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20/08/2026 15:00:00

Mazara: delegazione della Chiesa Tunisina in visita nella Diocesi

Dal 27 agosto al 1° settembre una delegazione della Chiesa tunisina, guidata dall’Arcivescovo monsignor Nicolas Lhernould, sarà ospite nel territorio della Diocesi di Mazara del Vallo nell’ambito del gemellaggio tra le Diocesi di Mazara del Vallo e Tunisi.

La visita rappresenta un nuovo momento di incontro di un percorso che da anni lega le due realtà ecclesiali. Nei mesi scorsi sono state diverse le delegazioni della Diocesi mazarese che hanno raggiunto Tunisi; adesso sarà la comunità tunisina a essere accolta nella diocesi siciliana.

 

Il significato del gemellaggio

Il programma è coordinato dall’Ufficio gemellaggio, guidato da don Francesco Fiorino, e prevede una serie di appuntamenti dedicati alla conoscenza delle comunità, alla condivisione delle esperienze pastorali e alle iniziative di solidarietà.

«Il gemellaggio tra le due Diocesi nasce infatti dal desiderio di conoscerci, di accoglierci e di condividere le ricchezze delle nostre rispettive esperienze ecclesiali», spiega il Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella.

Un rapporto che assume un significato particolare in un Mediterraneo spesso raccontato attraverso le divisioni. «In un tempo nel quale il Mediterraneo rischia talvolta di essere percepito come luogo di divisioni, conflitti e distanze, siamo chiamati a riscoprirlo come mare che unisce, luogo di incontro tra popoli, culture e tradizioni diverse», aggiunge il vescovo.

Caritas e comunità ecclesiale

Il gemellaggio, dunque, non si limita agli incontri istituzionali, ma si traduce in esperienze condivise, iniziative e percorsi di evangelizzazione e solidarietà.

«Il gemellaggio ha bisogno di due atteggiamenti: responsabilità e cooperazione», sottolinea ancora Giurdanella.

Tra i primi appuntamenti, giovedì 27 agosto, è previsto l’incontro con gli operatori della Caritas diocesana e della Fondazione San Vito Ets.

Venerdì 28, alle 10.30, la delegazione incontrerà in Cattedrale preti, diaconi, membri del consiglio pastorale diocesano, religiose e religiosi e i direttori degli uffici diocesani. La giornata proseguirà con la visita al centro storico di Salemi e una cena al turismo rurale “Al Ciliegio”.

Selinunte, Gibellina e il territorio

Sabato 29 agosto sarà dedicato alla conoscenza di alcuni dei luoghi più significativi del territorio, con la visita al Parco archeologico di Selinunte e a Gibellina.

Domenica 30 agosto sono previste la visita al Museo Lilibeo, alla chiesa-rettoria di San Giovanni Battista e al centro “Giusti di Sicilia”. La giornata si concluderà con un momento di incontro con la comunità di Torretta Granitola.

Un gemellaggio che guarda al futuro

Il programma mette insieme fede, cultura, memoria e impegno sociale e punta a rafforzare un legame costruito nel tempo tra le due sponde del Mediterraneo.

L’obiettivo è continuare a trasformare il gemellaggio in uno spazio concreto di dialogo e collaborazione, nella consapevolezza che il Mediterraneo può essere non soltanto una frontiera, ma anche un luogo capace di unire comunità e persone.

                                                                                                                                            ****

 

Salermi, Don Salvatore Cipri festeggia 50 anni di sacerdozio                                                                                                                            

Una vita dedicata alla Chiesa e alle comunità incontrate nel corso di mezzo secolo. Sono stati più di 400 i fedeli che domenica scorsa si sono stretti attorno a don Salvatore Cipri, che alla base scout di Salemi ha celebrato il 50° anniversario della sua ordinazione presbiterale.

La Santa Messa è stata concelebrata dal Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, dall’Arcivescovo monsignor Vito Rallo e dai presbiteri della Diocesi, in un momento di festa e di ringraziamento per il lungo ministero sacerdotale di don Cipri.

L’ordinazione nel 1976

Il sacerdote è stato ordinato in Cattedrale a Mazara del Vallo il 15 agosto 1976, per imposizione delle mani del Vescovo Giuseppe Mancuso.

Cinquant’anni dopo, il traguardo è diventato occasione per ripercorrere le tappe di una vocazione maturata fin dall’adolescenza e profondamente legata alla comunità di Salemi.

La vocazione nata a Salemi

A guidarlo nei primi passi fu il parroco don Alberto Di Stefano, che don Salvatore ricorda come una figura determinante.

Frequentava la parrocchia di Pusillesi a Salemi e fu proprio il sacerdote ad accompagnarlo nel cammino verso i sacramenti della Comunione e della Cresima.

Accanto alla figura del parroco, un ruolo importante nella sua formazione spirituale lo ebbe anche la nonna Vita. «Lei non è stata mai una catechista ufficiale, ma nella mia vita è stata una guida esemplare», ha raccontato don Cipri, ricordando una presenza familiare capace di lasciare un segno profondo nel suo percorso.

Gli anni del Seminario

Fondamentali furono poi gli anni trascorsi nel Seminario vescovile e le figure sacerdotali incontrate durante la formazione.

Don Giuseppe Ponte, padre Gaspare Caracci e don Mariano Narciso furono, come ricorda lo stesso sacerdote, riferimenti importanti per quei ragazzi giovanissimi che si preparavano a una scelta di vita.

«Per noi appena 13enni e senza una maturità piena, sono state guide determinanti», ha ricordato don Cipri.

Da Marsala a Mazara, Castelvetrano e Pantelleria

Dopo l’ordinazione, don Cipri ha svolto il proprio ministero in diverse comunità della Diocesi.

La sua prima esperienza pastorale è stata alla parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo a Marsala. È stato quindi parroco nella chiesa madre di Castelvetrano e a Santa Gemma a Mazara del Vallo, dove ha ricoperto anche diversi incarichi all’interno della Curia vescovile.

Successivamente ha vissuto l’esperienza comunitaria con altri due parroci nelle parrocchie “in solidum” di Ciancio-Santo Padre delle Perriere a Marsala, nella chiesa madre di Salemi e a Pantelleria.

Nell’isola è rimasto per cinque anni, prima di fare ritorno nel territorio di Gibellina e Salemi.

Cinquant’anni tra comunità e fede

Un percorso lungo cinquant’anni, attraversato da comunità, incontri e responsabilità pastorali differenti.

La celebrazione alla base scout di Salemi ha riunito attorno a don Cipri non soltanto confratelli e rappresentanti della Chiesa, ma soprattutto i fedeli che nel tempo hanno condiviso con lui momenti importanti della propria vita.

L’abbraccio della comunità

L’anniversario dell’ordinazione è così diventato una festa della comunità e, insieme, un momento per rendere omaggio a una presenza sacerdotale che da mezzo secolo accompagna diverse realtà della Diocesi di Mazara del Vallo.

Un traguardo celebrato insieme a più di 400 persone, nel segno della gratitudine per un lungo cammino pastorale e per le tante comunità che hanno incrociato la storia di don Salvatore Cipri.



Religioni | 2026-08-19 16:06:00
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