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07/09/2026 14:33:00

Incredibile a Mazara. In un locale cantano "Faccetta nera" e spunta anche il saluto romano

Incredibile, “Faccetta nera” suonata e cantata durante una serata in un locale di Mazara del Vallo. È quanto accaduto nel fine settimana all’Approdo dei Saraceni, dove a un certo punto il gruppo che animava la serata, con dj al seguito, ha deciso di intonare una delle canzoni simbolo della propaganda fascista.

 

E non sarebbe finita lì. Qualcuno tra i presenti avrebbe accompagnato il brano anche con il saluto romano.

Una scena difficile da liquidare come semplice goliardia. E che fa ancora più impressione proprio perché avviene a Mazara del Vallo, la città più multiculturale della provincia di Trapani, da decenni luogo di convivenza tra comunità diverse e con una numerosa presenza nordafricana pienamente inserita nel tessuto sociale ed economico cittadino.

Insomma: proprio a Mazara, città mediterranea per storia, geografia e vita quotidiana, nel 2026 si finisce a cantare “Faccetta nera”.

 

Una canzone che non è una canzone qualsiasi

“Faccetta nera” non è un motivetto d’epoca capitato per caso in una playlist vintage. È uno dei canti più noti legati al fascismo italiano, nato negli anni della guerra d’Etiopia e profondamente intrecciato alla propaganda coloniale del regime.

Ed è il contesto a rendere ancora più pesante quanto accaduto: una serata di divertimento, persone che cantano, qualcuno che avrebbe alzato il braccio nel saluto romano.

Si può certamente discutere delle intenzioni dei singoli partecipanti. Ma è molto più difficile sostenere che simboli, gesti e riferimenti di questo tipo siano privi di significato soltanto perché utilizzati nel corso di una serata.

 

Il Pd: «Non è semplice goliardia»

Sull’episodio è intervenuto il Partito Democratico di Mazara del Vallo, che ha diffuso una nota molto dura.

«Quanto accaduto all'Approdo dei Saraceni non può essere liquidato come semplice goliardia», scrive il partito.

Il Pd ricorda inoltre un precedente che, se confermato, renderebbe la vicenda ancora più singolare: qualche mese fa, nello stesso locale, l’esecuzione di “Bella ciao” sarebbe stata interrotta.

«Oggi – scrive ironicamente il Pd – evidentemente per una singolare idea di “par condicio”, si lascia invece suonare Faccetta nera, mentre alcuni presenti accompagnano il brano con il saluto romano».

 

«Bella ciao e Faccetta nera non sono equivalenti»

Il Partito Democratico respinge anche ogni possibile accostamento tra i due brani.

«È necessario ricordare che non esiste alcuna equivalenza tra Bella ciao, simbolo della Resistenza dalla quale è nata la nostra Repubblica democratica, e una canzone della propaganda fascista e colonialista».

Il punto, secondo il Pd, non riguarda soltanto le convinzioni politiche di chi era presente.

«Il problema non è soltanto ciò che pensavano i singoli ragazzi presenti, ma la leggerezza con cui simboli e gesti legati alla dittatura vengono proposti, tollerati e trasformati in intrattenimento».

 

La richiesta di chiarimenti al locale

Il Pd di Mazara condanna quindi quanto accaduto e chiede ai responsabili dell’Approdo dei Saraceni di spiegare pubblicamente la vicenda.

«Banalizzare il fascismo significa indebolire la memoria storica e i valori democratici sanciti dalla Costituzione».

E aggiunge:

«La nostra città, profondamente mediterranea, multiculturale e antifascista, merita luoghi di aggregazione capaci di promuovere rispetto e consapevolezza, non nostalgie e provocazioni».

Adesso sarebbe importante conoscere anche la versione dei gestori del locale: capire chi abbia scelto il brano, in quale contesto sia stato eseguito e cosa sia realmente accaduto tra il pubblico.

Perché una bravata è una cosa, una provocazione un’altra. Ma “Faccetta nera” intonata in un locale, con persone che avrebbero fatto il saluto romano, non è esattamente una canzone come le altre. E soprattutto non lo è a Mazara del Vallo



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