Marsala, il chiosco della discordia. Parrinello: "Non ho scelto io dove metterlo"
Che fine farà il chiosco - infopoint tornato a porta Garibaldi? A Marsala negli ultimi due giorni si è accesa la polemica, e il dibattito in piazza e sui social, sull’info point tornato in Piazza Mameli dopo i lavori di riqualificazione della principale area di accesso al centro storico.
Sui social c'è chi lo considera un servizio utile per i visitatori e chi, invece, lo definisce un vero e proprio pugno nell'occhio nel cuore della piazza appena riqualificata. Perché, al di là della sua funzione, è difficile negare che quella struttura metallica e cromata stoni con il contesto
La polemica, però, non riguarda soltanto l'estetica. Nelle ultime ore è diventata anche uno scontro politico.
L'ex sindaco Massimo Grillo ha preso pubblicamente le distanze dall'installazione, sostenendo che durante la sua amministrazione aveva chiesto agli uffici di individuare una collocazione diversa, ritenendo quella attuale non compatibile con il progetto di riqualificazione della piazza. Un'accusa che chiama in causa anche la nuova amministrazione Patti, alla quale Grillo imputa la scelta finale.
Ma c'è un altro protagonista della vicenda: Davide Parrinello, titolare dell'Infopoint, che rompe il silenzio e racconta la sua versione. Si dice amareggiato per le polemiche e le critiche. Ma lui quel chiosco, che per decenni è stata un’edicola, l’ha pagato, ed è stato autorizzato dal Comune a installarlo lì.
"Io quella posizione non l'ho scelta"
Parrinello tiene subito a chiarire un punto.
«Leggo tante cose sui social, ma sembra che sia stato io a decidere dove mettere il chiosco. Non è così.»
L'attività non nasce oggi. Per decenni quel chiosco è stato una storica edicola accanto a Porta Garibaldi, uno dei punti di riferimento del centro storico. Con il calo delle vendite dei giornali, l'attività si è trasformata progressivamente in un Infopoint turistico.
Quando sono iniziati i lavori di riqualificazione di piazza Mameli, la struttura è stata rimossa.
«Il Comune mi ha chiesto di toglierla e io l'ho fatto senza fare opposizione. Ho aspettato che finissero i lavori. Quando è arrivato il momento di reinstallarla, però, mi è stato detto che non poteva più tornare nella posizione originaria.»
Da lì parte un nuovo iter amministrativo.
«La nuova collocazione non l'ho individuata io. Mi è stata indicata nell'ambito del progetto e ho seguito tutte le procedure richieste. Ho presentato il progetto, ho ottenuto i pareri della Soprintendenza e di tutti gli enti competenti. Ho semplicemente rispettato quello che mi è stato autorizzato.»
Lo scontro con Grillo
Le dichiarazioni di Parrinello si incrociano con quelle dell'ex sindaco Grillo.
L'imprenditore sostiene infatti che il nuovo posizionamento sia stato individuato durante la precedente amministrazione.
«Non comprendo la posizione dell'ex sindaco. Tutto l'iter è iniziato quando amministrava lui e quella collocazione faceva parte del percorso autorizzativo. Io non potevo certo decidere autonomamente dove installare una struttura su suolo pubblico.»
Una ricostruzione che però contrasta con quella fornita da Grillo, secondo cui negli ultimi mesi del suo mandato aveva chiesto agli uffici di trovare una soluzione diversa proprio perché riteneva quella posizione inadeguata.
Due versioni differenti della stessa vicenda, mentre il chiosco continua a restare dov'è.
«Per anni è stato un punto di riferimento per i turisti. Il nostro collaboratore parla cinque lingue e fornisce informazioni sulle escursioni verso Favignana, Levanzo, Mozia e lo Stagnone. Alberghi, ristoranti e attività della città lasciavano lì il proprio materiale informativo. Era un servizio per tutta Marsala.»
Proprio per questo lancia anche una proposta.
«Io questo Infopoint lo metto a disposizione della città. Se il Comune vuole, può trasferirci anche la Pro Loco. Sarebbe un servizio utile per tutti.»
"Ho investito i miei soldi"
Parrinello ricorda anche l'investimento sostenuto.
«Ho affrontato una spesa importante per acquistare una nuova struttura, seguendo tutte le indicazioni ricevute. Oggi mi ritrovo al centro di una polemica che non dipende da una mia scelta. Se il Comune mi avesse indicato un'altra posizione, avrei installato il chiosco lì.»
E aggiunge:
«Sono il primo a volere che Marsala abbia un'immagine bella e decorosa. Ma non si può scaricare su un imprenditore una responsabilità che appartiene esclusivamente agli uffici e alla politica.»
"Sono disposto a spostarlo"
Pur rivendicando la correttezza dell'iter seguito, Parrinello apre però a una soluzione diversa.
«Se il problema è la posizione, io sono disponibile a spostarlo anche domani mattina. Basta che il Comune individui un'altra area nella piazza oppure mi riporti dove ero prima. Ho appena pagato 600 euro per installarlo e ne pagherò altri 600 per spostarlo, se servirà.»
Secondo Parrinello, però, non può essere lui a modificare autonomamente la posizione autorizzata.
«Serve una variante al progetto della piazza. Io non posso decidere di spostarlo di qualche metro perché diventerebbe abusivo. È il Comune che deve indicare la nuova collocazione.»
L'incontro con la sindaca
Parrinello conferma di avere incontrato anche la sindaca Andreana Patti.
«Mi ha detto che neppure a lei piace quella posizione, ma mi ha anche spiegato che la politica non può bloccare un provvedimento amministrativo già autorizzato.»
L'imprenditore, infine, chiede che il confronto resti su toni civili.
«Accetto tutte le critiche, se sono costruttive. Non quelle offensive. Noi ci alziamo alle cinque del mattino e lavoriamo fino a mezzanotte. Chiedo soltanto di poter lavorare e, se necessario, di trovare insieme una soluzione migliore.»
La vicenda continua intanto ad animare il confronto in città.
Da una parte c'è chi sottolinea che un Infopoint turistico è un servizio necessario in una città che punta sempre più sul turismo. Dall'altra resta la convinzione che quella struttura, per materiali e impatto visivo, sia poco armonica con la nuova piazza.
Per questo, al di là delle polemiche social e dello scontro politico, la domanda resta una sola: chi ha deciso davvero che il nuovo Infopoint dovesse sorgere proprio lì?
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