Dovevano essere venti minuti di ritardo. Sono diventati quaranta per una sigaretta. Anzi, due. È quanto sarebbe accaduto sul volo Ryanair FR4698 da Bergamo a Trapani, secondo il racconto di uno dei passeggeri presenti a bordo.
L’imbarco era quasi terminato quando due uomini avrebbero deciso di fermarsi a fumare sulla pista, ignorando le indicazioni del personale di terra. Al richiamo di un addetto, uno dei due avrebbe risposto indicando il giubbotto rifrangente: «Tu non sei nessuno, tu e quel coso arancione!».
La discussione si sarebbe accesa al punto da richiedere l’intervento del comandante. Riportata la calma e concluso l’imbarco, sarebbe stato lo stesso comandante a scusarsi con i passeggeri, promettendo di provare a recuperare durante il viaggio almeno una parte del ritardo accumulato.
Le regole ignorate anche a bordo
La partenza, però, non avrebbe segnato la fine degli episodi. Durante il rullaggio, un’assistente di volo si sarebbe avvicinata ai passeggeri seduti accanto alle uscite di emergenza per fornire le istruzioni previste dalle procedure di sicurezza.
Due giovani avrebbero continuato ad ascoltare musica con le cuffie, ignorando più volte l’hostess e mostrando fastidio per la sua insistenza. Un dettaglio tutt’altro che secondario: chi occupa quei posti deve prestare attenzione alle indicazioni ed essere disponibile a collaborare in caso di emergenza.
Telefoni accesi prima dell’atterraggio
L’ultimo episodio sarebbe avvenuto mentre l’aereo sorvolava Favignana ed era ancora in volo. Diversi telefoni avrebbero cominciato a squillare tra notifiche, messaggi e chiamate.
Un passeggero avrebbe persino risposto con naturalezza: «No, non sono ancora atterrato. Sono ancora sull’aereo. Arrivo tra dieci minuti».
Tre episodi diversi, un unico filo conduttore: la convinzione che le regole valgano sempre per gli altri. E così un volo già in ritardo perde altro tempo, il personale viene trattato con sufficienza e le procedure di sicurezza diventano un fastidioso rumore di fondo.
Il comandante può tentare di recuperare qualche minuto accelerando dove possibile. Più difficile recuperare il ritardo culturale di chi considera una sigaretta, una cuffia o una telefonata più importanti del rispetto dovuto agli altri.