Marsala, la sicurezza secondo la Sindaca Patti: addio panchine e diritto a sedersi
E adesso quale sarà la prossima mossa? Levare gli scaloni in Piazza Loggia?
A Marsala il problema della sicurezza a Piazza Matteotti / Porta Mazara è stato finalmente affrontato dalla nuova Sindaca. Non con più controlli, illuminazione, mediazione sociale o presenza delle istituzioni. No. Sono state rimosse le panchine.
Una soluzione semplice, quasi geniale: se alcune persone sedute danno fastidio, basta impedire a tutti di sedersi. Il problema non esiste più perché è stato materialmente portato via.
Massimo Grillo, sindaco di centrodestra, aveva provato a vietare la sosta con un’ordinanza. Andreana Patti, sindaca sostenuta da una coalizione che sulla carta è di centrosinistra, è andata oltre: ha eliminato direttamente le panchine.
Via il marmo, arrivano i vasi di plastica
Da Piazza Matteotti sono state rimosse le panchine di marmo. Al loro posto sono comparsi vasi di plastica e fiori.
I fiori, sia chiaro, sono sempre una bella cosa. Non disturbano, non protestano, non chiedono servizi e, soprattutto, non si siedono. Rappresentano dunque il cittadino ideale per qualsiasi amministrazione alle prese con problemi complicati.
Il messaggio che arriva dalla piazza è piuttosto chiaro: lo spazio pubblico va bene, purché nessuno lo utilizzi troppo.
E per anziani, famiglie, turisti, persone con difficoltà motorie o semplici cittadini che desiderano fermarsi qualche minuto? Pazienza. Possono ammirare i vasi restando in piedi.
Il problema erano davvero le panchine?
La questione nasce dalla presenza, nella piazza, di gruppi di ragazzi, molti dei quali migranti. Presenze che, secondo segnalazioni e proteste, avrebbero generato problemi di decoro e sicurezza.
Sono questioni che un’amministrazione ha il dovere di affrontare. Nessuno può minimizzare episodi di violenza, molestie, spaccio o comportamenti che impediscano agli altri cittadini di vivere serenamente uno spazio pubblico.
Ma una cosa è contrastare i reati e garantire la sicurezza. Un’altra è rimuovere gli arredi urbani per evitare che determinate persone possano sostare.
Perché togliendo le panchine non si eliminano le cause del disagio, non si individuano eventuali responsabili e non si aumenta automaticamente la sicurezza. Si elimina soltanto un servizio destinato a tutti.
È la più classica delle punizioni collettive: non riusciamo a governare la piazza, quindi rendiamo la piazza meno vivibile.
Da Grillo a Patti, il divieto diventa definitivo
Durante la precedente amministrazione, Massimo Grillo aveva firmato un’ordinanza che vietava di sedersi in alcune zone della città. Una decisione che apparve già allora surreale.
Andreana Patti è riuscita però nell’impresa politica di superarlo.
Grillo vietava di sedersi. Patti ha eliminato il problema alla radice: se non c’è la panchina, non serve neppure l’ordinanza.
Per una coalizione che si presenta come progressista, inclusiva e attenta ai diritti, è un capolavoro.... E' una scelta che mette in evidente imbarazzo il centrosinistra marsalese, chiamato adesso a spiegare dove sia finita la differenza culturale rispetto alla precedente amministrazione.
Perché il punto non è soltanto amministrativo. È politico.
Pugliese esulta, il centrosinistra tace
La rimozione delle panchine soddisfa il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Lele Pugliese, che da tempo sollecitava interventi più duri sulla piazza.
Pugliese appare sempre più come una sorta di quinto elemento della maggioranza: formalmente all’opposizione, ma frequentemente in sintonia con alcune delle scelte dell’amministrazione Patti e del suo entourage Soprattutto quando si parla di sicurezza, decoro e ordine pubblico.
È il curioso paradosso della nuova stagione politica marsalese: il consigliere di Fratelli d’Italia può rivendicare una vittoria, mentre il centrosinistra deve trovare le parole per giustificarla.
La panchina è un piccolo servizio pubblico
Una panchina non è soltanto un pezzo di marmo o di legno. È una delle forme più elementari di welfare urbano.
Consente a un anziano di riposarsi, a una madre di fermarsi con un bambino, a un turista di consultare una mappa, a un giovane di incontrare gli amici, a chi non può o non vuole pagare una consumazione di stare comunque nel centro della propria città.
La panchina è uno dei pochi luoghi in cui si può sostare senza essere clienti.
Ed è proprio per questo che, in molte città, diventa il primo bersaglio di quella che viene definita “architettura ostile”: panchine eliminate, sedute inclinate, divisori metallici, spazi progettati per impedire alle persone considerate indesiderate di fermarsi.
Non si risolve il disagio. Lo si sposta di qualche metro, possibilmente lontano dagli occhi.
La sicurezza vera è più difficile
La sicurezza richiede pattugliamenti, servizi sociali, illuminazione, pulizia, attività culturali, mediazione, controlli e capacità di distinguere chi commette un reato da chi sta semplicemente seduto.
Richiede tempo, personale, coordinamento e responsabilità.
Togliere una panchina, invece, è molto più facile.
Non servono politiche sociali, non servono vigili presenti con continuità, non serve comprendere cosa accade davvero in quella piazza. Basta un operaio, un mezzo comunale e qualche vaso di plastica.
Alla fine resta una piazza più vuota, forse più ordinata nelle fotografie, ma certamente meno accogliente.
Una città in piedi
Marsala ha così trovato la sua nuova strategia per il centro storico: tutti in piedi.
In piedi gli anziani, in piedi i turisti, in piedi le famiglie. E in piedi anche quei ragazzi che, con ogni probabilità, continueranno comunque a frequentare Piazza Matteotti.
Perché le persone non spariscono insieme alle panchine. E i problemi sociali non vengono caricati sul camion del Comune insieme ai blocchi di marmo.
La scelta dell’amministrazione Patti non risolve la questione della sicurezza. La nasconde dietro qualche fiore.
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