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24/05/2026 06:00:00

Strage di Capaci: in migliaia al corteo, ma anche quest'anno proteste e contestazioni 

 Anche il 34esimo anniversario della strage di Capaci, è stato carico di emozione da un lato ma anche di tensioni. A Palermo migliaia di persone hanno preso parte alle iniziative in memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, uccisi il 23 maggio 1992 nell’attentato mafioso sull’autostrada A29.

 

Il corteo partito dal Tribunale e arrivato fino all’abitazione del magistrato ha attraversato il centro cittadino tra applausi, striscioni e momenti di raccoglimento. Non sono però mancate, come dicevamo, le contestazioni e le proteste rivolte ai rappresentanti delle istituzioni presenti alle celebrazioni, accompagnate da fischi.

 

 

 Maria Falcone

A intervenire è stata Maria Falcone, sorella del magistrato e presidente della Fondazione Falcone, che ha invitato tutti ad abbassare i toni: “Nel momento in cui stiamo ricordando Giovanni, Francesca e le vittime della scorta, dobbiamo soltanto piangere e pregare. Non è il momento delle polemiche”, ha dichiarato rispondendo alle contestazioni arrivate durante il corteo. Maria Falcone ha poi ringraziato la città per la partecipazione: “Grazie alla mia città, oggi come 34 anni fa ricordiamo la morte di Giovanni, Francesca e dei ragazzi della scorta e poi di Paolo e dei suoi ragazzi. Oggi ci sono soltanto io perché non voglio nessuno, ma vorrei dire: Giovanni è nostro e guai a chi ce lo tocca”. Un passaggio dedicato anche ai giovani presenti alla commemorazione: “Dietro di me ci sono soltanto i ragazzi che hanno letto i nomi delle vittime. Sono ragazzi che vengono da varie parti d’Italia e sono la dimostrazione che, davanti alle cause importanti, tutti gli italiani devono essere d’accordo”.

 

 

Installazione contro la Colosimo

Nel corso della manifestazione si è registrato anche un momento di protesta nei confronti della presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo. In via Ruggero Settimo, lungo il percorso del corteo organizzato da movimenti e associazioni, un gruppo di giovani manifestanti ha realizzato un’installazione critica nei confronti della parlamentare, accompagnata da scritte e riferimenti polemici legati ad alcune fotografie circolate negli anni scorsi.

Le celebrazioni del 23 maggio si sono concluse con il tradizionale minuto di silenzio alle 17.58, l’ora dell’esplosione che cambiò per sempre la storia d’Italia. Un momento di raccoglimento collettivo che, ancora una volta, ha unito Palermo nel ricordo delle vittime della mafia.

 

Mattarella: "Strage di Capaci ha segnato la storia della Repubblica"

 

"La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani. Nell'anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch'essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia. Il 23 maggio rappresentò l'avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani 'la Giornata della legalità'", ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

 

Premier Meloni

«Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato».

 

Elly Schlein

"Non siamo qui solo a ricordare la strage in cui sono stati uccisi Falcone, Morvillo, Montinaro, Schifani, Dicillo. Ma siamo qui anche e soprattutto ad onorare la loro vita, perché la loro vita ancora oggi è di esempio e deve essere di esempio per tante e per tanti per continuare ogni giorno nell'impegno del contrasto a ogni forma di criminalità organizzata”. Sono le parole della segretaria del Pd Elly Schlein al corteo di Palermo per commemorare la strage di Capaci. “Questo – ha aggiunto - si fa sostenendo il lavoro prezioso delle forze dell'ordine e della magistratura che ogni giorno si battono contro le mafie ma si fa anche con un lavoro culturale, si fa con uno Stato che arriva sempre un centimetro prima delle mafie e non lascia spazio alla ricattabilità, con i servizi sociali, con il contrasto alle povertà, con il supporto concreto agli esercizi commerciali che subiscono minacce dalle mafie”. Schlein ha aggiunto ancora: “Eravamo poco fa a Sferracavallo a incontrare i commercianti che hanno avuto in questi ultimi mesi intimidazioni mafiose inaccettabili davanti a cui la società tutta deve reagire per non lasciarli soli”.

 

 

 Nordio: “L’auto di Falcone presto custodita a Palermo”

“Adesso è custodita al ministero della Giustizia, presto l’auto blindata su cui sono morti Giovanni Falcone e Francesca Morvillo arriverà a Palermo, al Museo del presente voluto dalla Fondazione Falcone”. L’annuncio è del ministro della Giustizia Carlo Nordio. “È un simbolo, una reliquia, è giusto che torni a Palermo”.

