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18/08/2026 08:02:00

Furto delle opere d'arte a Messina, ritrovato il furgone utilizzato dai ladri

Prima svolta nelle indagini sul clamoroso furto di opere d’arte avvenuto a Messina. Gli inquirenti hanno ritrovato un furgone che potrebbe essere stato utilizzato dai banditi durante la fuga. Il mezzo è stato individuato in una zona alla periferia della città non coperta da telecamere di videosorveglianza.

L’ipotesi è che proprio in quel punto i responsabili del colpo abbiano effettuato un cambio di veicolo, abbandonando il furgone per proseguire la fuga con un’auto “pulita”, più difficile da ricondurre al furto. Sul mezzo sono in corso tutti gli accertamenti da parte degli investigatori.

 

Il colpo in meno di tre minuti

Le indagini della Squadra Mobile e del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale si concentrano anche sulle modalità con cui i ladri sono riusciti ad agire nonostante i sistemi di sicurezza fossero regolarmente funzionanti e quattro addetti alla sorveglianza fossero in servizio.

Le immagini delle telecamere hanno immortalato due persone mentre entravano nelle sale del museo. Entrambe indossavano caschi integrali da motociclista e magliette nere. In pochi istanti hanno raggiunto la teca che custodiva le opere e l’hanno infranta utilizzando una mazza.

L’intera azione sarebbe durata non più di tre minuti. Un blitz rapido e organizzato, che lascia ipotizzare l’esistenza di un piano studiato nei dettagli.

 

Almeno altri due complici

Gli investigatori ritengono possibile che all’esterno dell’edificio ci fossero almeno altri due complici, con il compito di fare da “pali” e assicurare ai due esecutori una fuga immediata.

A far scattare l’allarme, per primi, non sarebbero stati gli addetti alla sicurezza, ma alcuni passanti. Durante la fuga, infatti, i ladri avrebbero perso due delle tele sottratte, attirando l’attenzione di chi si trovava nelle vicinanze.

Ora gli investigatori stanno ricostruendo ogni passaggio del raid, dal momento dell’ingresso dei malviventi fino alla fuga e all’abbandono del furgone. L’obiettivo è individuare eventuali tracce utili a risalire all’identità della banda e chiarire, soprattutto, come sia stato possibile portare a termine un furto tanto rapido all’interno di un luogo dotato di sistemi di allarme e sorveglianza.



Native | 11/08/2026
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