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La Fontana del Vino di Marsala torna finalmente a mostrarsi in ordine e, soprattutto, con gli impianti idrici ripristinati. Si sono conclusi i lavori di riqualificazione di piazza Francesco Pizzo e di recupero dell'opera realizzata da Salvatore Fiume, uno dei monumenti più riconoscibili – e certamente più singolari – della città.
Ad annunciarlo è Massimo Grillo, oggi consigliere comunale ed ex sindaco, durante la cui amministrazione era stato avviato l'intervento.
Una storia, quella del restauro, cominciata parecchio tempo fa e arrivata adesso al traguardo. Con una seconda questione già sul tavolo: restaurare è importante, ma poi bisogna anche mantenere. Ed è proprio sul verde della piazza che Grillo chiama in causa la nuova amministrazione.
Il progetto di recupero della Fontana del Vino era stato finanziato con 145 mila euro di fondi regionali, stanziati su proposta del deputato regionale Stefano Pellegrino. Le procedure erano state annunciate nel marzo del 2024 dall'allora amministrazione Grillo.
Nell'ottobre dello stesso anno era arrivata anche l'autorizzazione della Soprintendenza di Trapani per il restauro della vasca. All'epoca la situazione non era proprio da cartolina: impianti non funzionanti, acqua assente e segni evidenti di incuria sulle superfici della fontana.
I lavori veri e propri sono poi partiti all'inizio di marzo 2025, interessando la pulizia e il recupero della vasca e il ripristino degli impianti idrici, da tempo inutilizzabili.
Adesso Grillo comunica la conclusione dell'intervento.
«Si sono conclusi gli interventi di riqualificazione di piazza Francesco Pizzo – scrive – con il restauro della Fontana del Vino e con il ripristino degli impianti idrici, ormai da tempo fuori uso».
L'ex sindaco ringrazia l'architetto Maurizio Giammarinaro, i responsabili del settore Lavori pubblici e Vinci Vini, che ha adottato l'area verde adiacente alla fontana.

La Fontana del Vino non è soltanto un elemento di arredo urbano un po' eccentrico. È una delle opere contemporanee più caratteristiche di Marsala.
Fu realizzata nel 1978 da Salvatore Fiume, artista siciliano di fama internazionale, e nasceva per celebrare la vocazione agricola e vitivinicola della città. Il gruppo scultoreo in bronzo raffigura una Baccante e un asino scalciante con una botte sulla groppa.
La simbologia è abbastanza esplicita: la Baccante rappresenta il vino e la prosperità che ne deriva; l'asino richiama invece il lavoro nelle campagne, quando l'animale era una presenza quotidiana nelle aziende agricole e nei vigneti.
Insomma, vino e fatica, le due facce della Marsala agricola del Novecento. Il tutto tradotto da Fiume con un'opera monumentale, ironica e movimentata, impossibile da confondere con una fontana qualsiasi.
Una testimonianza dell'epoca ricorda anche che Fiume, dopo avere visitato piazza Pizzo, pensò inizialmente a un'opera sul tema del “lavoro e dell'amore”, realizzando un dipinto dal quale sarebbe poi nata la fontana. Il finanziamento dell'opera fu sostenuto dalla Regione negli anni in cui il marsalese Pietro Pizzo ricopriva l'incarico di assessore regionale al Turismo.
Il restauro, però, apre il capitolo della manutenzione.
Grillo, assieme ai consiglieri Gianpaolo Abrignani e Flavia Sammartano, chiede alla nuova amministrazione comunale di occuparsi delle zone verdi di piazza Pizzo, rinnovate durante il precedente mandato.
«Se non curate – osserva – rischiano presto di perdere il decoro riconquistato».
Da qui la proposta di allargare il sistema delle adozioni delle aree verdi anche agli spazi ancora scoperti, coinvolgendo privati, associazioni e attività commerciali.
È una questione meno spettacolare di un'inaugurazione, ma decisamente più importante nel lungo periodo. Perché a Marsala, come spesso accade, la vera sfida non è soltanto fare un'opera o restaurarla. È riuscire a trovarla ancora in buone condizioni qualche anno dopo.
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