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02/05/2026 20:00:00

Le sciare del Mazarese in fiamme

Tornano a bruciare le Sciare del Mazarese, area riconosciuta come Zona di Protezione Speciale (ZPS) e Zona Speciale di Conservazione (ZSC), proprio alla vigilia del Primo Maggio. Un fenomeno che, secondo l’Associazione Pro Capo Feto – Federazione Nazionale Pro Natura, si ripete da anni nonostante le normative nazionali e regionali sulla prevenzione degli incendi, dalla legge 353 del 2000 alla legge regionale 14 del 2006.

 

Un ecosistema fragile e sempre più compromesso
Le Sciare, situate tra due importanti zone umide di interesse internazionale, rappresentano un habitat fondamentale per numerose specie di uccelli. In particolare, sono area di svernamento per rapaci e luogo di nidificazione per specie come la calandrella, la cappellaccia e la calandra. Tuttavia, gli incendi ricorrenti stanno compromettendo gravemente questo equilibrio: la vegetazione viene distrutta già a partire dalla primavera, impedendo la riproduzione e riducendo drasticamente la presenza faunistica.

Specie a rischio e habitat distrutti
La calandra, un tempo diffusa, è ormai scomparsa come nidificante già dagli anni ’80, mentre la calandrella fatica oggi a completare il ciclo riproduttivo. Anche la palma nana, tra le poche specie resistenti al fuoco, appare sempre più minacciata dalla frequenza dei roghi. Il continuo passaggio delle fiamme trasforma il paesaggio in modo irreversibile, soprattutto nelle aree caratterizzate da affioramenti rocciosi tipici della sciara.

Dalla speranza alla nuova emergenza
Dopo un inizio di aprile senza incendi — evento raro negli ultimi anni — si era sperato in un miglioramento delle attività di prevenzione da parte degli enti locali. Ma il 25 aprile è stato registrato il primo rogo, seguito da altri episodi fino al 30 aprile, quando le fiamme hanno colpito anche una delle aree più importanti per la nidificazione, nei pressi del Parco archeologico delle Cave di Cusa.

Tra incendi e interessi economici
Nel mirino delle associazioni ambientaliste anche il possibile legame tra incendi e trasformazione del territorio. Alcune aree colpite, infatti, sarebbero interessate da progetti per impianti fotovoltaici, con un conseguente aumento del valore dei terreni. Una dinamica che solleva interrogativi sull’efficacia delle politiche di tutela ambientale.

Appello alle istituzioni
Dura la presa di posizione nei confronti delle istituzioni regionali e provinciali, accusate di trascurare questa area rispetto ad altre realtà naturalistiche del territorio trapanese. Da qui l’appello a una presenza concreta e a interventi urgenti per fermare gli incendi e salvaguardare un patrimonio naturale sempre più a rischio.

A firmare la denuncia è Enzo Sciabica, che chiede un impegno immediato per la tutela delle Sciare del Mazarese, prima che i danni diventino definitivamente irreparabili.

 

 

 

 

 

 



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