×
 
 
30/04/2026 08:00:00

Dal deposito del cimitero cola liquido da una bara, esplode il caso a Trapani

Una bara custodita nel deposito del cimitero comunale di Trapani da cui fuoriesce liquido.
La scena, ripresa in un video circolato nelle ultime ore sui social - ed ora rimosso - ha scatenato indignazione tra i cittadini. 

 

La segnalazione sarebbe partita da una cittadina presente nel deposito, che dopo avere notato la perdita avrebbe immediatamente avvisato sia il personale in servizio sia la direzione del camposanto. Ma, stando a quanto denunciato, all’allarme non sarebbe seguito un intervento immediato tale da rimuovere la criticità.

Un dettaglio che rende la vicenda ancora più grave: non soltanto il forte impatto emotivo di immagini che toccano il tema della dignità dei defunti, ma anche il sospetto di una gestione tardiva di un potenziale problema igienico-sanitario all’interno di una struttura pubblica frequentata ogni giorno da centinaia di persone.

 

Non sarebbe, peraltro, la prima volta che il cimitero comunale finisce al centro del malcontento. 

Negli ultimi tempi si sono susseguite osservazioni e lamentele su diversi fronti: dalla permanenza prolungata delle salme nei locali di deposito alle difficoltà organizzative legate alle tumulazioni, ascensori e montacarichi spesso non funzionanti con difficoltà per anziani e disabili a raggiungere i piani superiori dei colombari, fontanelle senz’acqua, manutenzione del verde giudicata insufficiente, servizi igienici rimasti chiusi o inutilizzabili dopo atti vandalici, oltre alle proteste per gli orari festivi ridotti.

 

Segnali diversi, ma tutti riconducibili a un’unica percezione diffusa: quella di un servizio che mostra fragilità ripetute in un ambito dove invece il margine di tolleranza dei cittadini è praticamente nullo.

Perché non si parla soltanto di efficienza burocratica. Qui entra in gioco il principio della dignità. 

Ogni salma affidata temporaneamente al deposito dovrebbe essere custodita in ambienti controllati, sicuri e rispettosi, in conformità alle prescrizioni sanitarie ma anche a un elementare senso di umanità.

 

A trasformare l’episodio in un caso istituzionale è stato il consigliere comunale di opposizione Nicola Lamia, che ha presentato un’interrogazione urgente parlando apertamente di "gestione ormai fuori controllo" e di "fallimento amministrativo nella conduzione di un servizio essenziale e delicatissimo".

Per Lamia quanto emerso nel video non sarebbe affatto un episodio isolato, ma il punto più evidente di una situazione di degrado e disfunzione che da mesi viene denunciata da cittadini e visitatori del cimitero comunale.

 

Nell’interrogazione il consigliere chiama in causa direttamente il sindaco Giacomo Tranchida e gli uffici competenti, sostenendo che il rispetto dovuto ai defunti e ai loro familiari rappresenti uno degli indicatori più sensibili della capacità amministrativa di un ente pubblico. E quando anche questo presidio minimo di civiltà viene meno — è il ragionamento politico contenuto nell’atto — significa che il sistema di controllo si è incrinato.

 

Da qui una serie di domande rivolte all’amministrazione comunale: il sindaco era stato informato dell’episodio? Sono stati disposti accertamenti urgenti? Perché la segnalazione non avrebbe prodotto un intervento immediato? E soprattutto: quali sono oggi le reali condizioni del deposito mortuario del cimitero comunale?

Lamia chiede di sapere se vi siano problemi di sovraffollamento, carenze strutturali, insufficienza di personale o altre criticità organizzative che possano avere contribuito a quanto documentato nel filmato.

 

 

Ma l’episodio della bara che perde liquido, secondo l’opposizione, è solo l’ultimo e più scioccante tassello di un malessere più ampio.

 

Una sequenza di disservizi che, messa insieme alle immagini circolate nelle ultime ore, restituisce il quadro di una struttura percepita da molti cittadini come trascurata proprio in uno dei luoghi che dovrebbero essere custoditi con maggiore attenzione e rispetto.

 

Per questo Lamia non chiede soltanto chiarimenti tecnici sull’episodio, ma un intervento complessivo di riorganizzazione del servizio cimiteriale, sostenendo che il danno prodotto all’immagine della città e delle istituzioni non possa più essere liquidato come una somma di inconvenienti.

 

L’interrogazione approderà oggi in Consiglio comunale e si annuncia già come un nuovo terreno di scontro tra opposizione e amministrazione, con il cimitero che da luogo del silenzio diventa improvvisamente simbolo rumoroso delle fragilità della macchina comunale.

 

 

 



 



Native | 25/04/2026
https://www.tp24.it/immagini_articoli/24-04-2026/1777023473-0-studio-vira-per-l-agricoltura-siciliana.jpg

Studio Vira per l'agricoltura siciliana

Il settore agricolo siciliano è riconosciuto come strategico per lo sviluppo economico dell’isola. La transizione ecologica e la tutela della sicurezza alimentare hanno determinato un cambiamento significativo nella...