Agosto risuona a Selinunte
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L’Odissea non come testo lontano, ma come chiave per leggere il nostro tempo.
Dal 15 luglio al 6 settembre 2026 Favignana ospita “Odissee di ieri e di oggi”, rassegna letteraria ideata e curata dal giornalista e scrittore Giacomo Pilati, promossa e organizzata dal Comune di Favignana.
Otto incontri, otto parole, un unico filo narrativo: usare il viaggio di Ulisse per attraversare le inquietudini contemporanee.
Le origini, l’assedio, la partenza, i Proci, Nausicaa, le Sirene, Penelope, il ritorno. Ogni tappa del poema diventa una domanda sul presente: guerre, mafie, tecnologia, libertà delle donne, memoria, identità, radici, desiderio di tornare.
Gli appuntamenti si terranno all’ex Stabilimento Florio, sempre alle 21.45. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti.
A tenere insieme il percorso saranno le letture dei testi epici affidate all’attrice Stefania Orsola Garello.
“Odissee di ieri e di oggi” non è una normale rassegna di presentazioni editoriali.
È un percorso costruito come una rotta.
Il mito di Ulisse viene riportato nel Mediterraneo di oggi, dove le parole antiche continuano a produrre senso. L’assedio non appartiene soltanto a Troia. Le Sirene non cantano più solo dal mare. I Proci non sono solo personaggi del poema. Penelope non è soltanto attesa.
Ogni incontro parte da un nucleo dell’Odissea e lo mette in relazione con un libro, un autore, una ferita o una domanda del presente.
La letteratura diventa così una bussola. Non per allontanarsi dalla realtà, ma per guardarla meglio.
Per Favignana è anche un ritorno.
Giacomo Pilati, già legato all’isola dall’esperienza de “L’Altramarea”, torna quasi dieci anni dopo con un progetto che intreccia letteratura, Mediterraneo e attualità.
Il luogo scelto aggiunge senso alla rassegna.
L’ex Stabilimento Florio non è un contenitore qualsiasi. È uno dei luoghi in cui Favignana ha costruito la propria identità moderna: tonnara, fabbrica, memoria del lavoro, museo, spazio culturale.
Portare lì l’Odissea significa far dialogare il viaggio di Ulisse con un’isola che da sempre conosce partenze, approdi, attese, lavoro del mare, trasformazioni.
Per il sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, «il contenuto e il prestigio delle voci proposte da Giacomo Pilati, quasi dieci anni dopo la fortunata rassegna “L’Altramarea”, rappresentano momenti di scoperta e confronto che elevano ulteriormente la qualità del cartellone estivo».
L’assessora alla Cultura, Dafne Borgia, sottolinea il significato del progetto: «Fin dal primo confronto con Giacomo Pilati ho trovato particolarmente efficace l’idea di utilizzare l’Odissea come chiave di lettura dell’attualità. È la dimostrazione di come la cultura possa essere uno strumento vivo, capace di aiutarci a leggere il presente, attraverso il contributo di alcune delle voci più autorevoli del panorama culturale italiano».
È questo il punto più forte della rassegna: il mito non viene celebrato come qualcosa di immobile. Viene usato come strumento vivo, capace di interrogare la contemporaneità.
La rassegna si aprirà il 15 luglio con “Le origini”.
Ospite sarà Massimo Cultraro, archeologo e studioso della civiltà greca antica, autore de “I Micenei”, pubblicato da Carocci.
L’incontro porterà il pubblico prima dell’Odissea come testo compiuto, dentro il mondo storico e culturale da cui il poema nasce.
I Micenei, gli Achei, le rotte, le città, la guerra, i palazzi, gli scambi: il mito viene ricondotto alla sua materia originaria, fatta di storia, archeologia e memoria collettiva.
Prima di seguire Ulisse nel viaggio, bisogna capire da quale mondo arriva.
Il 20 luglio il tema sarà “L’assedio”.
A parlarne sarà Toni Capuozzo, reporter che ha seguito per decenni guerre e crisi internazionali. Il libro di riferimento è “Cos’è la guerra”, edito da Signs.
Troia diventa qui un archetipo.
Ogni guerra porta con sé una città assediata, un nemico da costruire, civili intrappolati, parole consumate dalla propaganda, paura, perdita, resistenza.
Capuozzo sposterà il racconto dall’epica alla cronaca, mostrando quanto certe immagini dell’Odissea e dell’Iliade continuino a ripetersi nelle guerre contemporanee.
Il 5 agosto sarà la volta de “La partenza”, con Stefania Auci.
La scrittrice presenterà “L’alba dei leoni”, pubblicato da Nord, nuovo capitolo della saga dei Florio.
A Favignana, questo incontro avrà un valore particolare.
Parlare dei Florio all’ex Stabilimento significa mettere il libro davanti al suo paesaggio naturale. La storia familiare, l’impresa, l’isola, il tonno, il mare, il lavoro e il potere economico si ritrovano nello stesso luogo.
La partenza non è solo abbandono. È anche inizio, rischio, ambizione, scelta. È il gesto che apre una storia e costringe a misurarsi con il futuro.
Il 17 agosto il filo del poema porterà a “I Proci”.
