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19/06/2026 06:00:00

Trapani, Brillante: "Non siamo contro il BRT ma si sta provocando una catastrofe economica"

Francesco Brillante, avvocato, già candidato sindaco di Trapani, interviene sul dibattito che nelle ultime settimane sta animando la città tra piano acustico, movida e soprattutto i disagi causati dai lavori del Bus Rapid Transit (BRT). A nome dei commercianti e degli operatori economici del centro storico, Brillante chiede regole certe, una migliore gestione dei cantieri e misure concrete per sostenere le attività che stanno subendo pesanti ripercussioni economiche proprio all'inizio della stagione turistica.

 

“Non è una guerra tra residenti ed esercenti: chiediamo soltanto regole chiare”

Francesco Brillante respinge l'idea di uno scontro tra chi vive nel centro storico e chi vi lavora. Il dibattito sul piano acustico, spiega, è stato semplificato eccessivamente, mentre la vera questione riguarda il futuro economico e turistico della città.

«Non c'è una contrapposizione tra residenti ed esercenti. La posizione degli esercenti non è quella di volere qualcosa che gli altri non vogliono. Noi vogliamo delle regole chiare all'interno delle quali poter investire e programmare le nostre attività.»

«Il piano acustico è uno strumento importantissimo per lo sviluppo della città perché deve fotografare le realtà economiche esistenti e consentire a tutti di operare all'interno di un quadro regolamentato e certo.»

Secondo Brillante, il vero obiettivo è garantire un centro storico vivo, attrattivo e capace di conciliare attività economiche, turismo e qualità della vita.

 

“I lavori del BRT hanno provocato una catastrofe per il centro storico”

L'avvocato punta il dito contro la gestione dei lavori del Bus Rapid Transit, che a suo giudizio stanno producendo effetti devastanti sull'economia cittadina.

«Trapani negli ultimi mesi ha subito un intervento invasivo e poco considerato da parte dell'amministrazione. I lavori del BRT hanno causato una vera e propria catastrofe a livello di affluenza nel centro storico.»

«Non sono stati adeguatamente valutati né i tempi dei lavori né gli impatti che questi avrebbero avuto sulla viabilità e sugli accessi alla città.»

Per Brillante il problema non è l'opera in sé, ma la mancanza di una pianificazione capace di limitare i disagi per cittadini, commercianti e visitatori.

 

“Sono spariti centinaia di parcheggi e Trapani è diventata un imbuto”

Tra le criticità più evidenti, Brillante evidenzia la riduzione degli stalli di sosta e i continui rallentamenti che stanno paralizzando l'accesso al centro storico.

«Per realizzare il BRT sono stati eliminati trecento o quattrocento posti auto lungo via Ammiraglio Staiti. Non stiamo parlando di dieci o venti parcheggi, ma di numeri enormi per una città come Trapani.»

«Trapani è un imbuto sul mare e ha sostanzialmente una sola via di accesso. Oggi si creano tappi continui che diventano letali per il centro storico.»

Una situazione aggravata dall'arrivo di traghetti, aliscafi, autobus turistici e mezzi commerciali che finiscono per congestionare ulteriormente la viabilità.

 

“In poche settimane l'economia del centro storico si è dimezzata”

Il dato che preoccupa maggiormente gli esercenti riguarda il drastico calo delle presenze registrato proprio all'inizio della stagione estiva.

«Per la prima volta nella storia recente di Trapani gli esercenti del centro storico si sono ritrovati compatti e coesi perché tutti stanno subendo lo stesso danno.»

«Parliamo di un dimezzamento, se non di più, dell'economia del centro storico nel giro di quattro o cinque settimane.»

Secondo Brillante, il malcontento nasce dal fatto che i lavori coincidono con il periodo più importante dell'anno per le attività commerciali e turistiche.

 

“Non siamo contro il BRT, ma servono interventi compensativi”

Brillante chiarisce che gli operatori economici non chiedono lo stop all'opera, ma un confronto immediato con l'amministrazione comunale per affrontare le conseguenze dei lavori. «Noi non vogliamo fermare il BRT e non contestiamo l'opera in sé. Vogliamo però mettere sul tavolo gli effetti collaterali che sta producendo.»

«Abbiamo chiesto ufficialmente un incontro al sindaco perché si valuti il periodo che va dall'inizio dei lavori alla loro conclusione e si individuino interventi compensativi per chi sta subendo danni economici.» Per Brillante, la sfida è trovare un equilibrio tra la realizzazione delle infrastrutture e la tutela delle attività che rappresentano il cuore economico e turistico del centro storico di Trapani.

 

 

 

 

Ultimatum al Comune: commercianti pronti alla mobilitazione

Il centro storico di Trapani alza la voce. Oltre cento attività commerciali, che secondo il Comitato rappresentano circa mille lavoratori tra dipendenti e indotto, annunciano lo stato di agitazione e chiedono risposte immediate all'amministrazione comunale. Al centro della protesta ci sono i cantieri della BRT, il nuovo Piano acustico e una serie di problemi che, secondo gli operatori economici, stanno mettendo in difficoltà il cuore commerciale e turistico della città.

Nel documento diffuso dal Comitato Operatori e Commercianti del Centro Storico vengono elencate tutte le criticità. Si parte dalla viabilità. I commercianti denunciano la perdita di centinaia di parcheggi, le carreggiate ristrette e le difficoltà di accesso al centro storico causate dai lavori della Bus Rapid Transit. Una situazione che, sostengono, starebbe scoraggiando residenti e visitatori dal raggiungere negozi, ristoranti e locali.

