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23/04/2026 09:51:00

Giuseppe Ingargiola di Mazara muore a 41 anni dopo cinque giorni di odissea tra gli ospedali

Un incubo durato cinque giorni, tra pronto soccorso, trasferimenti e dimissioni. Poi la morte. È la storia di Giuseppe Ingargiola, 41 anni, di Mazara del Vallo, padre di tre figli, deceduto dopo un’odissea sanitaria che ora finisce sotto la lente della Procura. Lo racconta l'edizione odierna dell'inserto regionale di Repubblica. 

 

Il calvario tra Mazara e Palermo

 

Tutto comincia a metà aprile. Ingargiola, paziente oncologico per un tumore alla mandibola, accusa un malore mentre è a casa: un’emorragia. Viene trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo, dove resta ricoverato.

Le sue condizioni appaiono subito delicate. I familiari raccontano che viene stabilizzato con una trasfusione di sangue. Ma la causa del sanguinamento non è chiara. Per questo viene disposto il trasferimento al Civico di Palermo per ulteriori accertamenti.

Qui viene sottoposto a una Tac. Ma, secondo quanto riferito dai familiari, quell’esame non sarebbe stato eseguito. Poco dopo, l’uomo viene dimesso e rimandato a Mazara.

 

Le dimissioni e il peggioramento

 

Dopo il rientro a casa, le condizioni sembrano inizialmente migliorare. Poi, improvvisamente, la situazione precipita. È il 18 aprile.

Nel pomeriggio, intorno alle 15, Giuseppe comincia a vomitare sangue. I familiari chiamano il 118: nuovo trasferimento all’ospedale di Mazara. Ma questa volta non c’è nulla da fare. Muore poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.

 

“Nessuno ci ha aggiornati”

 

La famiglia parla di mancanza di comunicazione e assistenza. Sostiene di non aver ricevuto aggiornamenti per ore e che solo in seguito avrebbe saputo dello spostamento dell’uomo dall’area rossa dell’emergenza all’osservazione breve.

La moglie viene contattata in tarda serata dai medici, che le comunicano il peggioramento improvviso. Poi la tragedia.

 

L’inchiesta della Procura

 

I familiari hanno presentato denuncia ai carabinieri. La Procura di Marsala ha aperto un fascicolo e disposto il sequestro della salma. Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso.

Attraverso il loro legale, l’avvocato Valeria Liuzzo, hanno chiesto l’acquisizione delle cartelle cliniche degli ospedali di Mazara e Palermo, oltre alla documentazione dell’Istituto Nazionale dei Tumori, dove Ingargiola era in cura.

 

Accertamenti anche dall’Asp

 

Anche l’Asp di Trapani ha avviato una verifica interna. Il risk manager aziendale dovrà ricostruire quanto accaduto, in particolare le procedure seguite al pronto soccorso di Mazara e la gestione del caso nei diversi passaggi.

 

I dubbi da chiarire

 

Restano molti interrogativi. Perché non è stata individuata subito l’origine dell’emorragia? La Tac è stata realmente eseguita? Le dimissioni erano compatibili con le condizioni cliniche?

Domande che adesso attendono risposte. Per una famiglia che chiede giustizia, e per un sistema sanitario chiamato ancora una volta a spiegare cosa non ha funzionato.

 



Native | 21/04/2026
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