×
 
 
15/07/2026 06:00:00

Affitti brevi, la burocrazia frena il turismo a Trapani?

 

A Trapani gli affitti brevi rappresentano ormai una parte fondamentale dell'offerta turistica. Ogni anno le locazioni aumentano, contribuendo alla crescita di un comparto che coinvolge non solo chi mette a disposizione un immobile, ma anche ristoranti, attività commerciali, servizi e trasporti. Eppure, secondo gli operatori del settore, la burocrazia rischia di rallentare uno dei motori dell'economia turistica locale.

È questa la principale preoccupazione emersa durante l'incontro promosso dal Partito Democratico di Trapani, dedicato alle recenti modifiche normative sugli affitti brevi. Nella sala del GLAP al Lazzaretto si sono confrontati proprietari di immobili, gestori di locazioni turistiche, rappresentanti delle associazioni di categoria, albergatori, amministratori locali e operatori del settore, con un obiettivo comune: ottenere regole più chiare e procedure amministrative più semplici.

 

I numeri del fenomeno

A fotografare la crescita del comparto sono i dati dell'Osservatorio Turistico Regionale, richiamati durante il convegno. Nel Comune di Trapani si contano 1.106 locazioni turistiche non imprenditoriali, a fronte di 17 strutture alberghiere e 128 strutture extra-alberghiere. Numeri che mostrano come gli affitti brevi siano diventati una componente sempre più rilevante dell'offerta ricettiva e spiegano perché ogni modifica normativa abbia ricadute concrete su centinaia di operatori.

 

La norma contestata

A introdurre il tema è il deputato regionale Dario Safina, che ripercorre il percorso normativo degli ultimi mesi. La legge regionale n. 12 del 2026 nasce con l'obiettivo di semplificare gli adempimenti per chi gestisce locazioni turistiche non imprenditoriali. Tra le principali novità elimina l'obbligo di presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per avviare l'attività, mantenendo invece tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa: il rilascio del Codice Identificativo Regionale (CIR) e di quello Nazionale (CIN), le comunicazioni degli ospiti alla Polizia di Stato tramite il portale Alloggiati Web, gli adempimenti fiscali e le rilevazioni statistiche.

Inoltre, dopo alcune pronunce del TAR, sono stati eliminati anche alcuni requisiti ritenuti sproporzionati per gli affitti brevi non imprenditoriali, come l'obbligo di dotarsi di defibrillatori o materassi ignifughi.

Secondo Safina, però, il successivo decreto attuativo dell'Assessorato regionale al Turismo avrebbe mantenuto o reintrodotto alcuni adempimenti che la legge puntava invece a semplificare, generando dubbi interpretativi tra gli operatori. Il punto più discusso riguarda l'Allegato B, il documento con cui vengono dichiarati i requisiti della struttura. Per il deputato, la volontà espressa dall'Assemblea Regionale Siciliana dovrebbe prevalere sul decreto assessoriale, motivo per cui chiede un chiarimento definitivo che consenta un'applicazione uniforme delle norme in tutta la Sicilia.

Ma il confronto, ben presto, supera il piano strettamente normativo e si concentra sulle difficoltà quotidiane vissute da chi opera nel settore.

 

Cosa chiedono gli operatori

Se la questione normativa rappresenta il punto di partenza, il dibattito si sposta sulle difficoltà concrete di chi lavora nel settore.

Gli operatori chiedono soprattutto una semplificazione della burocrazia. Le criticità segnalate riguardano le procedure amministrative, i tempi di risposta e le difficoltà nell'applicazione delle norme, che spesso finiscono per complicare il lavoro di chi opera regolarmente.

Tra gli esempi portati durante il confronto c'è quello di un appartamento di circa 70 metri quadrati con una camera da 14 metri quadrati. Secondo quanto evidenziato, se destinato agli affitti brevi sarebbe soggetto a limitazioni che consentirebbero l'installazione di un solo letto, mentre la stessa abitazione, affittata con un contratto tradizionale, non sarebbe sottoposta agli stessi vincoli. Un caso che, secondo gli operatori, evidenzia la necessità di regole più coerenti.

