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28/04/2026 06:00:00

Mazara, morto dopo due accessi in ospedale: verifiche sulla gestione del caso Ingargiola

Emergono nuovi particolari sul decesso di Giuseppe Ingargiola, 41 anni, che tra accessi al Pronto soccorso, trasferimenti e successive dimissioni non è sopravvissuto al grave quadro clinico che lo aveva portato in ospedale. La vicenda, caratterizzata da una gestione assistenziale complessa e da un rapido peggioramento delle condizioni, è ora al centro degli approfondimenti delle autorità sanitarie e giudiziarie competenti.

 

Il paziente era giunto al Pronto soccorso dell’ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo con un importante sanguinamento del cavo orale. Qui è stato stabilizzato e successivamente trasferito all’ospedale Civico di Palermo per ulteriori accertamenti. Del caso si è occupato il reparto di Chirurgia maxillo-facciale. Ingargiola era affetto da un tumore alla mandibola e, secondo quanto emerge, l’ospedale palermitano avrebbe chiesto ai medici di Mazara di limitarsi alla stabilizzazione del paziente in vista di controlli specialistici da eseguire in sede.

 

Il ricovero a Palermo è durato circa tre giorni. Dimesso, l’uomo è rientrato a Mazara.

 

Successivamente Ingargiola ha accusato un nuovo e violento sanguinamento del cavo orale ed è stato nuovamente trasportato al Pronto soccorso dell’“Abele Ajello”, con accesso in codice rosso. Qui il quadro clinico è precipitato rapidamente: il paziente è andato incontro a shock emorragico. La perdita massiva di sangue ha ridotto drasticamente il volume circolante, impedendo agli organi vitali di ricevere ossigeno e nutrienti, fino al collasso circolatorio.

 

Nonostante l’intervento immediato dell’équipe medica e i tentativi di stabilizzazione e controllo dell’emorragia, la gravità della situazione ha reso inefficaci le manovre rianimatorie. Ingargiola è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale.

 

Il paziente era in cura presso l’Humanitas di Milano. È possibile che il sanguinamento sia stato causato dall’evoluzione della neoplasia, che avrebbe interessato in modo esteso i tessuti della mandibola e del cavo orale, con possibile coinvolgimento di strutture vascolari. In fase avanzata, infatti, queste condizioni possono determinare episodi emorragici improvvisi e difficilmente controllabili.

 

All’arrivo in pronto soccorso, il quadro era già gravemente compromesso. I sanitari hanno attivato immediatamente le procedure d’emergenza previste nei casi di shock emorragico.

 

L’Asp di Trapani ha disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche e dei referti relativi ai due accessi al Pronto soccorso di Mazara del Vallo. L’obiettivo è ricostruire in modo puntuale la sequenza degli eventi clinici, verificare le condizioni di accesso alle cure e valutare la gestione sanitaria nelle diverse fasi dell’assistenza.

 

L’acquisizione della documentazione rientra nelle procedure interne di approfondimento previste in caso di decesso in pronto soccorso con quadro clinico complesso, al fine di accertare ogni aspetto dell’iter assistenziale e dei trattamenti erogati.

 



Native | 25/04/2026
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