Mazara: la Pastasciutta Antifascista riunisce nel segno della memoria e della Costituzione
Un piatto di pasta come simbolo di libertà, memoria e partecipazione. Anche quest'anno Mazara del Vallo ha rinnovato la tradizione della Pastasciutta Antifascista, l'iniziativa promossa dalla sezione ANPI "Comandante Petralia" per ricordare uno dei gesti più significativi della storia della Resistenza italiana.
La terza edizione della manifestazione si è svolta il 20 luglio nel sagrato della Parrocchia San Giuseppe di Borgata Costiera, richiamando numerosi cittadini di tutte le età, uniti dal desiderio di condividere un momento di riflessione sui valori della democrazia e della Costituzione.
Un gesto nato 83 anni fa con la famiglia Cervi
La Pastasciutta Antifascista affonda le sue radici nel 25 luglio 1943, quando la famiglia Cervi, appresa la notizia della caduta del regime fascista, decise di offrire gratuitamente un piatto di pasta agli abitanti di Campegine, in Emilia.
Quel gesto spontaneo di festa e speranza è diventato negli anni un appuntamento nazionale promosso dall'ANPI, che si ripete in centinaia di città italiane come occasione per ricordare la Liberazione e i valori dell'antifascismo.
La memoria dei partigiani mazaresi
La serata di Mazara non è stata soltanto conviviale. Accanto alla tradizionale pastasciutta è stata infatti allestita una mostra dedicata ai partigiani e agli Internati Militari Italiani (IMI) originari di Mazara del Vallo, solitamente proposta nelle scuole durante le iniziative per la Giornata della Memoria.
In esposizione anche una copia della Costituzione italiana, richiamata come il principale frutto della lotta di Liberazione e della rinascita democratica del Paese.
Le testimonianze e il ricordo della Resistenza
Dopo il saluto del parroco, la presidente della sezione ANPI ha ricordato come i valori dell'antifascismo e della Resistenza rappresentino un patrimonio condiviso, che va oltre le appartenenze politiche.
Particolarmente significativo l'intervento dei familiari di due protagonisti della Resistenza: il figlio del partigiano Isidoro Sinacori, conosciuto con il nome di battaglia "Rodomonte", e il nipote di Vincenzo Modica, il "Comandante Petralia", figura alla quale è intitolata la sezione ANPI cittadina.
Nel corso dell'iniziativa sono stati proposti anche momenti di approfondimento culturale, tra cui una lettura dedicata al partigiano Filippo Castelli, detto "Il Gigante", fucilato alla Benedicta, un intervento sul significato della canzone Sette fratelli dei Mercanti di Liquore e la lettura dell'epigrafe "A ricordo della madre" di Piero Calamandrei, dedicata a Genoeffa Cocconi, madre dei fratelli Cervi, uccisi dai fascisti nel dicembre del 1943.
Una serata di comunità
Gli organizzatori hanno voluto ringraziare le volontarie della parrocchia che hanno preparato il tradizionale pesto alla trapanese, così come tutti i volontari che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
L'obiettivo della Pastasciutta Antifascista resta quello di trasformare la memoria in un'esperienza collettiva, capace di coinvolgere le nuove generazioni e di mantenere vivi i valori di libertà, democrazia, solidarietà e partecipazione, che rappresentano il fondamento della Repubblica italiana.

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ANPI Marsala: "La Pastasciutta Antifascista non si strumentalizza"
La sezione ANPI "Vincenzo Alagna" di Marsala, d'intesa con il Comitato provinciale di Trapani, interviene sulla polemica nata dopo le iniziative dedicate alla Pastasciutta Antifascista, esprimendo "rammarico e ferma indignazione" per quanto accaduto in città.
Al centro della contestazione c'è la scelta di alcuni partiti del centrosinistra di organizzare, il giorno successivo all'iniziativa promossa dall'ANPI, una seconda Pastasciutta Antifascista, alla quale l'associazione partigiana non ha preso parte.
"Una ricorrenza che appartiene alla memoria della Resistenza"
Nel comunicato, l'ANPI ricorda che la Pastasciutta Antifascista è una ricorrenza storica legata al gesto compiuto dalla famiglia Cervi dopo la caduta del fascismo e che, ogni anno, l'associazione la organizza come momento di memoria, riflessione e partecipazione civile.
L'edizione provinciale del 2026 si è svolta il 20 luglio a Misiliscemi ed è stata accompagnata dalla presentazione del libro "Voto alle donne" dello storico Mario Avagliano, alla presenza di numerosi cittadini provenienti da tutto il territorio provinciale.
Secondo l'ANPI, la manifestazione ha confermato lo spirito che da sempre caratterizza l'associazione: un appuntamento aperto ai democratici di ogni sensibilità politica, nel nome dei valori della Costituzione e della Resistenza.
La critica alla seconda iniziativa
L'associazione giudica invece "grave e inaccettabile" la decisione di organizzare una seconda Pastasciutta Antifascista a Marsala il giorno successivo.
Nel comunicato si evidenzia come, a quell'evento, non fosse presente l'ANPI e come vi abbia invece partecipato un rappresentante di Fratelli d'Italia, circostanza che, secondo l'associazione, rappresenterebbe una contraddizione rispetto al significato storico dell'iniziativa.
Per la sezione marsalese e il Comitato provinciale, l'episodio costituisce una mancanza di rispetto nei confronti dell'ANPI e della sua storia.
Il riferimento a Pino Nilo
Nel documento viene citata anche la figura di Pino Nilo, indicato come protagonista della rinascita della sezione ANPI di Marsala e riconosciuto come uno dei principali punti di riferimento dell'antifascismo nel territorio.
Secondo l'associazione, quanto accaduto rappresenterebbe un'offesa non soltanto nei confronti di Nilo, ma anche di tutti gli iscritti che quotidianamente operano per la difesa dei valori costituzionali.
"I partiti passano, l'ANPI resta"
La nota si conclude con un messaggio netto:
"La Pastasciutta Antifascista porta con sé un significato storico ed etico ben preciso che non può essere edulcorato o snaturato. I partiti e le loro vicende politiche passano, l'ANPI resta."
Infine, la sezione di Marsala rivolge un appello alle forze politiche affinché concentrino il proprio impegno sulle questioni sociali ed economiche che interessano i cittadini, lasciando all'ANPI il compito di continuare a custodire e promuovere la memoria della Resistenza e i valori dell'antifascismo.
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