Fiammetta Borsellino a Pantelleria: “La memoria non è appendere un quadro. Riaprite il Circolo San Gaetano”
La memoria di Paolo Borsellino non può essere confinata dentro una targa, una piazza intitolata o una commemorazione organizzata ogni 19 luglio. Deve diventare impegno quotidiano, opportunità per i giovani, buona amministrazione e responsabilità collettiva.
È il messaggio lanciato a Pantelleria da Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio, intervenuta durante le iniziative organizzate sull’isola per il 34esimo anniversario dell’attentato mafioso.
Un discorso netto, senza retorica. Nel quale Fiammetta Borsellino ha ringraziato l’amministrazione comunale, le forze dell’ordine, la scuola e la società civile, ma ha anche rivolto una richiesta molto concreta: riaprire al più presto il Circolo San Gaetano, considerato da anni un punto di riferimento per i ragazzi di Pantelleria.
“Quella di via D’Amelio è una ferita collettiva”
La strage di via D’Amelio, ha ricordato Fiammetta Borsellino, non rappresenta soltanto una ferita per la famiglia del magistrato.
È una «ferita collettiva», che riguarda l’intero Paese.
Da qui il ringraziamento alle forze dell’ordine, con le quali Paolo Borsellino aveva lavorato e collaborato, contribuendo al raggiungimento di importanti risultati investigativi.
Ma magistrati, poliziotti e carabinieri, ha sottolineato la figlia del magistrato, non possono combattere la mafia da soli.
«Mio padre diceva sempre che i magistrati, i poliziotti, i carabinieri e le forze dell’ordine non possono fare nulla se non c’è l’aiuto, il sostegno e soprattutto la collaborazione concreta e fattiva di ogni singolo cittadino».
La mafia non si può delegare ai magistrati
Il contrasto alla criminalità organizzata non può essere affidato esclusivamente ai tribunali o alle forze dell’ordine.
È un compito che riguarda ciascun cittadino.
«Come diceva Falcone, ognuno di noi deve fare la propria parte, costi quel che costi», ha ricordato Fiammetta Borsellino.
Altrimenti si continueranno a costruire eroi e martiri attorno a uomini che non avevano scelto di essere né eroi né martiri.
Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e gli agenti delle loro scorte svolgevano certamente un lavoro pericoloso. Ma furono colpiti anche perché lasciati troppo soli davanti a una battaglia enorme.
Una battaglia che, nonostante la consapevolezza dei rischi, continuarono a portare avanti «con dedizione, amore, passione e sacrificio», sapendo che le conseguenze avrebbero potuto ricadere non soltanto su di loro, ma anche sulle loro famiglie.
“Fare memoria non è appendere un quadro”
Uno dei passaggi più forti dell’intervento ha riguardato il significato stesso della memoria.
«Fare memoria non significa appizzare un quadro o intitolare una piazza», ha detto Fiammetta Borsellino.
E neppure limitarsi alle giornate canoniche delle commemorazioni.
Fare memoria significa assumersi ogni giorno una responsabilità, anche lontano dai riflettori, dalle cerimonie e dai discorsi ufficiali.
Significa soprattutto creare le condizioni affinché i giovani possano costruire il proprio futuro senza essere attratti dai falsi miti del denaro facile, del potere e della criminalità.
L’appello: “Riaprite il Circolo San Gaetano”
Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione comunale di Pantelleria.
«Ci dobbiamo sbrigare ad aprire questo benedetto Circolo San Gaetano», ha detto Fiammetta Borsellino.
La figlia del magistrato conosce e frequenta Pantelleria da oltre quindici anni e ha ricordato come quel luogo sia stato a lungo una risorsa fondamentale per i ragazzi dell’isola.
«Ci sono luoghi che non possono stare chiusi neanche dieci minuti», ha affermato.
Luoghi che, insieme alla scuola e ai centri di aggregazione, rappresentano presìdi sicuri per i giovani.
È facile, infatti, puntare il dito contro le baby gang, il disagio e la devianza giovanile. Più difficile è domandarsi quali alternative concrete vengano offerte ai ragazzi.
Se si chiudono gli spazi nei quali si fa musica, cinema, arte e aggregazione, non ci si può poi sorprendere se altri modelli diventano più seducenti.
La bellezza contro i falsi miti
Secondo Fiammetta Borsellino, uno degli strumenti più efficaci per sottrarre i giovani al richiamo della criminalità è farli innamorare della bellezza e delle passioni.
«È l’unico modo per distrarre i giovani dai falsi miti del denaro, delle droghe e del potere: attrarli con cose positive».
In questo, politica e istituzioni hanno una responsabilità fondamentale.
Non basta denunciare i comportamenti sbagliati. Bisogna costruire opportunità di crescita sane, credibili e accessibili.
La prevenzione della criminalità comincia anche da una scuola che funziona, da un centro culturale aperto, da un laboratorio artistico, da un campo sportivo e da un luogo nel quale i ragazzi possano incontrarsi senza essere lasciati soli.
Il legame con le scuole di Pantelleria
Fiammetta Borsellino ha ricordato anche gli incontri già svolti con gli studenti dell’isola.
A maggio aveva condiviso con loro la propria storia personale, raccogliendo l’interesse e la partecipazione dei ragazzi e degli insegnanti.
«È stato un regalo immenso», ha detto, sottolineando il lavoro compiuto dai docenti per preparare gli studenti.
Secondo Borsellino, se a Pantelleria si riescono a organizzare iniziative di questo tipo, è perché esistono una scuola attiva, una comunità partecipe e un’amministrazione sensibile.
Un percorso che deve continuare e rafforzarsi.
Paolo Borsellino e le indagini partite da Pantelleria
Nel suo intervento, Fiammetta Borsellino ha richiamato anche il rapporto professionale del padre con Pantelleria.
Paolo Borsellino lavorò sull’isola quando era procuratore della Repubblica a Marsala.
Proprio da Pantelleria, ha ricordato la figlia, sarebbe partita una parte delle indagini confluite nel dossier mafia e appalti, successivamente sviluppate nel resto della Sicilia.
Un’inchiesta che, secondo la ricostruzione richiamata da Fiammetta Borsellino, avrebbe avuto un ruolo centrale nel contesto che precedette e accelerò la stagione delle stragi.
Un passaggio che restituisce anche la complessità della storia dell’isola, segnata in passato da momenti difficili ma capace, secondo Borsellino, di compiere importanti passi avanti.
“La buona amministrazione è il modo migliore per garantire un futuro”
Fiammetta Borsellino ha riconosciuto i miglioramenti avvenuti negli ultimi anni nella gestione della cosa pubblica a Pantelleria.
E ha indicato nella buona amministrazione il vero antidoto alla criminalità organizzata.
«Andare avanti su questa strada è il modo migliore per assicurare un futuro degno di questo nome alle nuove generazioni».
Niente formule magiche, dunque. E neppure antimafia da cerimonia.
La risposta passa dalla trasparenza, dai servizi, dalla scuola, dagli spazi aperti ai giovani e dalla capacità delle istituzioni di offrire opportunità reali.
Fiammetta Borsellino tornerà a Pantelleria e continuerà a incontrare gli studenti. Perché è proprio il cambiamento culturale, ha concluso, la risposta più autentica al sacrificio di uomini che credettero in una società migliore al punto da mettere a rischio la propria vita.
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