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29/06/2026 19:06:00

Trapani, Piano Acustico e BRT: Tranchida rilancia il Distretto Commerciale

Nuovo incontro lunedì 29 giugno, a Palazzo D’Alì, tra il sindaco Giacomo Tranchida e gli operatori del centro storico per discutere di Piano Acustico, movida e, inevitabilmente, di BRT. Presenti anche l’ing. Orazio Amenta, l’assessora Rosalia D’Alì, i sindacati ed i rappresentanti di categoria.

 

Ma la domanda che emerge non è più se la Bus Rapid Transit cambierà il centro storico di Trapani, perché lo sta già facendo. La vera domanda è un'altra: le attività commerciali riusciranno a resistere abbastanza a lungo da beneficiare della città che verrà?

È dentro questa domanda che va letto il confronto, a tratti acceso, che ha avuto luogo oggi.

Perché, mentre i commercianti continuano a denunciare un calo degli incassi, parcheggi scomparsi insieme ai clienti che rinunciano a raggiungere il centro, Palazzo D'Alì mette sul tavolo una proposta destinata ad andare oltre l'emergenza: la nascita di un Distretto urbano del commercio.

Non una misura tampone, ma un cambio di visione.

 

Dalla protesta al DUC

Finora il dibattito si è concentrato soprattutto su ciò che il centro storico ha perso: gli stalli per la sosta sacrificati dai cantieri della BRT, la viabilità modificata, le difficoltà di accesso per chi continua a muoversi quasi esclusivamente in automobile.

Adesso il Comune prova invece a spostare il baricentro della discussione su ciò che potrebbe diventare.

Il Distretto urbano del commercio è lo strumento individuato dall'amministrazione per mettere in rete imprese, associazioni e Comune, seguendo un modello già adottato in numerose città italiane e sostenuto anche da Confcommercio. L'obiettivo è costruire una governance unitaria del centro storico, capace di intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei, coordinare la promozione commerciale, realizzare un calendario unico degli eventi e trasformare il cuore della città in un sistema economico integrato. E poter strappare qualche deroga al piano acustico in forza di un “cartello” unico dei commercianti.

Tra le idee emerse durante il confronto c'è anche quella di utilizzare la futura BRT non soltanto come mezzo di trasporto, ma come elemento dell'offerta turistica, immaginando spettacoli, iniziative culturali e forme di animazione direttamente a bordo degli autobus, così da incentivarne l'utilizzo e modificare gradualmente le abitudini di mobilità dei trapanesi.

Sul tavolo anche la possibilità, qualora gli uffici ne confermino la fattibilità, di riconoscere agevolazioni sulla Tari alle attività che dimostrino di avere subito un significativo calo economico durante i lavori, come “ristoro” alle perdite causate dai cantieri.

 

Le due linee rosse del Comune

L'apertura al dialogo, però, si ferma davanti a due punti che Palazzo D'Alì considera non negoziabili.

Il primo è la BRT.

Per l'amministrazione non esiste alcuna possibilità di tornare indietro. L'opera è finanziata, i lavori sono ormai in fase avanzata e un eventuale stop comporterebbe la restituzione dei fondi e ulteriori costi per il ripristino della viabilità precedente.

 

Il secondo riguarda il Piano di classificazione acustica.

Durante l'incontro il dirigente del Settore Lavori pubblici, Orazio Amenta, ha chiarito un concetto destinato a pesare sul dibattito delle prossime settimane: gli esercenti non devono aspettare l'approvazione del Piano per adeguarsi, perché la normativa esiste già. É il comune che, in sostanza, deve adottarla con tutti i suoi parametri.

 

L’amministrazione, infatti, sta recependo quanto previsto dalla legge quadro 447 del 1995 e dal DPCM del 14 novembre 1997, che impongono ai Comuni la classificazione acustica del territorio e fissano limiti di emissione e di immissione che non possono essere modificati discrezionalmente dall'amministrazione.

In sostanza, il Piano comunale non introduce nuovi limiti, ma organizza sul territorio una disciplina prevista da tempo dall'ordinamento nazionale.

Su un altro fronte, invece, Palazzo D'Alì si dice disponibile al confronto.

Il regolamento della movida, infatti, è uno strumento distinto dal Piano acustico e può essere costruito insieme agli operatori economici.

L'idea dell'amministrazione è trovare un equilibrio tra diritto al riposo dei residenti e vitalità economica del centro storico, senza però mettere in discussione il rispetto dei limiti acustici previsti dalla normativa nazionale.

