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09/08/2026 15:32:00

Codice della strada, rivoluzione in arrivo: patente a 17 anni, nuove multe e sorpasso a destra

Il Codice della strada potrebbe cambiare di nuovo. E questa volta le novità riguardano praticamente tutti: automobilisti, motociclisti, giovani che devono prendere la patente, rider, camionisti, persone con disabilità e perfino chi dimentica di pagare l'assicurazione.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo allo studio 15 modifiche alle regole della circolazione. Tra le proposte più importanti ci sono la patente a 17 anni, un nuovo sistema di multe per chi supera i limiti di velocità, il possibile superamento a destra in autostrada in determinate condizioni e l'utilizzo della corsia di emergenza da parte delle moto quando il traffico è bloccato.

 

Prima avvertenza, però: da domani non cambia nulla. Si tratta di proposte inviate dal Mit in consultazione a un centinaio di soggetti del settore. Dovranno quindi essere discusse e trasformate in norme prima di entrare effettivamente in vigore. Il Codice attualmente vigente resta quello modificato dalla riforma entrata in vigore il 14 dicembre 2024. (Ministero Infrastrutture e Trasporti)

 

La patente a 17 anni

 

È probabilmente la novità destinata a fare più rumore. L'ipotesi prevede la possibilità di conseguire la patente già a 17 anni, nell'ambito del recepimento delle nuove regole europee che l'Italia dovrà attuare entro la fine del 2027. 

La pratica alla guida potrebbe cominciare addirittura a 16 anni, con un adulto accanto.

In realtà in Italia esiste già la cosiddetta guida accompagnata, ma oggi può essere richiesta a 17 anni da chi possiede una patente A1 o B1 e rispettando una serie di condizioni. La riforma allargherebbe e anticiperebbe quindi il sistema. (Ministero Infrastrutture e Trasporti)

Con la nuova patente i diciassettenni potrebbero guidare anche alcuni furgoni.

 

Il “sorpasso a destra”: cosa potrebbe cambiare davvero

 

È il punto che rischia di produrre più equivoci. Non significa che domani in autostrada si potrà fare lo slalom tra una corsia e l'altra passando indifferentemente a sinistra o a destra.

Oggi il Codice stabilisce come regola generale che il sorpasso debba essere effettuato a sinistra, salvo casi particolari. Inoltre, sulle strade a più corsie per senso di marcia, bisogna utilizzare la corsia libera più a destra. (ACI Automobile Club d’Italia)

Già adesso, peraltro, esiste una distinzione tra sorpasso a destra e semplice superamento: se un automobilista procede regolarmente nella corsia di destra e supera un veicolo più lento rimasto nella corsia centrale senza cambiare corsia appositamente, la situazione è diversa dal classico sorpasso compiuto spostandosi verso destra. (L'Automobile)

La proposta del Mit punta a disciplinare meglio la circolazione per file parallele, rendendo leciti alcuni comportamenti oggi controversi o vietati. (ANSA.it)

Insomma: non sarà il “liberi tutti” in autostrada.

 

Moto nella corsia d'emergenza quando c'è coda

 

Altra piccola rivoluzione riguarda i motociclisti.

Quando il traffico è congestionato, potrebbe essere consentito alle moto di utilizzare la corsia di emergenza, naturalmente secondo condizioni e limiti che dovranno essere stabiliti.

È uno di quei comportamenti che capita già di vedere sulle autostrade italiane, ma che oggi non può essere considerato una normale modalità di circolazione. La riforma punta quindi anche a mettere ordine nelle situazioni che la pratica quotidiana ha preceduto rispetto alle norme.

 

Multe per la velocità: più corri, più paghi

 

Potrebbe cambiare radicalmente anche il sistema delle sanzioni per eccesso di velocità.

L'idea è rendere le multe più proporzionate alla gravità dell'infrazione, superando gli attuali scaglioni.

In autostrada si ipotizza una sanzione di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite. Con il limite a 130, viaggiare a 140 chilometri orari comporterebbe quindi una multa di circa 100 euro, mentre arrivare a 170 farebbe salire il conto a 400 euro.

