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07/09/2026 14:14:00

Monte Erice, la prima tragedia in 72 anni di storia

La Cronoscalata Monte Erice, una delle gare automobilistiche in salita più affascinanti e longeve d'Italia, ha scritto ieri la pagina più nera della sua storia. Per la prima volta dal lontano 1954, il rombo dei motori si è spento in tragedia: due giovani spettatori, Giuseppe Bisconti, 18 anni, e Karol Greco, 20 anni, hanno perso la vita travolti da un'auto in corsa.

Un primato storico, quello della Monte Erice, durato oltre sette decenni e infranto nel modo più doloroso immaginabile. Nessuna delle precedenti 67 edizioni aveva mai pianto vittime tra il pubblico né aveva registrato decessi tra i piloti. Quella del 6 settembre 2026 resterà per sempre l'edizione maledetta che ha spezzato un'eccezionale tradizione di sicurezza.

 

Dal 1954 a ieri, un lungo record...

Per comprendere la portata dell'accaduto bisogna riavvolgere il nastro. La prima edizione si disputò il 5 settembre 1954 su un tracciato epico di 16 chilometri e 550 metri, da Trapani fino alla vetta di Erice. A vincere fu Pasquale Tacci su Alfa Romeo 1900 TI, in un'epoca in cui le auto non avevano né le protezioni né le tecnologie di oggi.

Da allora la gara è diventata un appuntamento fisso per gli appassionati. L'ultima edizione, disputata il 7 settembre 2025, era stata vinta dal fuoriclasse Simone Faggioli su Nova Proto NP04, che proprio su questa salita ha costruito buona parte della sua carriera, qui ha vinto 12 volte.

In questi 72 anni la Monte Erice ha visto di tutto: incidenti spettacolari, auto distrutte contro i muri, piloti usciti di strada e talvolta feriti. Alcune carambole sono finite tra le immagini da ricordare per la violenza degli impatti, ma in nessun caso si era mai verificato un decesso, né di un concorrente né, soprattutto, di uno spettatore. 

 

La tragedia del 6 settembre

Ieri tutto è cambiato. La Peugeot 308 TCR numero 54, guidata dal 22enne Marco Nicoletti di Caltanissetta, ha improvvisamente perso il controllo. Secondo le prime ricostruzioni, un cedimento dell'impianto frenante avrebbe reso la vettura ingovernabile.

L'auto non ha lasciato segni di frenata sull'asfalto e dopoi un volo di 60 metri è piombato addosso ai due ragazzi stavano assistendo alla gara.

La dinamica ha sconvolto organizzatori e autorità. In 68 edizioni nessuna macchina era mai piombata sul pubblico in quel modo. Per la prima volta nella storia della competizione, la direzione gara ha dovuto esporre la bandiera rossa non per un guasto o per un incidente meccanico, ma per soccorrere e poi piangere due spettatori.

Una gara da record, ora segnata dal dramma

La 68ª edizione si presentava come una delle più partecipate, con 260 equipaggi iscritti tra auto moderne e storiche. Una festa dei motori che richiama ogni anno migliaia di appassionati lungo i tornanti di Erice.

Invece il bilancio finale è il più tragico possibile: due ragazzi di 18 e 20 anni, amici di Belmonte Mezzagno e accomunati dalla passione per le corse, hanno perso la vita mentre vivevano il loro hobby. Giuseppe è morto sul colpo, Karol poche ore dopo in ospedale.

Per 72 anni la Monte Erice era stata la corsa senza incidenti drammatici. Ora quel primato è stato cancellato. L'incidente di ieri pone interrogativi pesanti sulla sicurezza passiva delle gare in salita, sulla collocazione delle postazioni per gli spettatori e sull'adeguatezza delle protezioni per vetture sempre più potenti.

Marco Nicoletti, il giovane pilota catanissettano, è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale. Un atto dovuto, ma che pesa come un macigno su un ragazzo che ieri ha perso il controllo della sua Peugeot, forse per un guasto meccanico.

 

Un'eredità spezzata

La Monte Erice aveva attraversato 68 edizioni senza macchiarsi di sangue. Ha visto trionfare campioni, auto distrutte e piloti miracolati, ma era rimasta indenne dai lutti.

Quel record storico, lungo 72 anni, si è infranto domenica, portandosi via due giovani vite e trasformando per sempre la percezione di una gara che, fino al giorno prima, poteva vantare un primato invidiabile: non aver mai pianto nessuno.

Da oggi, purtroppo, la 68ª edizione sarà ricordata non per il vincitore, ma per essere stata la prima in cui la cronoscalata Monte Erice è diventata una tragedia.