 

I commercianti: "Così il centro muore"

Le preoccupazioni degli esercenti restano però profonde e sfociano nella esasperazione. Il problema principale continua a essere rappresentato dagli effetti del cantiere della BRT.

Secondo gli operatori economici, la riduzione dei parcheggi e la nuova organizzazione della viabilità stanno disincentivando la clientela. Molti trapanesi, sostengono, preferiscono rinunciare a raggiungere il centro storico piuttosto che affrontare le difficoltà di sosta o utilizzare il trasporto pubblico, verso il quale permane una radicata diffidenza culturale.

Per gli operatori, inoltre, il combinato disposto tra Piano acustico e futuro regolamento della movida rischia di rappresentare il colpo di grazia per un settore già messo sotto pressione.

Le richieste sono chiare: regole certe, uguali per tutti, tempi di adeguamento e una disciplina che tenga conto delle diverse caratteristiche delle aree del centro storico.

 

Le osservazioni di Francesco Brillante

A farsi portavoce di molte di queste istanze è l'avvocato Francesco Brillante - già candidato sindaco alle ultime amministrative 2023 ed oggi nella veste di rappresentante legale degli operatori - che ha depositato una corposa osservazione alla bozza del Piano acustico per conto di numerosi esercenti.

Brillante chiarisce di non contestare la necessità di regolamentare il rumore né il diritto dei residenti al riposo. Chiede però una disciplina più calibrata, costruita sulla realtà urbana di Trapani.

Tra le criticità evidenziate figurano l'utilizzo di dati ritenuti non aggiornati, una regolamentazione che accomunerebbe situazioni molto diverse tra loro e un'eccessiva sovrapposizione tra disciplina acustica e ordine pubblico.

 

Particolarmente delicata, secondo l’avvocato, è la questione del cosiddetto rumore antropico. Il rumore prodotto dalle persone che sostano nelle piazze o lungo le strade non può essere automaticamente imputato al singolo esercente senza un accertamento tecnico specifico.

 

Le osservazioni propongono inoltre una mappatura dinamica della città, distinguendo le aree a prevalente vocazione turistica da quelle esclusivamente residenziali, un calendario stagionale delle deroghe programmate, un circuito organizzato degli eventi, una piattaforma digitale unica per promuovere le iniziative del centro storico e forme di incentivo economico per aiutare residenti e attività commerciali ad adottare sistemi di mitigazione acustica.

Molte di queste idee, pur nate da presupposti differenti, finiscono per incrociare la strategia del Distretto del commercio proposta dall'amministrazione.

Durante il confronto è emerso anche un altro elemento, meno visibile ma significativo.

Le segnalazioni indirizzate al Suap e alla Polizia municipale non arrivano soltanto dai residenti infastiditi dalla movida.

In diversi casi provengono dagli stessi esercenti, che denunciano locali ritenuti responsabili di eventi organizzati senza autorizzazioni o oltre i limiti consentiti, chiedendo controlli e verifiche.

Una tensione che racconta quanto il comparto sia oggi attraversato da interessi e posizioni spesso divergenti. Alla fine dell’incontro, diversi esercenti e la stessa Confesercenti volevano dare disponibilità per il Distretto commerciale, ma alcuni hanno imposto di tirare il freno a mano e prima discutere una posizione unitaria.

 

La partita diventa politica

Il confronto, tuttavia, è destinato a spostarsi presto dalle riunioni tecniche all'aula consiliare.

Dopo il percorso partecipativo con cittadini, ordini professionali e operatori economici, il Piano acustico che terrà conto delle istanze discusse approderà in Giunta. Successivamente l’ultima parola spetterà al Consiglio comunale e lo stesso accadrà per il regolamento della movida.

Ed è qui che si aprirà una seconda partita.

Oggi i numeri dell'aula sono nelle mani dell'opposizione, che potrebbe intervenire pesantemente sui due provvedimenti attraverso gli emendamenti, modificando l'impianto immaginato dall'amministrazione.

Il rischio è che un confronto nato per governare una trasformazione urbana finisca inevitabilmente per trasformarsi in uno scontro politico, laddove una spaccatura esiste già ed è molto più pesante, quella con la città.

Perchè, nel frattempo, il centro storico resta sospeso tra due visioni.

Da una parte chi chiede di attenuare gli effetti di una rivoluzione urbana che sta mettendo in difficoltà il commercio. Dall'altra, un'amministrazione convinta che quella rivoluzione sia ormai irreversibile e che il vero tema non sia tornare indietro, ma costruire il modello economico capace di far vivere la Trapani che verrà.