Screening oncologici: la Sicilia e il Sud rimangono indietro rispetto al Nord
Sono oltre 17,7 milioni i cittadini invitati nel 2025 ai programmi di screening oncologico organizzati dal Servizio sanitario nazionale e più di 7,5 milioniquelli che hanno aderito ai controlli.
Numeri non proprio confortanti ma che comunque evidenziano anche un profondo gap territoriale tra Nord e Sud. Sono i dati dell’Osservatorio nazionale screening, basato sugli inviti effettuati nel corso del 2025 e sulle adesioni rilevate fino al 30 aprile 2026 nell’ambito del monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
Nel complesso, considerando sia la popolazione nelle fasce d’età previste dai Lea sia quella interessata dall’estensione dei programmi mammografici (45-49 e 70-74 anni) e colorettali (70-74 anni), gli inviti hanno raggiunto 17.717.331 persone, mentre 7.514.527 hanno effettuato il test. Limitando l’analisi alla popolazione rientrante nei Lea, gli inviti sono stati 15.976.679 e le adesioni 6.565.821.
Le differenze territoriali
Le Regioni del Nord mantengono i livelli di copertura più elevati, il Centro registra variazioni contenute, mentre il Sud e le Isole, pur restando al di sotto della media nazionale, continuano a migliorare, con un incremento di quasi il 6% nello screening mammografico rispetto all’anno precedente.
Il dato siciliano
Il Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (DASOE) dell’Assessorato regionale della Salute ha aggiornato al 30 giugno i dati: nei primi sei mesi del 2026 l’adesione agli screening si ferma al 16,2% per la cervice uterina, al 18,5% per la mammella e al 7,7% per il colon-retto. Le nove ASP della Sicilia in totale hanno eseguito 165.294 test nell’ambito dei tre programmi di screening oncologico. Maggiori prestazioni si sono registrate per le mammografie con 67.314 esami; al colon-retto con 53.868 test e dal cervicale con 44.112.
Le province seguono andature diverse, per lo screening alla cervice uterina è Ragusa ad avere maggiore presenza di esami con il 20%, mentre Trapani è ferma al 14,8%. In ogni caso gli standard, del 50%, sono molto lontani.
Per gli esami al colon-retto Siracusa, prima in Sicilia, raggiunge appena l’11,6%, Trapani appena il 9,4%, si classifica ultima Messina con il 5%.
L’iter
L’adesione agli screening viene calcolata mettendo in rapporto i test erogati con la popolazione bersaglio prevista per ciascuno screening. Si tratta per il colon-retto di uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, con primo controllo per la ricerca di sangue occulto nelle feci. Lo screening mammografico è rivolto alle donne tra i 50 e i 69 anni; quello della cervice uterina coinvolge le donne tra i 25 e i 64 anni attraverso il Pap test o il test HPV. A screening ultimato se il risultato è negativo viene data comunicazione all’utente unitamente alla data prevista per il successivo controllo. Se il risultato è positivo, dubbio o non valutabile, la persona viene richiamata telefonicamente per programmare gli approfondimenti necessari. Se, a seguito degli accertamenti richiesti ed effettuati, si conferma una lesione precancerosa o tumorale, la persona entra nel Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA).
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