle stesse ore l’ex sindaco e consigliere comunale Massimo Grillo ha riferito che il progetto per la messa in sicurezza, consegnato al Genio Civile di Trapani, è agli ultimi adempimenti prima della verifica e della validazione. Chiede di cercare le risorse per realizzare l’opera e di riprendere il confronto sull’eventuale ingresso di Marsala nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale. L’iter tecnico non è ancora concluso e i finanziamenti per i lavori restano da trovare.

 

Gli Stati generali consegnano alla provincia una proposta comune e molti nodi da sciogliere. La misura del risultato sarà ciò che cambierà negli scali e per chi ci lavora. A cominciare dai pescatori, che il costo del prossimo pieno lo conoscono già.


Leggi anche: