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02/05/2026 06:00:00

Sanità. Tagli sui farmaci, medici di base in rivolta: “Così si penalizzano i cittadini”

I medici di base sono in agitazione: c’è un taglio di 25 milioni di euro per la spesa farmaceutica, che significa 9 mila euro ogni tre mesi per le prescrizioni.

Le soglie prescrittive riguardano il biennio 2026-2027 e sono state regolate con decreto assessoriale dello scorso 30 marzo. Faccenda di cui adesso dovrà occuparsi il neo assessore alla Salute, Marcello Caruso.

 

Un taglio che si estende fino al 31 dicembre 2027, fissando per ciascuna ASP specifici obiettivi, così da consentire il riallineamento in termini di spesa e consumi rispetto alla media nazionale, nonché il mantenimento della spesa farmaceutica convenzionata entro il limite stabilito dalla normativa.

I tagli riguardano nello specifico alcune categorie terapeutiche: farmaci per i disturbi correlati alla secrezione acida; farmaci usati nel diabete; sostanze ad azione sul sistema renina-angiotensina; sostanze modificatrici dei lipidi; antibatterici per uso sistemico; farmaci antinfiammatori e antireumatici; farmaci per le sindromi ostruttive delle vie respiratorie.

 

Il decreto, insomma, interviene su farmaci che riguardano la cronicità: diabete, malattie cardiovascolari, infezioni batteriche, patologie respiratorie e altri ambiti ad alta incidenza assistenziale.

 

Cosa dovranno fare le ASP

Ogni Azienda Sanitaria Provinciale dovrà provvedere a individuare, con il supporto del Coordinatore dell’Area Territoriale, del Direttore delle Cure Primarie, del Responsabile del Servizio Farmaceutico e dei referenti farmacisti e della medicina di base, specifici obiettivi per i singoli medici prescrittori.
E dovrà intervenire in caso di scostamenti rispetto ai parametri stabiliti.

 

Giambona (PD): “Al fianco dei medici di famiglia”

Mario Giambona, deputato regionale dem, sottolinea che il taglio alla spesa farmaceutica in Sicilia ricade sui cittadini: “Siamo al fianco dei medici di famiglia, che non possono più prescrivere farmaci utilizzati quotidianamente nella loro pratica professionale. È inaccettabile continuare a intervenire con tagli indiscriminati che penalizzano i cittadini e mettono in crisi il lavoro dei medici di base. Serve una gestione più efficiente e responsabile della spesa sanitaria, che non scarichi le proprie criticità sui siciliani”.

 

La questione

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di farmaci definiti “salvavita”, spesso indicati come cura da altri medici specialisti; in questo caso il medico di base esegue quanto indicato dallo specialista, garantendo continuità assistenziale. I medici di famiglia, pertanto, si chiedono come mai questa spesa debba gravare sulla categoria anche quando non sono loro a determinarla.

In sostanza, si tratta di tagli che hanno come obiettivo il contenimento della spesa sanitaria, ma si rischia di scaricare tutto sui medici di medicina generale.



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