Sulle strade dove si procede più lentamente, la proposta è di 5 euro per ogni chilometro orario in eccesso: con limite a 50, una velocità di 61 chilometri orari porterebbe a 55 euro di sanzione, mentre a 90 chilometri orari si arriverebbe a 200 euro. 

Il principio è semplice: non mettere sullo stesso piano chi supera di poco il limite e chi corre molto più velocemente.

 

Meno multe “automatiche” e sosta meno cara per le moto

 

Il Mit pensa anche di eliminare l'adeguamento automatico delle sanzioni all'inflazione.

Per alcune infrazioni considerate meno pericolose si punta invece ad alleggerire il conto. È previsto, ad esempio, il dimezzamento delle sanzioni per il divieto di sosta dei veicoli a due ruote.

Il 70% degli incassi provenienti dalle multe dovrebbe inoltre essere destinato alla sicurezza stradale.

 

Casco e contrassegno per le super-bici dei rider

 

Occhi puntati anche sulle biciclette elettriche più potenti utilizzate soprattutto per le consegne.

Per i cosiddetti “cicli a propulsione” arriverebbero il casco obbligatorio e un contrassegno identificativo.

L'obiettivo è distinguere le normali biciclette elettriche dai mezzi che, per caratteristiche e prestazioni, si avvicinano sempre più ai ciclomotori. 

 

Stretta su chi circola senza assicurazione

 

Linea decisamente meno morbida, invece, per i veicoli privi di copertura assicurativa.

Il progetto prevede controlli incrociati e una nuova task force della Motorizzazione. Potrebbe essere introdotto anche un “divieto di marcia digitale”: se il proprietario non regolarizza la propria posizione, al primo controllo su strada il veicolo potrebbe essere direttamente sequestrato.

 

Multe notificate entro 30 giorni

 

Una novità importante per gli automobilisti riguarda anche i tempi di notifica.

Per le violazioni accertate a distanza, il termine potrebbe scendere dagli attuali 90 giorni a 30 giorni.

Verrebbe inoltre semplificata l'autotutela, cioè la procedura attraverso la quale il cittadino può chiedere all'amministrazione di annullare un verbale palesemente sbagliato. Maggiore tolleranza è prevista anche nei casi in cui la multa sia stata pagata, ma con errori formali nel versamento. 

 

Più tutele per le persone con disabilità

 

I Comuni sarebbero obbligati ad aderire alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo, il Cude.

Chi non aderirà rischierà di non poter utilizzare i sistemi automatici per accertare le violazioni relative ai parcheggi riservati e alle Zone a traffico limitato. L'obiettivo è evitare che chi ha diritto al contrassegno debba continuamente dimostrarlo spostandosi da una città all'altra. 

 

Camionisti, potrebbe cambiare la Cqc

 

Novità anche per l'autotrasporto, settore che da anni denuncia una forte carenza di conducenti.

Secondo il progetto, per lavorare come camionista potrebbe non essere più necessario attendere il rilascio della Carta di qualificazione del conducente, la Cqc, ma potrebbe essere sufficiente l'iscrizione al corso di qualificazione iniziale. 

Una semplificazione pensata per facilitare l'ingresso di nuovi lavoratori nel settore.

 

E adesso?

 

Per il momento, nulla cambia sulle strade. Le quindici proposte sono l'inizio di un percorso, non il nuovo Codice già scritto.

La direzione scelta dal Ministero sembra però abbastanza chiara: maggiore severità per i comportamenti realmente pericolosi e regole meno punitive per le infrazioni minori, provando nello stesso tempo ad aggiornare il Codice a comportamenti e mezzi che sulle strade sono già diventati realtà.

Dopo la stretta del 2024 su alcol, droga e telefonino alla guida, potrebbe quindi arrivare il secondo tempo della riforma.

Con una raccomandazione per gli automobilisti: prima di provare il sorpasso a destra spiegando al vigile che “tanto sta per cambiare il Codice”, meglio aspettare che cambi davvero...



Native | 04/08/2026
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