Dopo la consegna delle liste elettorali per le amministrative di Marsala è iniziata la relativa campagna. Ma, prima delle consegne, sono accaduti dei fatti endemici alle coalizioni di centrodestra e centrosinistra che hanno agitato le candidate a Palazzo Spagnolo. La notte precedente al recapito ha rammentato quella “dei lunghi coltelli” in casa Adamo; la manovra di danneggiare, al limite della distruzione, la lista Coraggio e Passione, figlia dell’ex presidente della Provincia di Trapani, avrebbe fatto ritirare la sua candidatura. Tentativo poi rientrato.
La ritrovata unità d’intenti si è manifestata alla conferenza stampa di presentazione delle liste nel criticare la Patti, e i più aggressivi sono stati Miceli (FdI) e Lo Curto (Lega). Il meloniano, nel fare emergere la contraddizione nell’alleanza di centrosinistra, con Vullo generale dell’esercito designato assessore e AVS, la leghista, ritornando a quanto già dichiarato dal candidato Massimo Grillo, ha affermato che la Patti sia espressione del sindaco di Trapani, con l’avvertimento: “Ci divertiremo a raccontare cosa è il metodo Tranchida, chi è il mandante di quella candidata e di quella coalizione che raccoglie tutto e il contrario di tutto”.
Ma ciò che dovrebbe preoccupare maggiormente la Patti è la vicenda legata al famigerato “contratto” per il finanziamento delle spese elettorali, che nell’intestazione riportava: “Criteri per la designazione degli assessori appartenenti a movimenti e/o partiti politici”.
Ed è il sostantivo maschile plurale “criteri” il peccato capitale della superbia politica commesso dalla candidata, perché prettamente economico. Inoltre, il documento è indirizzato solo ai candidati/esponenti del centrosinistra (PD, AVS e M5S-PSI) e non alle due liste “Si Muove la Città” e “ComPatti”, di emanazione dell’ex assessora di Drepanum, né alle altre due organizzazioni, Sud Chiama Nord e ProgettiAmo Marsala, antagoniste del centrosinistra.
La Patti, anche se civica come si è sempre dichiarata, ha un’identità politica liberale, che non vuol dire avere una tessera di partito o essere fidelizzati allo stesso. Ce l’ha, e deve averla chiunque si occupi di politikós. Probabilmente si è fidata del centrodestra non facendosi firmare nessun accordo, oppure in quell’area sono stati più riservati.
A proposito del civismo, che è diventato un dogma nella cui fede si giustifica qualsiasi alleanza, come quella tra ProgettiAmo Marsala e AVS.
In conclusione, la politica ha dei costi, ma indicare il contributo che deve elargire un assessore designato è un errore che si poteva evitare, ad esempio chiedendo la stessa cifra (4.000 euro) al partito/movimento che avrebbe indicato il rappresentante in giunta, che poi al proprio interno avrebbe fatto il “conto della serva”. Uno strafalcione che avrebbe potuto scongiurare uno spin doctor.
Un dato inquietante è che la coalizione ha un traditore, e siamo solo all’inizio. Ai neofiti si comunica che “la politica è sangue e merda”, Rino Formica dixit.
Vittorio Alfieri