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23/04/2026 06:00:00

Estumulazioni senza avvisi ai familiari e gestione poca chiara dei loculi, cosa accade al Cimitero di Marsala?

Cosa sta succedendo al cimitero di Marsala? Estumulazioni senza preavviso, loculi liberati prima della scadenza e resti dei defunti trattati – secondo alcune testimonianze – senza le dovute garanzie. È questo ciò che emerge da una segnalazione diretta arrivata alla nostra redazione e che apre interrogativi pesanti sulla gestione del camposanto cittadino. A parlare è un cittadino marsalese che ha vissuto in prima persona quanto denunciato. 

 

Estumulazioni senza preavviso

Il fatto più grave riguarda le estumulazioni avvenute senza alcuna comunicazione preventiva. Non ci sarebbe stato nessun avviso pubblico, né sull’albo pretorio né tramite manifesti, come invece previsto dalle procedure. Secondo quanto riferito, alcune salme sarebbero state rimosse da loculi ancora in corso di concessione, quindi non scaduti e in condizioni perfettamente integre. Un elemento che, se confermato, aprirebbe scenari delicati sotto il profilo normativo.

Il cittadino racconta di frequentare abitualmente il cimitero e di non aver mai visto alcun avviso: “Se lo avessimo saputo, avremmo potuto partecipare alla riduzione dei resti, scegliere una nuova sistemazione dignitosa, recuperare almeno una foto”.

Un passaggio che evidenzia non solo un possibile problema amministrativo, ma anche umano: la negazione ai familiari del diritto di assistere a un momento delicato e di mantenere un legame con i propri cari. (Vi ricordate quanto successo a Trapani qualche anno fa?

 

 

 

La gestione degli spazi e i criteri “opachi”

Dietro queste operazioni ci sarebbe, secondo la segnalazione, la carenza cronica di loculi. Per far fronte alla mancanza di posti, sarebbero stati adottati criteri poco chiari nella scelta delle sepolture da liberare. In particolare, verrebbero privilegiati i loculi più accessibili (prime file e corridoi migliori), mentre verrebbero sacrificati quelli delle fasce più basse, spesso assegnati a famiglie meno abbienti. Una ricostruzione che, se verificata, descriverebbe un sistema non solo poco chiaro, ma profondamente iniquo.

 

Il destino dei resti e pratiche vietate

Ancora più forte è la denuncia su ciò che accadrebbe durante le operazioni di estumulazione. Alcuni testimoni, riferisce il cittadino, avrebbero visto in passato resti umani trattati senza le dovute cautele, in assenza dei familiari. Si parla di ossa e frammenti riversati su teli, una pratica che – oltre a risultare moralmente discutibile – potrebbe violare precise norme.

 

Le casse in metallo con i resti a vista

Non è la prima volta che il cimitero di Marsala finisce al centro delle polemiche. Già nei mesi scorsi erano emerse immagini che avevano suscitato indignazione: decine di casse in metallo, arrugginite e danneggiate, lasciate all’aperto, con i resti umani, in alcuni casi, visibili. (ne abbiamo parlato qui) Un’immagine difficile da dimenticare: nomi e date ancora leggibili sulle targhette, esposte alle intemperie, in un contesto privo di qualsiasi forma di protezione o decoro. Un episodio che aveva già allora fatto emergere un problema strutturale nella gestione del camposanto.

 

Il nodo responsabilità

Da quanto raccolto, emergerebbe una scarsa vigilanza da parte degli uffici comunali preposti e di un ruolo centrale degli appaltatori nella gestione operativa.

Secondo quanto riferito, ciò che accade avverrebbe, senza interventi tempestivi o controlli adeguati.

 

L’assessore Di Girolamo

Abbiamo contattato l’assessore ai Servizi Cimiteriali, Gaspare Di Girolamo, che ha dichiarato di non essere a conoscenza delle vicende segnalate.

L’assessore ha comunque assicurato che sono già in corso verifiche con gli uffici competenti per ricostruire quanto accaduto e avere un quadro preciso della situazione.

 

  

Una questione di dignità

Al di là degli aspetti amministrativi e tecnici, ciò che emerge con forza è un tema più profondo: il rispetto per i defunti e per le loro famiglie.

Le segnalazioni parlano di mancanza di trasparenza, comunicazione assente e pratiche che, se confermate, rischiano di compromettere quel minimo di dignità che dovrebbe essere garantito anche dopo la morte. Perché quello che accade in un cimitero non riguarda solo la gestione di uno spazio pubblico, ma il modo in cui una comunità sceglie di prendersi cura della propria memoria.

 

 

 

Cimitero Cutusio, ennesimo annuncio?

In questo contesto già critico, torna inevitabilmente al centro del dibattito il cimitero di contrada Cutusio, l’opera che da anni dovrebbe rappresentare la soluzione strutturale all’emergenza loculi di Marsala.

Negli ultimi anni, però, più che i lavori si sono moltiplicati gli annunci del sindaco Grillo. Uno dei più rilevanti risale al luglio 2024, quando l’amministrazione parlava di svolta storica: un bando di partenariato pubblico-privato per ristrutturare, completare e rendere finalmente operativo il nuovo cimitero. Un progetto ambizioso, che prevedeva non solo il completamento della struttura, ma anche una chiesa, un impianto crematorio e perfino un’area dedicata agli animali d’affezione.

Poi, il silenzio. Fino al niovo annuncio do Febbraio 2026, con il via libera all’interesse pubblico per un project financing da oltre 60 milioni di euro.

Nel mezzo, però, il tempo è passato. E i problemi sono rimasti.

Una dinamica che ricorda altre grandi incompiute del territorio: progetti rilanciati più volte, promesse reiterate, ma senza mai arrivare a una concreta realizzazione. Anche per Cutusio, il rischio è che si resti intrappolati nello stesso schema.

 

Il peso del passato 

Il cimitero di Cutusio non è un progetto recente. Realizzato alla fine degli anni ’90, è rimasto per decenni in stato di abbandono, segnato da degrado e atti vandalici. Un simbolo, ormai, delle opere mai completate.

Eppure, già nel 2012 si era parlato di affidamento ai privati come possibile soluzione. Un’ipotesi che allora non ebbe seguito, ma che oggi torna sotto forma di project financing. L’idea, sulla carta, è quella di trasformare Cutusio in una struttura moderna e funzionale, capace di rispondere non solo alle esigenze di Marsala ma anche a quelle del territorio circostante. Tra gli elementi più rilevanti c’è la previsione di un impianto di cremazione, servizio oggi assente in provincia e che costringe molte famiglie a rivolgersi fuori regione, con costi e disagi significativi.

Non solo: si parla anche di una gestione condivisa su scala territoriale e della creazione di spazi dedicati agli animali d’affezione, rispondendo a una domanda crescente.

 

 

 

 

Una strada tracciata, ma sarà la volta buona?

Il percorso amministrativo è stato avviato. Un passaggio importante, almeno sulla carta, per sbloccare un’opera ferma da decenni. Ma resta una domanda di fondo: ci saranno davvero investitori pronti a raccogliere la sfida? E soprattutto: sarà questa la volta buona?

Perché mentre si susseguono annunci e progetti, la realtà quotidiana racconta altro. Il cimitero attuale continua a essere sotto pressione, tra carenza di spazi e criticità nella gestione. E Cutusio, ancora oggi, resta un’incompiuta che pesa come un macigno sulla città.

 



Native | 21/04/2026
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