 

I giovani aprono il corteo

 “Finché avremo voce. Contro silenzi e depistaggi di Stato”. È questo lo striscione che apre il corteo della società civile per il 34° anniversario della strage di Capaci. La manifestazione è partita dalla piazza antistante il palazzo di giustizia di Palermo per attraversare le vie del centro. Poi l’arrivo davanti all'Albero Falcone, il ficus dinanzi all’abitazione del magistrato in via Notarbartolo diventato il simbolo della lotta contro la mafia. Tra gli organizzatori Agende rosse, Cgil, Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, Centro studi Paolo e Rita Borsellino, Our Voice.

 

Messina Denaro, de Lucia: "In tanti hanno protetto la sua latitanza, li prenderemo tutti"

 "Tante persone hanno protetto la latitanza di Matteo Messina Denaro e tanti sono coloro che continuano a proteggere attualmente i mafiosi. Sono 18 i soggetti individuati, processati e condannati per avere favorito la latitanza del boss di Castelvetrano, diversi stanno scontando una condanna definitiva: la giustizia è stata in questo caso celere, ma non ci fermiamo perché abbiamo il dovere di ricostruire quello che è successo in questi 30 anni e di trovare tutti i responsabili". Lo ha detto il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, all'evento organizzato dalla Fondazione Falcone per i 34 anni della strage di Capaci.

 

Mimmo Turano

«Conoscenza, memoria e arte sono strumenti fondamentali per educare i giovani alla legalità». Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, intervenendo al Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” di Palermo durante le commemorazioni della strage di Capaci. Turano ha annunciato la pubblicazione di una circolare destinata alle scuole siciliane, con uno stanziamento di 400 mila euro per progetti sulla legalità che prevedano visite didattiche al museo.

L’iniziativa, realizzata con la Fondazione Falcone, finanzierà anche laboratori, incontri con magistrati e forze dell’ordine e la realizzazione di elaborati finali degli studenti. Ogni scuola potrà ottenere fino a 7 mila euro, presentando domanda entro il 31 luglio tramite Pec. Turano ha inoltre annunciato un futuro avviso per visite alla casa museo del giudice Rosario Livatino.

 

ANCI Sicilia: “I Comuni custodi di legalità e memoria attiva”
 “I sindaci e le amministrazioni locali rappresentano la prima linea dello Stato sul territorio. Onorare la memoria di chi ha sacrificato la vita per la giustizia
significa amministrare con trasparenza, efficienza e rigore morale ogni giorno”. Così Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI
Sicilia, nel giorno del 34esimo anniversario della strage di Capaci. “La memoria non deve essere una ricorrenza formale, ma un motore di cambiamento culturale - hanno aggiunto -. Il nostro auspicio è che i Comuni siciliani continuino ogni giorno a trasferire alle giovani generazioni i valori della legalità, della responsabilità civica e del rifiuto assoluto della logica mafiosa, trasformando il dolore di quel 23 maggio 1992 in un’azione costante di riscatto per la nostra Isola”, hanno concluso Amenta e Alvano.

 

 

 ANTOCI (M5S): HA SEGNATO STORIA NOSTRO PAESE, ANCHE UE NON DIMENTICA

La strage di Capaci ha segnato in modo indelebile la storia del nostro Paese e continua a scuotere la coscienza civile di tutti i cittadini. Nel trentaduesimo anniversario di quell’orribile attentato, ricordiamo con profonda commozione il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro”, così in una nota Giuseppe Antoci, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

 

“Sbaglia chi considera la lotta alla criminalità organizzata come una sfida tutta italiana. Le mafie operano oggi con reti transnazionali, sfruttando flussi finanziari globali, nuove tecnologie e vuoti legislativi. Per questo l’Unione europea rappresenta un attore decisivo nel contrasto al crimine organizzato. L’UE ha già messo in campo strumenti fondamentali - da Europol alla Procura europea, fino alla Direttiva sul recupero dei beni confiscati - ma è necessario rafforzare ulteriormente la cooperazione giudiziaria, l’armonizzazione delle norme antimafia e la capacità di tracciare i capitali illeciti che attraversano i confini europei. Su questo il nostro impegno al Parlamento europeo è totale a partire dall’inserimento del reato associativo nella nuova direttiva sul crimine transnazionale che arriverà ad ottobre. L’Europa può essere un moltiplicatore di legalità, trasparenza e giustizia se continuiamo a onorare davvero la memoria di chi Giovanni Falcone e di tutti quelli che hanno dato la vita per la libertà e lo Stato di diritto”, conclude Antoci.

