Gibellina e gli incarichi. Come è stato scelto il direttore artistico / 2
Ieri abbiamo cominciato a raccontare cosa accade a Gibellina, Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026: un progetto ambizioso, finanziato con risorse pubbliche rilevanti — un milione di euro dal Ministero della Cultura, a cui si aggiungono fondi regionali — costruito per portare nel cuore del Belice un programma culturale di rilievo nazionale. Questa è la promessa. Poi ci sono le carte, che raccontano come la promessa prende forma.
Dopo il caso dei 58 mila euro assegnati alla ditta riconducibile alla presidente del comitato scientifico della Fondazione Orestiadi (qui l'articolo su Tp24) il punto non è più fermarsi a quell’episodio. Il punto è capire se quel passaggio sia un’eccezione. Basta scorrere gli atti per accorgersi che non lo è. I fondi arrivano da Roma e da Palermo. Passano dal Comune di Gibellina e da lì vengono distribuiti per costruire il programma della Capitale. È una filiera semplice, lineare. Ma è dentro quella filiera che il meccanismo si rivela.
Gli incarichi seguono una logica costante: affidamenti diretti, procedure sotto soglia, trattative sul MePA. Strumenti previsti dalla legge, che consentono alle amministrazioni di assegnare servizi e consulenze senza gara aperta. Tutto legittimo. Tutto previsto.
Il primo snodo è quello della direzione artistica. Il Comune pubblica un avviso per il conferimento dell’incarico. La procedura resta aperta solo per quindici giorni. È una procedura comparativa, non una gara: l’ente si riserva ampia discrezionalità nella scelta. Alla fine, i partecipanti sono due. L’incarico viene assegnato ad Andrea Cusumano, con un compenso complessivo che si aggira attorno ai 140 mila euro, già oggetto di liquidazioni periodiche. Qui il documento. Non è un nome esterno al progetto. Cusumano è uno dei protagonisti della fase di costruzione della candidatura. Il dossier con cui Gibellina ottiene il titolo — “Portami il futuro” — nasce anche dal lavoro e dall’impostazione culturale che porta la sua impronta. Qui si vede la prima continuità. Chi immagina il progetto finisce per gestirlo. Chi lo costruisce, lo guida. E infatti è lo stesso impianto del dossier a diventare il programma attuativo. Il passaggio formale è corretto. L’avviso c’è, la procedura anche, la nomina è legittima. Ma il dato sostanziale resta: il perimetro competitivo è minimo, la platea è ristretta. Cusumano diventa così il punto di snodo dell’intero sistema. È il direttore artistico, ma anche il traduttore del dossier in azione concreta. È lui che definisce il programma, seleziona artisti, orienta le scelte, costruisce la rete delle collaborazioni. Tutto passa da lì.
L’avviso (lo potete leggere qui) è rimasto online per quindici giorni, dal 6 al 21 maggio 2025, un arco temporale estremamente ristretto per un incarico di questa portata.
Non si trattava, infatti, di inviare un semplice curriculum. Il bando richiedeva ai candidati la presentazione di una proposta attuativa articolata, fino a dieci pagine, con cronoprogramma, impostazione curatoriale, sostenibilità economica e coerenza con il dossier vincitore “Portami il futuro”. Un lavoro che richiede tempo, accesso ai materiali e conoscenza del progetto.
E proprio il dossier completo non era liberamente disponibile: veniva fornito solo su richiesta via PEC, con l’impegno a non divulgarlo. Un passaggio che, di fatto, introduceva un ulteriore filtro all’accesso.
Anche le modalità di candidatura contribuivano a restringere il perimetro: invio esclusivamente tramite PEC personale o consegna fisica al protocollo del Comune.
E' forse anche per questo che, alla scadenza, le candidature pervenute sono state appena due.
La selezione è stata affidata a una commissione composta interamente da figure interne all’amministrazione comunale — segretario generale e dirigenti dell’ente — senza la presenza di membri esterni indipendenti. Il bando, inoltre, prevedeva esplicitamente la possibilità di procedere all’affidamento anche in presenza di una sola candidatura ritenuta idonea, senza formazione di graduatoria pubblica.
Alla fine, il punteggio assegnato ha segnato una distanza netta: 93 punti per Andrea Cusumano, poi nominato direttore artistico, contro i 40 attribuiti all’altro candidato. L'incarico vale 140mila euro. Qui la determina.
E' poi osservando ciò che accade dopo questa nomina che il quadro si chiarisce. Tra la definizione della governance e l’avvio operativo del programma, gli atti iniziano a susseguirsi con una velocità che lascia poco spazio a una reale apertura del mercato. Ed è in quella sequenza — tra incarichi, affidamenti e collaborazioni — che emerge un modello ricorrente.
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