Due giorni di iniziative, memoria e impegno civile. Oggi, 28 aprile, e domani, 29 aprile, Palermo diventa il cuore del confronto nazionale contro mafia e corruzione con gli appuntamenti organizzati dalla Cgil, che culmineranno nella terza Assemblea nazionale nell’Aula bunker dell’Ucciardone.
Un luogo simbolo della lotta a Cosa Nostra, quello del maxiprocesso, scelto non a caso per rilanciare una riflessione che parte da lontano ma resta attualissima: quella contenuta nella Relazione di minoranza della Commissione parlamentare antimafia del 1976, firmata da Pio La Torre e Cesare Terranova.
Il programma delle iniziative
Le iniziative si aprono oggi con una tappa a Casa Felicia e Peppino Impastato, luogo della memoria e dell’impegno civile. Nel pomeriggio, a Palermo, è prevista una tavola rotonda in un bene confiscato alla mafia, all’Hotel San Paolo, dal titolo: “Contrastare e prevenire l’insidia fascio-mafiosa”.
Domani, invece, il momento centrale: la terza Assemblea nazionale della Cgil contro mafie e corruzione, con interventi, tra gli altri, dell’ex presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi e del segretario generale Maurizio Landini.
Una relazione ancora attuale
Al centro del confronto proprio la Relazione La Torre-Terranova, definita “non un reperto storico, ma un vero trattato” capace di raccontare le radici della mafia e soprattutto il suo legame con politica, affari e pubblica amministrazione.
Un documento che, già negli anni ’70, denunciava le infiltrazioni mafiose nel sistema economico e istituzionale del Paese, anticipando temi che ancora oggi restano drammaticamente attuali.
L’eredità della lotta alla mafia
Da quelle intuizioni sono nate alcune delle principali armi dello Stato contro Cosa Nostra: il reato di associazione mafiosa, la confisca dei beni e il lavoro coordinato delle procure antimafia.
Ma la sfida non è finita. La mafia, sottolineano gli organizzatori, è cambiata, si è fatta più silenziosa e meno visibile, ma continua a infiltrarsi nei punti deboli della società.
L’impegno oggi
Per la Cgil serve oggi un’antimafia “sociale e popolare”, capace di difendere diritti e contrastare le disuguaglianze, terreno fertile per il potere mafioso.
L’assemblea di Palermo si inserisce proprio in questo solco: non solo memoria, ma una chiamata all’impegno concreto, per ribadire che la lotta alla mafia resta una questione attuale, che riguarda democrazia, lavoro e giustizia sociale.