Un altro punto riguarda il Codice Identificativo Regionale (CIR), indispensabile per poter svolgere l'attività. Il decreto prevede tempi più lunghi per la presentazione dell'Allegato B, ma durante il confronto è emersa la preoccupazione che gli uffici competenti possano applicare scadenze differenti. Il timore è che il mancato rispetto dei termini possa comportare la revoca del CIR e, di conseguenza, l'impossibilità di continuare a lavorare.

Le criticità interessano anche le isole Egadi, dove negli ultimi anni il turismo è cresciuto in maniera significativa e dove, soprattutto durante l'estate, si parla sempre più spesso di overtourism. In questo contesto, spiegano gli operatori, imporre requisiti difficilmente applicabili agli immobili più datati rischia di penalizzare un'offerta ricettiva fondamentale per l'economia delle isole.

Il messaggio condiviso dagli interventi è chiaro: contrastare l'abusivismo è indispensabile, ma è altrettanto importante evitare che l'aumento degli adempimenti burocratici finisca per penalizzare chi rispetta le regole.

 

Il turismo come sistema

Dal confronto emerge anche una riflessione più ampia. Gli affitti brevi non rappresentano un comparto isolato, ma uno degli ingranaggi dell'intera economia turistica. Ogni visitatore contribuisce a far lavorare ristoranti, bar, stabilimenti balneari, attività commerciali, guide turistiche, servizi di trasporto e collegamenti con le isole. Rallentare un segmento dell'accoglienza significa inevitabilmente incidere sull'intera filiera.

A sottolinearlo è anche la sindaca di Erice, Daniela Toscano, che invita il territorio a fare sistema. Durante il confronto viene richiamato l'esempio di Ortigia, che negli anni ha saputo valorizzare il proprio patrimonio turistico, così come quello della Sicilia orientale, partita con maggiore anticipo nel percorso di sviluppo del settore. Il Trapanese, però, non ha nulla da invidiare ad altri territori: mare, riserve naturali, siti archeologici, borghi storici e le isole Egadi rappresentano un patrimonio straordinario che può ancora esprimere enormi potenzialità.

Il turismo, viene ricordato nel corso dell'incontro, non è soltanto un settore economico. È un indotto che crea occupazione, genera investimenti e offre opportunità a un intero territorio. Per questo le regole devono garantire legalità, ma anche permettere a chi lavora correttamente di operare senza ostacoli amministrativi inutilmente complessi.

 

Fare rete, oltre gli slogan

C'è una parola che ricorre più volte durante l’incontro: rete. È uno dei concetti più evocati quando si parla del futuro turistico della provincia di Trapani. Ma, come spesso accade, il rischio è che resti soltanto un buon proposito pronunciato durante i convegni.

La vera sfida, invece, è trasformare quella parola in un metodo di lavoro. Perché il futuro del turismo trapanese non dipende soltanto da un allegato, da un decreto o da una procedura amministrativa, ma dalla capacità di istituzioni, operatori e associazioni di costruire insieme una visione comune. Solo così un territorio che possiede alcune delle risorse naturali e culturali più straordinarie della Sicilia potrà esprimere fino in fondo il proprio potenziale.

 

Beatrice Progni



Turismo | 2026-07-15 06:00:00
https://www.tp24.it/immagini_articoli/14-07-2026/affitti-brevi-la-burocrazia-frena-il-turismo-a-trapani-250.jpg

Affitti brevi, la burocrazia frena il turismo a Trapani?

 A Trapani gli affitti brevi rappresentano ormai una parte fondamentale dell'offerta turistica. Ogni anno le locazioni aumentano, contribuendo alla crescita di un comparto che coinvolge non solo chi mette a disposizione un immobile, ma...