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29/08/2026 06:00:00

Il dramma della piccola Giulia, la bambina di due anni e mezzo annegata in piscina

Doveva essere una serata d’estate come tante, una cena con gli amici nella villetta presa in affitto alla periferia di Palermo. Gli adulti seduti a tavola, i bambini intenti a giocare. Poi, attorno alle 23.30, una domanda che ha improvvisamente fermato tutto: dov’è Giulia? Dopo pochi minuti di ricerche, la scoperta più terribile. Giulia Rita Guadagna, due anni e mezzo, galleggiava con il volto rivolto verso il fondo della piscina montata nel giardino.

La bambina è morta con ogni probabilità per annegamento. La Procura di Palermo ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia. Le indagini sono affidate ai carabinieri.

 

La cena con gli amici e poi l’allarme

La tragedia si è consumata giovedì sera nella campagna di Villagrazia, alla periferia di Palermo. La famiglia stava trascorrendo alcune ore con una coppia di amici nella villetta presa in affitto per l’estate. I genitori erano seduti a tavola, mentre i bambini giocavano.

Nel giardino era stata installata una piscina fuori terra, alta e profonda, alla quale si accedeva attraverso una scaletta. Era stata utilizzata per tutta l’estate dai cinque figli della coppia, un po’ di refrigerio durante settimane segnate dal caldo soffocante.

A un certo punto i genitori si sono accorti che Giulia non era più insieme agli altri bambini. Hanno cominciato a chiamarla, ma senza ottenere risposta. Sono quindi iniziate le ricerche dentro e attorno alla casa.

Dopo pochi minuti, la tragica scoperta. La piccola era nella piscina, immobile e con la faccia rivolta verso il fondo.

 

La corsa disperata alla guardia medica

Sono stati attimi concitati. Giulia non respirava. Il padre l’ha presa ed è salito in auto, dirigendosi verso la guardia medica del quartiere Guadagna, il presidio sanitario più vicino.

Quando la famiglia è arrivata, però, per la bambina non c’era più nulla da fare. Il medico in servizio ha potuto soltanto constatarne la morte. Nel frattempo era stata richiesta anche un’ambulanza del 118 con il rianimatore, ma ogni tentativo si è rivelato inutile.

Non è ancora possibile stabilire per quanto tempo Giulia sia rimasta sott’acqua. Non si sa neppure se abbia raggiunto e salito da sola la scaletta della piscina. I genitori, distrutti dal dolore, hanno raccontato ai carabinieri che tutto sarebbe accaduto nel giro di pochissimi minuti.

 

Le indagini e l’autopsia

Alla guardia medica è arrivato anche il medico legale, che ha eseguito una prima ispezione sul corpo. Non sarebbero stati riscontrati segni di violenza e la causa più probabile della morte è l’annegamento. Sarà comunque l’autopsia a fornire risposte definitive.

I primi ad intervenire sono stati i carabinieri della compagnia di Piazza Verdi e del Nucleo radiomobile. L’area della piscina è stata transennata per consentire i rilievi. I militari hanno ascoltato i genitori della piccola e l’altra coppia presente nella villetta.

Il sostituto procuratore di turno ha disposto il sequestro della salma e l’esame autoptico. Bisognerà ricostruire ogni passaggio di una tragedia avvenuta nel tempo brevissimo in cui una bambina può scomparire dalla vista degli adulti.

 

Il precedente siciliano di Caucana

La morte di Giulia riporta alla memoria un’altra tragedia quasi identica avvenuta appena un anno fa in Sicilia.

Il 21 agosto 2025, a Caucana, frazione balneare di Santa Croce Camerina, nel Ragusano, un bambino di due anni morì nella piscina gonfiabile della casa di villeggiatura della famiglia. Secondo quanto ricostruito allora, il piccolo, originario di Comiso, sarebbe riuscito a salire sulla scaletta e a entrare in acqua senza che gli adulti presenti se ne accorgessero.

Quando venne trovato e recuperato, era ormai troppo tardi. I sanitari del 118 tentarono a lungo di rianimarlo, senza riuscire a salvarlo. Una dinamica drammaticamente simile a quella di Palermo: una casa per le vacanze, una piscina fuori terra, pochi minuti senza che nessuno si accorga di nulla.

 

Un’estate tragica nelle piscine italiane

Quella di Giulia è l’ultima di una serie impressionante di tragedie che durante l’estate del 2026 hanno coinvolto bambini e ragazzi nelle piscine italiane.

Il 17 luglio è morta Alice Ferrari, undici anni, rimasta intrappolata sott’acqua nella piscina dei Bagni Segesta di Sestri Levante. I capelli della bambina erano rimasti impigliati in un bocchettone di aspirazione. Per liberarla fu necessario tagliarli. Trasportata in condizioni disperate all’ospedale Gaslini di Genova, Alice morì dopo circa trenta ore. I genitori autorizzarono la donazione degli organi.

Il giorno successivo, il 18 luglio, una bambina austriaca di quattro anni è annegata nella piscina di un hotel a Milano Marittima. La piccola si trovava con il padre, che si sarebbe allontanato per alcuni minuti. Soccorsa e trasportata all’ospedale Bufalini di Cesena, è morta poche ore dopo.

Il 22 luglio, nella piscina comunale di Monterotondo, vicino Roma, un bambino di cinque anni è morto mentre partecipava alle attività di un centro estivo. In quel caso, secondo le prime ricostruzioni, il piccolo potrebbe essere stato colto da un malore mentre si trovava in acqua con altri bambini.

 

Le tragedie dei bocchettoni

Altri due casi erano avvenuti in primavera, entrambi legati ai sistemi di aspirazione delle piscine.

A Pennabilli, nel Riminese, Matteo Brandimarti, dodici anni, rimase incastrato con una gamba nel bocchettone della vasca idromassaggio di un albergo. La forza dell’aspirazione lo tenne sott’acqua nonostante la vasca fosse profonda appena 80 centimetri. Il padre e gli altri presenti tentarono inutilmente di liberarlo. Matteo morì alcuni giorni dopo in ospedale.

Il 18 aprile, a Suio Terme, nel comune di Castelforte, in provincia di Latina, un bambino di sette anni morì sul fondo della piscina di uno stabilimento termale. Anche in quel caso gli accertamenti si sono concentrati su un bocchettone di aspirazione. La Procura di Cassino ha aperto un’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati quattro persone legate alla struttura.

 

Quei pochi minuti che possono essere fatali

Le dinamiche non sono tutte uguali. In alcuni casi si indaga sulla sicurezza degli impianti e sul funzionamento dei sistemi di aspirazione; in altri, come a Palermo e a Caucana, bambini piccolissimi sono riusciti ad avvicinarsi a piscine private senza essere notati.

C’è però un elemento che ritorna: la rapidità. Con i bambini più piccoli bastano pochi istanti e l’annegamento può avvenire senza rumore, senza richieste d’aiuto, senza movimenti abbastanza evidenti da attirare l’attenzione.

Per la famiglia di Giulia, una normale serata trascorsa con gli amici si è trasformata in un dolore impossibile da raccontare. Nel dicembre del 2023, il giorno della nascita della bambina, la madre aveva scritto sui social: «Sei tutto per me. Sei la mia vita, sei la mia metà. Ti amo, principessa».