È passato più di un mese dalle elezioni comunali e la domanda che circola è una sola: chi governa davvero Marsala?
Andreana Patti è stata eletta sindaca il 26 maggio e proclamata il 28 maggio. Gli assessori hanno giurato il 4 giugno. Ma da allora il tempo sembra essersi fermato: nessuna delega assegnata, tre assessori ancora mancanti, nessun vicesindaco indicato, nessuna squadra completa presentata alla città.
Un’anomalia politica e amministrativa che comincia a pesare. Perché una giunta senza deleghe è una giunta sospesa, e una città senza un assetto di governo è una città che attende. Dietro il ritardo non c’è soltanto la ricerca di competenze o il tempo necessario a comporre una squadra. C’è soprattutto l’equilibrismo della maggioranza. Movimenti e liste civiche cercano coperture, garanzie, rappresentanza. Ognuno chiede spazio, visibilità, peso specifico. E qui emergono i primi paradossi della coalizione vittoriosa.
Maggioranza in silenzio
Colpisce il silenzio della maggioranza. I quindici consiglieri che sostengono l'amministrazione sembrano aver scelto la strada dell'attesa, senza una presa di posizione pubblica, senza chiedere tempi certi, senza pretendere che il governo della città entri finalmente a regime.
Un silenzio complice e compiacente, perché rinuncia a svolgere quel ruolo di stimolo e di indirizzo che una maggioranza dovrebbe esercitare nei confronti del proprio esecutivo.
È quello che accade quando si è scommesso più sul cambio del vento che su un progetto di città: si vince la competizione elettorale, ma poi ci si scopre impreparati ad affrontare la più difficile, quella del governo quotidiano.
Il caso ProgettiAmo Marsala e Marsala Civica
ProgettiAmo Marsala e Marsala Civica hanno entrambi perso una componente e, numeri alla mano, non possono più costituire un gruppo consiliare autonomo. Eppure continuano a rivendicare una presenza in giunta.
Cercano di trovare qualcuno con cui potersi aggregare per dare un senso alla loro esistenza politica in Consiglio comunale. Senza rappresentanza a Palazzo VII Aprile è difficile ottenere e mantenere un posto nell’esecutivo cittadino. È il cortocircuito perfetto.
La sensazione diffusa è che la coalizione che ha portato Andreana Patti alla vittoria sia stata costruita soprattutto per somma elettorale, meno per coerenza di governo. Una maggioranza ampia, trasversale, piena di sensibilità diverse. Utile per conquistare il potere, molto meno per dare l’immagine di un’amministrazione pronta a decidere.
Nel frattempo i dossier restano sul tavolo: spiagge senza servizi completi, emergenze estive, decoro urbano, programmazione degli eventi, macchina amministrativa da mettere in moto. E la città assiste a una partita tutta interna alla maggioranza.
Vincere per vincere
Il punto politico è tutto qui: quando una coalizione nasce per vincere a tutti i costi, il rischio è finire per governare con il freno tirato.
Perché ogni nomina diventa una mediazione, ogni delega un equilibrio da preservare, ogni scelta un potenziale incidente. E così, a oltre un mese dall’elezione, Marsala si ritrova con una sindaca pienamente legittimata dal voto ma con una giunta ancora incompleta e senza una bussola politica definita.
Consiglieri tenuti a distanza dagli uffici
Come se non bastasse, da Palazzo VII Aprile filtra un'indicazione che sta facendo discutere. La sindaca Andreana Patti avrebbe invitato i consiglieri comunali di maggioranza a non interloquire direttamente con dirigenti e uffici, demandando l’interlocuzione ai soli assessori.
Una scelta che, se confermata, segna una netta inversione rispetto agli annunci della campagna elettorale, quando si parlava di partecipazione, dialogo e di un “Palazzo aperto”. La realtà, almeno per ora, sembra andare nella direzione opposta: filtri e una filiera politica rigidamente controllata.
L’opposizione
L’opposizione si è svegliata solo nella giornata di ieri. Avrebbe potuto incalzare la sindaca fin dalle prime settimane, inchiodandola alle responsabilità di una macchina amministrativa ancora incompleta e priva di un assetto definito.
Perché una giunta non nominata per intero e deleghe ancora non assegnate non sono semplici ritardi: significano che non è chiaro chi decide, chi risponde degli atti amministrativi e chi si assume le responsabilità politiche delle scelte.
La prima dichiarazione è quella di Massimo Grillo, raccolta da Tp24:
“È comprensibile che ogni nuova amministrazione abbia bisogno di tempo per organizzarsi. Tuttavia, a oltre un mese dalle elezioni, Marsala ha bisogno di una Giunta pienamente operativa, con tutte le deleghe assegnate e un vicesindaco nominato. Siamo nel pieno della stagione estiva e la città non può permettersi rallentamenti. Non è una polemica, ma un richiamo al senso di responsabilità: l’interesse di Marsala viene prima della politica e per questo auspico che il completamento della Giunta avvenga nel più breve tempo possibile”.
Nel pomeriggio di ieri anche Forza Italia ha chiarito la propria posizione, con una stoccata netta. Il consigliere Enzo Sturiano e la segretaria comunale Elia Martinico hanno firmato una nota congiunta:
“Il vento sta cambiando”. Era questo uno degli slogan più ricorrenti della campagna elettorale della sindaca Andreana Patti. E il vento, in effetti, sembra cambiare così rapidamente da aver lasciato l’amministrazione comunale senza una direzione chiara.
“È trascorso un mese e Marsala continua ad avere una giunta incompleta, assessori senza deleghe e nessun vicesindaco. È una situazione che non può più essere giustificata come una fisiologica fase di avvio. Governare significa assumersi responsabilità e dare ai cittadini riferimenti certi. Non basta costruire una coalizione ampia e trasversale per vincere le elezioni. Bisogna poi dimostrare di saper amministrare con pragmatismo, organizzazione e chiarezza. I cittadini hanno il diritto di sapere chi governa, chi decide e chi risponde dei diversi settori dell’amministrazione. Oggi, invece, regna l’incertezza. Comprendiamo che la sindaca possa trovarsi davanti a un overbooking di nomi e a un numero limitato di poltrone da assegnare. È il prezzo delle alleanze costruite per vincere. Ma questo non può diventare un alibi per tenere il Palazzo comunale sostanzialmente fermo, senza un assetto di governo definito e senza una catena di responsabilità chiara. Dopo trenta giorni è arrivato il momento di chiudere la fase delle trattative e aprire quella del governo. Le campagne elettorali sono finite. Adesso servono scelte, responsabilità e una squadra completa. Marsala non può restare ostaggio degli equilibri politici interni alla maggioranza di centrosinistra”.