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23/04/2026 06:52:00

Erice, dopo 8 anni ribaltato il processo: assolti l’ex consigliera Miceli e il marito

Si chiude dopo otto anni, e con un esito completamente ribaltato, la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto l’ex consigliera comunale di Erice Francesca Miceli e il marito Fabio Grammatico.
La Corte d’Appello di Palermo ha infatti assolto entrambi “perché il fatto non sussiste”, cancellando la condanna di primo grado.

Una decisione netta, che riscrive l’intera storia processuale.

 

La sentenza della Corte d’Appello

 

Il dispositivo è chiaro: la prima sezione penale della Corte d’Appello ha assolto Miceli e Grammatico riformando la sentenza del Tribunale di Trapani del 2022.

Non solo. I giudici hanno anche revocato tutte le pene accessorie e le statuizioni civili, compresa l’interdizione dai pubblici uffici che aveva reso ineleggibile l’ex consigliera.

Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

 

La condanna in primo grado

 

Nel febbraio 2022 il Tribunale di Trapani aveva invece condannato entrambi a quattro anni di reclusione ciascuno.

L’accusa era quella di induzione indebita a dare o promettere utilità: secondo l’impianto accusatorio, i due avrebbero sollecitato l’allora assessore e vicesindaco di Erice Angelo Catalano a far eseguire lavori pubblici davanti al loro locale, senza costi a loro carico.

In cambio, secondo la ricostruzione, ci sarebbe stato un sostegno politico, in particolare il voto favorevole su un provvedimento importante come il piano rifiuti.

Una tesi che aveva portato alla condanna, seppur con il riconoscimento della “particolare tenuità del fatto”.

 

Il ruolo di Catalano

 

La posizione dell’ex assessore Angelo Catalano era già stata definita in precedenza con un patteggiamento.

Catalano, figura centrale dell’indagine, secondo l’accusa avrebbe fatto da tramite tra i privati e l’impresa incaricata dei lavori pubblici.

 

Il ribaltamento in appello

 

Adesso, però, arriva il colpo di scena giudiziario: la Corte d’Appello smonta quella ricostruzione e assolve entrambi gli imputati con la formula più ampia.

“Il fatto non sussiste” significa che, per i giudici, non c’è prova che quel sistema di scambio illecito sia mai esistito.

 

Gli avvocati

 

Francesca Miceli era difesa dall’avvocato Fabio Sammartano, mentre Fabio Grammatico dall’avvocato Luigi Pipitone.

 

Una vicenda politica e giudiziaria

 

La vicenda, esplosa nel 2019, aveva avuto anche conseguenze politiche a Erice. Miceli, all’epoca consigliera di maggioranza, aveva sostenuto l’amministrazione comunale prima che lo scandalo portasse a una presa di distanza.

Oggi, a distanza di anni, arriva una sentenza che cambia completamente il quadro.

E riapre, inevitabilmente, il dibattito su un’inchiesta che aveva segnato la vita politica locale.



Native | 21/04/2026
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