Il divario digitale continua a rappresentare un ostacolo strutturale per la Sicilia e il Mezzogiorno. Non si tratta solo di tecnologia, ma di un problema che incide sullo sviluppo economico, sulla coesione sociale e soprattutto sulle opportunità educative delle nuove generazioni.
L’interrogazione di Antoci in Europa
A portare il tema all’attenzione delle istituzioni europee è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci, che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea. L’obiettivo è ottenere una valutazione aggiornata del fenomeno e sollecitare interventi concreti per ridurre le disuguaglianze territoriali.
Italia indietro sugli obiettivi digitali
Secondo i dati più recenti, l’Italia è ancora distante dai target europei sulle competenze digitali di base. Una condizione che diventa più critica nelle regioni meridionali e insulari, dove infrastrutture carenti e accesso limitato alla rete penalizzano cittadini, imprese e scuole.
Scuole siciliane in difficoltà
Particolarmente preoccupante è la situazione della Sicilia: poco più della metà degli istituti scolastici dispone di aule informatiche. Un dato che evidenzia una forte disparità rispetto ad altre aree del Paese e che incide direttamente sulla qualità dell’offerta formativa.
Un problema sociale, non solo tecnologico
“Il ritardo digitale non è solo una questione tecnologica – sottolinea Antoci – ma sociale ed educativa”. La mancanza di strumenti e competenze limita infatti le possibilità di crescita degli studenti e rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze.
La richiesta: investimenti e pari opportunità
Da qui l’appello all’Europa affinché assuma un ruolo più incisivo, promuovendo investimenti mirati e strutturali. Senza un intervento concreto, il rischio è quello di lasciare indietro interi territori e una generazione che ha diritto alle stesse opportunità di innovazione e sviluppo.