Per la Festa dei Lavoratori, i segretari generali di CGIL, CISL e UIL Trapani – Liria Canzoneri, Federica Badami e Tommaso Macaddino – lanciano un messaggio chiaro: nell’epoca dell’Intelligenza artificiale diventa ancora più urgente garantire qualità, dignità e sicurezza del lavoro.
Secondo i rappresentanti sindacali, l’evoluzione tecnologica impone di rafforzare tutele e diritti: dall’applicazione dei contratti nazionali al contrasto al lavoro povero e nero, fino alla necessità di una formazione continua che consenta ai lavoratori di acquisire nuove competenze.
Dati e criticità nel Trapanese
Nel territorio della provincia di Trapani persistono criticità significative. Il tasso di disoccupazione si attesta al 7,9%, con un divario di genere marcato (11,3% per le donne e 6,1% per gli uomini) e circa 11 mila persone in cerca di lavoro. Ancora più preoccupante è il dato sull’inattività, che raggiunge il 46,4%.
A ciò si aggiungono problemi strutturali: precarietà diffusa, lavoro nero, salari bassi e carenze sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sicurezza e dignità al centro
“È inaccettabile – sottolineano i segretari – che mentre si parla di nuove tecnologie, ci siano ancora lavoratori vittime di incidenti, spesso gravi”. La sicurezza resta quindi una priorità assoluta, insieme alla tutela della dignità e della vita dei lavoratori.
Le iniziative sul territorio
In occasione del Primo Maggio, le organizzazioni sindacali parteciperanno alla manifestazione nazionale di Marghera e promuoveranno iniziative locali a Campobello di Mazara, Castelvetrano e Valderice, dove si discuterà delle emergenze occupazionali del territorio.
Sviluppo e futuro dei giovani
Per i sindacati, il rilancio dell’occupazione passa inevitabilmente dallo sviluppo economico della provincia. Turismo, enogastronomia e infrastrutture rappresentano settori chiave su cui investire.
“Senza politiche adeguate e strategie mirate – concludono – non sarà possibile dare risposte ai giovani, troppo spesso costretti a lasciare il territorio. Un’emorragia di capitale umano che la provincia non può più permettersi”.