Dopo l'articolo di Tp24 sui resti umani fotografati all’interno di un contenitore per i rifiuti al cimitero di Marsala, arriva la reazione ufficiale del Comune. L’Amministrazione parla di “profondo sconcerto”, annuncia massimo rigore e nessuna tolleranza e comunica di avere già attivato la Polizia Municipale e disposto verifiche urgenti.
C’è però un elemento che rende il caso ancora tutto da chiarire: quando gli agenti sono arrivati al cimitero, i resti visibili nella fotografia non erano più nel contenitore.
Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali adesso bisognerà fare luce.
Il sopralluogo della Polizia Municipale
La vicenda era stata raccontata questa mattina da Tp24: una fotografia mostrava ossa e resti umani all’interno di un contenitore per la raccolta dei rifiuti, mentre nel cimitero comunale erano in corso operazioni di estumulazione affidate dal Comune a una ditta esterna.
Dopo la pubblicazione della notizia, Palazzo VII Aprile ha fatto sapere di avere immediatamente attivato la Polizia Municipale, anche nelle sue funzioni di polizia giudiziaria.
Gli agenti si sono recati al cimitero, dove era presente anche l’assessore ai servizi cimiteriali Gabriele Di Pietra.
Al momento del sopralluogo, però, i resti raffigurati nella fotografia non sono stati rinvenuti.
Una circostanza che, secondo il Comune, rende ancora più necessari gli accertamenti per ricostruire cosa sia realmente accaduto e valutare eventuali comunicazioni alle autorità competenti.
Chiesta una relazione alla ditta
Le verifiche non riguarderanno soltanto ciò che è accaduto dopo la diffusione della fotografia.
La dirigente competente è stata incaricata di avviare con urgenza le interlocuzioni con la ditta esterna affidataria delle operazioni di estumulazione.
Il Comune vuole acquisire relazioni, chiarimenti e documentazione per verificare come siano state eseguite le estumulazioni e, soprattutto, come siano stati successivamente trattati i resti.
È questo il cuore della vicenda. Perché la fotografia esiste e mostra una situazione che, indipendentemente dalle responsabilità ancora da accertare, richiede una spiegazione precisa.
Patti: “Faremo piena luce”
Interviene anche la sindaca Andreana Patti.
“Il Comune intende fare piena luce sulla incresciosa vicenda – afferma – nel rispetto dei cittadini e delle persone eventualmente coinvolte. Saranno le inchieste ad accertare quanto rappresentato nella fotografia”.
La sindaca assicura che, qualora emergessero irregolarità o responsabilità, l’Amministrazione adotterà “senza esitazione tutti i provvedimenti di propria competenza”, nel rispetto delle attività degli organi di polizia e dell’Autorità giudiziaria.
“I resti dei defunti vanno trattati con dignità”
Nella nota il Comune tiene a sottolineare di non volere minimizzare l’accaduto.
E fissa un principio che, in realtà, dovrebbe essere scontato: i resti di una persona defunta non possono essere trattati in maniera incompatibile con la dignità della persona, con la sua memoria e con il dolore dei familiari.
L’Amministrazione assicura quindi che continuerà a seguire la vicenda “con il massimo rigore”, mettendo a disposizione delle autorità tutti gli elementi raccolti.
Il Comune ha inoltre deciso di non ripubblicare la fotografia, già ampiamente circolata sui social, proprio perché quelle immagini mostrano i resti di una persona, dietro i quali possono esserci “una storia, una famiglia e una memoria”.
Adesso, oltre allo sconcerto, servono risposte. Di chi erano quei resti? Come sono finiti in quel contenitore? Chi stava eseguendo le operazioni? E soprattutto, dove sono stati portati prima dell'arrivo della Polizia Municipale?
Sono le domande che restano aperte e che gli accertamenti annunciati dal Comune dovranno chiarire.