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14/08/2026 09:59:00

Isola Schola, Nuccio replica a Legambiente: "Riqualificare non significa devastare"

Il futuro dell’Isola Schola continua ad alimentare il dibattito a Marsala. Dopo le osservazioni del Circolo Legambiente Marsala-Petrosino, che ha richiamato l’attenzione sul valore naturalistico dell’isolotto e sui rischi legati a una maggiore fruizione turistica, arriva la replica dell’assessore comunale alle Politiche Ambientali Daniele Nuccio.

In un lungo intervento pubblicato sui social, Nuccio contesta quello che definisce un «immotivato allarmismo» e prova a spostare il confronto su un terreno diverso: non tutela contro valorizzazione, ma tutela attraverso una valorizzazione consapevole.

 

Legambiente aveva sottolineato come Schola rappresenti già oggi un patrimonio naturale di particolare pregio, richiamando la presenza di specie faunistiche e vegetali e mettendo in guardia dal rischio che l’isolotto possa essere trasformato in una nuova attrazione turistica a discapito dell’equilibrio dell’ecosistema. L’associazione aveva inoltre sostenuto la necessità di individuare forme di turismo compatibili con la fragilità dello Stagnone.

 

Nuccio: «Riqualificare non significa devastare»

È proprio dal significato della parola “riqualificazione” che parte la replica dell’assessore.

«La parola “riqualificazione”, in termini di valorizzazione di un patrimonio importante qual è l’isola di Schola – scrive Nuccio – non può essere interpretata quale azione di devastazione ambientale, a priori».

Secondo l’assessore, l’isolotto, essendo l’unica isola di proprietà comunale all’interno dello Stagnone, rappresenta una risorsa che l’amministrazione ha il dovere di sottrarre all’incuria e restituire a una dimensione di conoscenza, tutela e fruizione consapevole.

«Parliamo di un ecosistema di straordinario valore, che va protetto non attraverso l’abbandono ma con un’azione qualificata e responsabile», sostiene Nuccio.

 

«Prima di conoscere il progetto, non si possono immaginare scenari di devastazione»

Il punto di maggiore distanza con Legambiente riguarda dunque il metodo con cui affrontare la questione.

Nuccio considera «sproporzionato» l’allarmismo registrato negli ultimi giorni e contesta l’idea di attribuire preventivamente all’amministrazione intenzioni incompatibili con la tutela ambientale.

«Prima ancora di conoscere un progetto immaginare scenari di devastazione ed attribuire intenzioni diverse a chi invece punta su un percorso di valorizzazione, non aiuta né il confronto, tantomeno l’ambiente che tutti diciamo di voler difendere», afferma.

Da qui l’invito a superare, secondo l’assessore, una concezione della tutela ambientale che finisca per coincidere con il semplice non intervenire.

 

 

 

«Schola può diventare un presidio di cultura ambientale»

La prospettiva indicata da Nuccio è quella di trasformare l’Isola Schola in un luogo nel quale protezione dell’ambiente, ricerca, educazione e turismo sostenibile possano convivere.

L’assessore cita, tra le possibili direttrici, la collaborazione con università e centri di ricerca, percorsi di educazione ambientale e forme di fruizione responsabile dell’area.

Un'impostazione che, nella visione dell'amministratore, sarebbe compatibile con gli strumenti di tutela previsti per i siti Natura 2000.

«Schola può diventare esattamente il contrario, un presidio di cultura ambientale nel cuore dello Stagnone», sostiene Nuccio.

La sfida, dunque, sarebbe quella di consentire una conoscenza maggiore dell’area senza trasformarla in un luogo sottoposto a una pressione turistica incontrollata.

 

Il modello ambientale dell'amministrazione

Nel suo intervento Nuccio allarga poi il ragionamento all'intera politica ambientale del Comune di Marsala.

L'assessore richiama una serie di interventi e obiettivi che, a suo dire, fanno parte di una strategia più ampia: il bird-watching, la bonifica delle aree interessate dalla presenza di rifiuti, la realizzazione di sentieri per il trekking, una maggiore cura del verde pubblico, la valorizzazione di Villa Cavallotti e il contrasto agli incendi provocati dalla combustione di materiali plastici.

Nel quadro delineato dall'assessore rientra anche il rafforzamento delle squadre impegnate nella manutenzione del verde, con nuove assunzioni previste a partire dal 2027.

«La questione ambientale, la necessità di invertire rotta nel tempo in cui sono evidenti gli effetti del cambiamento climatico, sono cose importanti», sottolinea Nuccio.

 

«Non esiste giustizia sociale senza giustizia ambientale»

La replica assume quindi anche una dimensione politica più generale.

Nuccio sostiene la necessità di superare l'idea secondo cui parlare di ambiente significhi necessariamente «bloccare lo sviluppo, fermare il progresso, limitare l'occupazione». Al contrario, secondo l'assessore, la sfida consiste nel costruire nuovi modelli di sviluppo capaci di tenere insieme tutela e crescita: valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico, riforestazione, una nuova gestione del ciclo dei rifiuti, un diverso modello agricolo e la realizzazione delle Comunità energetiche.

«Dobbiamo avere la forza di ribaltare il paradigma secondo il quale parlare di ambiente equivalga a bloccare lo sviluppo», scrive.

E lega questa impostazione anche al tema della giustizia sociale: «Non può esserci giustizia sociale se non ci si orienterà verso la giustizia ambientale».

 

Lo scontro sullo Stagnone resta aperto

Il confronto sull’Isola Schola, quindi, è tutt’altro che chiuso.

Da una parte Legambiente chiede che qualsiasi intervento parta dalla conservazione dell’ecosistema, sottolineando il valore naturalistico dell’isolotto e mettendo in guardia da un modello di fruizione eccessivamente orientato al turismo.

Dall'altra l'amministrazione comunale sostiene che tutela e valorizzazione non siano necessariamente alternative e che proprio una gestione attiva possa trasformare Schola in un luogo di educazione ambientale e conoscenza del patrimonio dello Stagnone.

Nuccio conclude con un appello al confronto, ma anche con parole molto dure nei confronti di quella che considera una parte del dibattito ambientale troppo condizionata dal «provincialismo autoreferenziale».

«Tanto lavoro ci aspetta», scrive l'assessore. La questione, dunque, non è soltanto cosa fare dell'Isola Schola, ma quale modello di tutela e sviluppo scegliere per l'intero ecosistema dello Stagnone.

 



Native | 11/08/2026
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