 

Barbagallo: “23 maggio giorno del riscatto contro mafia che non spara più ma cerca sponde anche nella politica”

“Oggi è il giorno del ricordo e dell’omaggio a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani e di tutte le vittime della mafia. Davanti all’albero Falcone oggi si rinnova quel sentimento di riscossa e di riscatto che, dopo le stragi del 1992-1993, ha scosso noi siciliani ma anche l’intera nazione. E dobbiamo continuare a tenere alto il livello di attenzione rispetto alla criminalità mafiosa divenuta, se vogliamo, ancora più subdola e insinuante. E purtroppo per alcuni ancora attraente. Non ci sono più delitti eclatanti, l’ala criminale è stata decimata grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Ma c’è, da un lato una grande disponibilità di armi come testimoniano i recenti atti intimidatori a colpi di mitra, a Palermo. E dall’altro la mafia fa business, ha ingenti capitali da investire nell’economia legale, mira ai grandi appalti pubblici, cerca ancora collusioni con certa politica incapace di respingere le sue lusinghe”. Lo dichiara il segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, in occasione del XXXIV anniversario della strage di Capaci.

 

MINARDO (FI), ‘IL MIGLIOR OMAGGIO È UNA POLITICA PIÙ ESIGENTE CON SÉ STESSA’

“Il miglior omaggio che possiamo rendere a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, a trentaquattro anni dalla strage di Capaci, è una politica più esigente con sé stessa”. Lo afferma il commissario regionale di Forza Italia in Sicilia e presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo.

“La lezione di Falcone – continua Minardo – resta attuale e riguarda anche il modo in cui vengono costruite le istituzioni. Servono maggiore rigore nella selezione dei candidati e della classe dirigente, attenzione al merito, credibilità e senso della responsabilità pubblica”.

Minardo sottolinea inoltre che “il 2027 sarà un anno elettorale importante e può rappresentare un banco di prova per tutti i partiti, a partire dal nostro. Dovremo dimostrare con i fatti di saper scegliere persone all’altezza del compito che viene loro affidato e capaci di rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. La memoria di Capaci non può essere soltanto commemorazione: deve continuare a chiederci serietà, coerenza e responsabilità”.

 

Sindaco di Petrosino: "La memoria non sia una rito vuoto"

Il sindaco di Petrosino, Giacomo Anastasi, ha diffuso un messaggio in occasione del 34° anniversario della strage di Capaci, rilanciando la richiesta di piena verità su una delle pagine più drammatiche della storia italiana.

«La verità. Tutta la verità sulla strage di Capaci e su quella terribile stagione di terrore mafioso. Questa è la richiesta urgente e necessaria che deve alimentare questo giorno del ricordo», scrive il primo cittadino, ricordando il 23 maggio 1992, quando nella Strage di Capaci persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la magistrata Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

Nel messaggio, Anastasi sottolinea come il loro sacrificio continui a rappresentare «un simbolo di legalità, coraggio e dedizione allo Stato» e richiama il valore della memoria come responsabilità collettiva. «Solo così il loro esempio può continuare a vivere nelle coscienze delle nuove generazioni», afferma il sindaco, ribadendo l’impegno quotidiano nella difesa della legalità, delle istituzioni democratiche e nella lotta contro ogni forma di criminalità organizzata.

Ma il cuore del suo intervento è un forte appello alla ricerca della verità sulle stragi mafiose. «Non dimenticare significa scegliere da che parte stare. Significa coltivare la memoria, ma senza farla diventare retorica», scrive Anastasi, chiedendo che si continui a indagare sui possibili mandanti esterni, sui rapporti con la politica e sul ruolo di apparati dello Stato e ambienti neofascisti nella stagione delle stragi. «La memoria non diventa un rito vuoto solo se su quelle morti si continuerà a cercare e a trovare la verità. Tutta la verità», conclude il sindaco di Petrosino.

 

Salvatore Quinci, presidente Libero Consorzio Comunale di Trapani

Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, ha ricordato come la strage di Capaci del 23 maggio 1992 abbia rappresentato “una data che squarcia le nostre coscienze”, segnando la fine di ogni “superficialità e colpevole indifferenza” davanti alla violenza mafiosa. Secondo Quinci, con l’uccisione di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta “non è stata colpita solo lo Stato, ma anche la nostra convivenza civile”.

Il presidente ha sottolineato che da quel momento è iniziata una battaglia ancora oggi attuale contro “la cultura mafiosa”, resa forte da “sostegno e copertura”. Una sfida che, ha evidenziato, riguarda tutti i cittadini e che deve basarsi su “un sistema di regole e comportamenti che esclude la violenza e la sopraffazione”. Infine, Quinci ha ricordato che Falcone e le altre vittime della mafia “hanno tracciato un percorso sacrificando la loro vita”, lasciando alla società il compito di continuare quel cammino di legalità e giustizia.