Furto delle opere d'arte a Messina, ritrovato il furgone utilizzato dai ladri
Prima svolta nelle indagini sul clamoroso furto di opere d’arte avvenuto a Messina. Gli inquirenti hanno ritrovato un furgone che potrebbe essere stato utilizzato dai banditi durante la fuga. Il mezzo è stato individuato in una zona alla periferia della città non coperta da telecamere di videosorveglianza.
L’ipotesi è che proprio in quel punto i responsabili del colpo abbiano effettuato un cambio di veicolo, abbandonando il furgone per proseguire la fuga con un’auto “pulita”, più difficile da ricondurre al furto. Sul mezzo sono in corso tutti gli accertamenti da parte degli investigatori.
Il colpo in meno di tre minuti
Le indagini della Squadra Mobile e del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale si concentrano anche sulle modalità con cui i ladri sono riusciti ad agire nonostante i sistemi di sicurezza fossero regolarmente funzionanti e quattro addetti alla sorveglianza fossero in servizio.
Le immagini delle telecamere hanno immortalato due persone mentre entravano nelle sale del museo. Entrambe indossavano caschi integrali da motociclista e magliette nere. In pochi istanti hanno raggiunto la teca che custodiva le opere e l’hanno infranta utilizzando una mazza.
L’intera azione sarebbe durata non più di tre minuti. Un blitz rapido e organizzato, che lascia ipotizzare l’esistenza di un piano studiato nei dettagli.
Almeno altri due complici
Gli investigatori ritengono possibile che all’esterno dell’edificio ci fossero almeno altri due complici, con il compito di fare da “pali” e assicurare ai due esecutori una fuga immediata.
A far scattare l’allarme, per primi, non sarebbero stati gli addetti alla sicurezza, ma alcuni passanti. Durante la fuga, infatti, i ladri avrebbero perso due delle tele sottratte, attirando l’attenzione di chi si trovava nelle vicinanze.
Ora gli investigatori stanno ricostruendo ogni passaggio del raid, dal momento dell’ingresso dei malviventi fino alla fuga e all’abbandono del furgone. L’obiettivo è individuare eventuali tracce utili a risalire all’identità della banda e chiarire, soprattutto, come sia stato possibile portare a termine un furto tanto rapido all’interno di un luogo dotato di sistemi di allarme e sorveglianza.
Distrutto dalle fiamme il "kama", uno dei chioschi dello Stagnone di Marsala
Un incendio ha interessato questa sera il “Kama”, uno dei chioschi presenti nella zona dello Stagnone di Marsala. Le fiamme hanno provocato ingenti danni alla struttura. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati per...
Sul portone del tuo palazzo compare un avviso. Prima che sparisca, fai...
È una delle forme più comuni di comunicazione locale. Esci di casa al mattino e trovi un foglio attaccato accanto all’ingresso: l’acqua verrà interrotta, sarà vietato parcheggiare, sono...
Marsala: ecco le immagini e il video del Kama Lounge, il chiosco dello Stagnone distrutto da un incendio
Rimane ben poco del kama Lounge Marsala, uno dei chioschi dello Stagnone, distrutto da un incendio, ieri sera, scoppiato intorno alle 21:30 e che ha tenuto impegnate tre squadre dei vigili del fuoco fino alle tre di questa notte. Poco fa...
PrivatAssistenza apre in piazza Marconi a Marsala: inaugurazione il 26...
Inaugurazione sabato 26 settembre alle 18:00, in piazza G. Marconi 8. La rete nazionale di assistenza domiciliare, attiva dal 1993, apre un nuovo punto di riferimento per famiglie, anziani e persone fragili del...
Sezioni
