Novità nell’inchiesta sulla sanità siciliana che coinvolge l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro. La Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza che confermava gli arresti domiciliari: non è una liberazione automatica, ma ora la decisione torna al Tribunale del Riesame di Palermo.
Intanto, sul fronte degli appalti, interviene anche Dussmann Service, che rivendica la propria totale estraneità ai fatti.
La decisione della Cassazione
La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dai legali di Cuffaro, gli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto.
Secondo quanto emerge, i giudici hanno rilevato possibili vizi legati all’utilizzabilità delle intercettazioni e alla motivazione del provvedimento che aveva disposto i domiciliari.
Adesso sarà un nuovo collegio del Riesame di Palermo a valutare nel merito la posizione dell’ex governatore.
Non solo Cuffaro: annullata anche la misura per Raso
La Cassazione ha annullato con rinvio anche l’ordinanza che aveva confermato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Vito Raso, anche lui coinvolto nell’inchiesta con le ipotesi di corruzione e traffico di influenze illecite.
L’inchiesta: concorsi e appalti nella sanità
Per Cuffaro e altre otto persone, la Procura di Palermo ha già chiesto il rinvio a giudizio.
Secondo l’accusa, sarebbe stato gestito un sistema capace di intervenire su un concorso per operatori sociosanitari a Palermo e su un appalto all’Asp di Siracusa.
Nel primo filone, tra gli indagati figurano anche Antonio Iacono, Roberto Colletti e Vito Raso: secondo i pm, sarebbero state fornite in anticipo le prove d’esame.
Nel secondo capitolo, quello sugli appalti, si ipotizza invece il traffico di influenze illecite.
La posizione di Dussmann
Proprio su questo fronte interviene la società Dussmann Service, citata nel filone sugli appalti dell’Asp di Siracusa.
In una nota, l’azienda sottolinea che:
- dagli elementi emersi non risulta alcun beneficio, diretto o indiretto
- la gara non è stata aggiudicata a Dussmann
- l’appalto sarebbe stato annullato in autotutela per presunte interferenze a favore di un’altra società, la PFE S.p.A.
- nessun atto d’indagine è stato notificato alla società
Dussmann ribadisce quindi la propria “totale estraneità” ai fatti e la fiducia nell’operato della magistratura.
Verso l’udienza preliminare
Nonostante il passaggio in Cassazione, il procedimento va avanti. L’udienza preliminare è già fissata per l’8 maggio davanti al gup di Palermo.
Sarà quello il primo vero banco di prova per capire se le accuse – già in parte ridimensionate durante le indagini – reggeranno in giudizio.