Ospite sarà Pietro Grasso, già procuratore capo a Palermo e presidente del Senato, autore di “U Maxi”, pubblicato da Feltrinelli.
I Proci, nell’Odissea, occupano la casa di Ulisse, consumano ciò che non appartiene loro, esercitano un potere arrogante, parassitario, predatorio.
Il passaggio verso il presente è netto.
Grasso leggerà quella figura alla luce della storia giudiziaria siciliana, del Maxiprocesso e della lotta alla mafia.
La casa occupata diventa la casa comune. Il ritorno di Ulisse diventa il ripristino della legge, della responsabilità, della giustizia.
Il 22 agosto sarà il giorno di “Nausicaa”.
Girolama Sansone presenterà “I viaggi di Ulisse nelle Egadi”, pubblicato da Quick.
L’incontro porterà dentro la rassegna una delle suggestioni più affascinanti legate al rapporto tra Odissea, Sicilia occidentale ed Egadi: la teoria di Samuel Butler, che individuò nell’area trapanese una possibile geografia del poema e ipotizzò una mano femminile dietro la composizione dell’opera.
Nausicaa, figura dell’accoglienza e dell’incontro, diventa così anche una chiave geografica e letteraria.
Il mito non resta in Grecia. Si sposta verso le Egadi, lambisce Trapani, entra nelle isole, interroga il modo in cui i luoghi costruiscono racconti.
Il 27 agosto il tema sarà “Le Sirene”.
A confrontarsi con questa figura sarà Sigfrido Ranucci, giornalista d’inchiesta televisivo, autore di “Navigare senza paura”, pubblicato da Salani.
Le Sirene, oggi, non cantano più soltanto dal mare.
Abitano gli schermi, le piattaforme digitali, gli algoritmi, la disinformazione, le seduzioni della rete, le scorciatoie della comunicazione.
L’incontro porterà l’archetipo omerico dentro il nostro rapporto quotidiano con la tecnologia.
Il punto non è rifiutare il digitale, ma imparare a riconoscere il canto che distrae, confonde, cattura.
Il 1° settembre “Penelope” sarà riletta attraverso la voce di Pegah Moshir Pour, attivista e scrittrice iraniana.
Presenterà “La casa dimenticata”, pubblicato da Garzanti.
Penelope è spesso raccontata come figura dell’attesa. Ma in realtà è molto di più: intelligenza, resistenza, capacità di governare il tempo, di sottrarsi alla violenza del potere, di tenere insieme una casa minacciata.
Nel dialogo con Pegah Moshir Pour, il tema si sposterà verso la condizione delle donne iraniane e la lotta per la libertà.
Penelope diventa allora una figura politica.
Non la donna ferma ad aspettare, ma una presenza che resiste, tesse, disfa, protegge, sceglie.
La rassegna si chiuderà il 6 settembre con “Il ritorno”.
Ospite sarà Andrea Pezzi, autore de “La nostra Odissea”, pubblicato da Il Saggiatore.
Il ritorno è il punto più complesso del viaggio di Ulisse.
Non basta arrivare a Itaca. Bisogna riconoscerla. Bisogna essere riconosciuti. Bisogna fare i conti con ciò che è cambiato e con ciò che il viaggio ha trasformato dentro di sé.
Pezzi porterà questo tema dentro una riflessione sul presente e su un possibile nuovo umanesimo.
Il ritorno, allora, non è nostalgia. È ricerca di una misura. È il tentativo di ritrovare un centro dopo la dispersione.
La forza della rassegna sta anche nella sua ambientazione.
Favignana è insieme isola e porto, memoria e turismo, luogo di lavoro e luogo di racconto. È un’isola che conosce la potenza del mare, ma anche il peso delle partenze e la necessità dei ritorni.
Per questo l’Odissea, qui, non appare come un tema imposto.
Sembra piuttosto riemergere dal luogo stesso.
L’ex Stabilimento Florio, la sera, diventa la grande soglia di questa narrazione: non più fabbrica del tonno, ma fabbrica di parole, domande, relazioni.
“Odissee di ieri e di oggi” prova così a costruire un festival letterario con una forma riconoscibile: otto tappe, otto autori, otto parole-guida, un solo grande racconto sul nostro modo di abitare il tempo.
15 luglio, “Le origini”: Massimo Cultraro presenta “I Micenei”.
20 luglio, “L’assedio”: Toni Capuozzo presenta “Cos’è la guerra”.
5 agosto, “La partenza”: Stefania Auci presenta “L’alba dei leoni”.
17 agosto, “I Proci”: Pietro Grasso presenta “U Maxi”.
22 agosto, “Nausicaa”: Girolama Sansone presenta “I viaggi di Ulisse nelle Egadi”.
27 agosto, “Le Sirene”: Sigfrido Ranucci presenta “Navigare senza paura”.
1 settembre, “Penelope”: Pegah Moshir Pour presenta “La casa dimenticata”.
6 settembre, “Il ritorno”: Andrea Pezzi presenta “La nostra Odissea”.
Tutti gli incontri si terranno alle 21.45 all’ex Stabilimento Florio di Favignana.
L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento posti.
Informazioni sul sito ufficiale della rassegna: www.odisseefavignana.it.
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