Raffaele Lombardo chiama a raccolta i centristi, ma la DC non ci sta.
All’appello del leader autonomista hanno risposto Cateno De Luca, di Sud chiama Nord, e Decio Terrana per l’UDC.
La posizione dell’Unione di Centro sull’attuale governo di centrodestra non è ostile: “È nostro dovere, quando un’azione di governo produce risultati utili per la Sicilia, riconoscerlo con chiarezza, al di là delle appartenenze e delle convenienze politiche. Allo stesso tempo, riteniamo che oggi sia necessario guardare oltre la contingenza politica e lavorare alla costruzione di un progetto serio, autorevole e condiviso per il futuro della Sicilia”.
Terrana ha evidenziato come la Sicilia stia attraversando una fase di crescita economica che trova conferma nei principali indicatori nazionali. Il PIL regionale è tornato ad aumentare, l’occupazione cresce a un ritmo superiore alla media italiana e il sistema produttivo registra oltre 6.000 nuove imprese nel 2025, con un tasso di crescita tra i più alti del Paese. Anche i dati più recenti di Unioncamere Sicilia confermano questo trend, con un saldo positivo di 638 imprese nel primo trimestre del 2026 e un incremento delle startup innovative e delle imprese del terzo settore.
Il coordinatore regionale dell’UDC ha poi sottolineato che è fondamentale riunire tutte le forze centriste, autonomiste, moderate e civiche disponibili a confrontarsi su un programma comune, mettendo al centro lavoro, sviluppo, sanità, infrastrutture, acqua, famiglie, giovani e imprese.
Insomma, sì al centro, ma senza una semplice sommatoria di sigle per un’alleanza elettorale. Al contrario, deve diventare una proposta politica stabile, fondata sui valori del popolarismo, del moderatismo e della buona amministrazione: “Prima delle candidature vengono le idee, prima delle alleanze viene il progetto e prima degli interessi di parte viene la Sicilia”.
La DC dice no a Lombardo
La base del partito si è riunita per decidere cosa fare in vista delle elezioni regionali. Dall’incontro, dicono, emerge un dato netto, evidente, inequivocabile: c’è voglia di DC.
Nella nota si legge che “c’è voglia di partecipare, con rinnovato entusiasmo, e di continuare a consolidare, soprattutto sui territori, il progetto politico della DC dopo lo straordinario risultato delle recenti elezioni amministrative”.
Pronti a dialogare con il presidente della Regione Renato Schifani: “Il nostro partito, dopo l’ingiusta estromissione del novembre 2025 e nonostante la delegittimazione sul piano politico che ha coinvolto anche importanti esponenti del mondo delle professioni, ha accettato di rientrare nel governo, malgrado la presenza di un rappresentante in meno rispetto alla compagine iniziale. La nostra collocazione nella coalizione di centrodestra non è legata necessariamente alla presenza della DC nel governo regionale, del quale è giusto e doveroso continuare a far parte se gli impegni assunti – come succede da mesi – non verranno ulteriormente disattesi”.
E sull’iniziativa di Lombardo c’è chiusura: “Le recenti iniziative in merito al confronto tra le aree centriste, sebbene lodevoli e benché poco credibili perché promosse da un noto individualista, sembrano ambigue e non chiariscono con certezza un presupposto fondamentale e imprescindibile: la collocazione nel centrodestra”.
Il patto DC-Lega
C’è un accordo, o almeno un tentativo, tra leghisti e democristiani siciliani. A Caltanissetta, l’incontro pare abbia segnato l’avvio di un percorso che guarda alle elezioni regionali del 2027.
Sul tavolo, l’ipotesi di una lista unica tra DC e Lega.