Tra le questioni segnalate ci sono anche la mancanza d'acqua, problemi di pulizia e decoro urbano e il timore che il nuovo Piano di classificazione acustica possa imporre ulteriori limitazioni alle attività del centro.

Il Comitato chiede al Comune un cronoprogramma chiaro dei lavori della BRT, spiegazioni sui costi futuri del servizio, percorsi certi per i mezzi di soccorso, nuovi passaggi pedonali lungo i cantieri e misure economiche per compensare i danni subiti dalle attività.

Sul tavolo vengono messi anche sgravi sulla Tari, agevolazioni per l'occupazione del suolo pubblico e la possibilità di rendere gratuiti i parcheggi nelle ore serali per favorire il ritorno dei clienti.

Gli operatori sostengono che il centro storico non sia soltanto un luogo di commercio ma anche un presidio di sicurezza e vivibilità urbana. Per questo chiedono un cambio di passo immediato.

Se non arriveranno risposte concrete, il Comitato annuncia iniziative di protesta e non esclude di chiedere l'intervento della Prefettura. Lo scontro tra commercianti e amministrazione entra così in una nuova fase, proprio nel pieno della stagione estiva.

 

«Basta etichette politiche»

 

Il Comitato respinge anche le accuse di una presunta regia politica dietro la protesta. A chiarirlo è la presidente Marina Biondo, che prende le distanze dalle dichiarazioni del sindaco Giacomo Tranchida, secondo cui il movimento degli operatori sarebbe riconducibile all’avvocato Francesco Brillante.

 

«Smentisco questa affermazione. È inutile buttarla in politica, perché il Comitato non fa politica e non vuole entrare in queste dinamiche. Noi rappresentiamo commercianti, ristoratori, operatori turistici e imprenditori che ogni giorno aprono le proprie attività e cercano di lavorare. L’avvocato Brillante non è il portavoce del Comitato dei commercianti, ma semplicemente il professionista che ci sta seguendo dal punto di vista legale».

 

Per Biondo il confronto deve restare concentrato sui problemi concreti del centro storico. «Non ci interessano le polemiche politiche. Stiamo lavorando insieme alle associazioni di categoria per trovare soluzioni che possano aiutare l’economia della zona. Chiediamo soltanto di poter lavorare in pace e di avere una visione chiara del futuro».

 

Dalla rabbia sul piano acustico alla crisi del centro storico

 

La protesta degli operatori non nasce oggi e non nasce soltanto dal nuovo Piano di classificazione acustica. Nelle ultime settimane il malessere del centro storico è emerso più volte e con toni sempre più accesi. Durante il confronto organizzato a Palazzo d’Alì sul piano acustico, la discussione è rapidamente uscita dal tema dei decibel per trasformarsi in una contestazione generale sulle condizioni economiche del centro cittadino. Tra urla, accuse reciproche e momenti di forte tensione, commercianti, ristoratori, albergatori e operatori turistici hanno raccontato una realtà fatta di incassi in calo, minori presenze e crescenti difficoltà a sostenere i costi delle attività. Secondo diversi esercenti, in alcuni casi la riduzione del fatturato avrebbe superato il 50 per cento rispetto agli anni precedenti.

 

Al centro delle preoccupazioni ci sono soprattutto i lavori della Bus Rapid Transit. Gli operatori sostengono che la riduzione dei parcheggi, le modifiche alla viabilità e le difficoltà di accesso al centro abbiano progressivamente allontanato una parte della clientela abituale. A questo si aggiungono i costi della sosta, considerati da molti un ulteriore deterrente per chi vorrebbe raggiungere il centro storico per fare acquisti o trascorrere una serata nei locali della zona.

 

Negli ultimi mesi il dibattito si è concentrato anche sui controlli, sulle autorizzazioni per gli eventi musicali e sulle nuove regole legate alla classificazione acustica. Molti operatori sostengono che la musica dal vivo e le iniziative di intrattenimento rappresentino uno strumento essenziale per attirare persone in un’area che già soffre per la diminuzione dei flussi. Dall’altra parte il Comune rivendica la necessità di fare rispettare le norme nazionali e garantire un equilibrio tra attività economiche, residenti e tutela della quiete pubblica.

 

È in questo contesto che si è formato il nuovo Comitato degli Operatori e Commercianti del Centro Storico. Un soggetto che oggi riunisce oltre cento attività e che sostiene di rappresentare circa mille lavoratori tra dipendenti e indotto. Il manifesto diffuso nelle scorse ore rappresenta il punto di arrivo di settimane di tensioni, incontri e confronti pubblici. Per gli operatori il rischio è che il centro storico perda progressivamente il proprio ruolo di cuore economico, sociale e turistico della città. Per questo chiedono interventi immediati sulla viabilità, sulla sosta, sui cantieri della BRT e sulle misure di sostegno alle imprese.

 

La sensazione che emerge dalle parole degli esercenti è quella di una categoria che non si considera più impegnata in una semplice vertenza amministrativa, ma in una battaglia per la sopravvivenza economica di un’intera area urbana. Una battaglia che, secondo questo Comitato, da non confondere con il Comitato Civico del Centro Storico guidato da Alberto Catania, non riguarda soltanto i titolari delle attività commerciali ma anche lavoratori, famiglie e l’immagine stessa della città di Trapani.