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22/04/2026 16:30:00

Leggere è un atto politico: "Gli Olmi" portano "Fahrenheit 451 " sui social

C’è un gesto semplice, quotidiano, apparentemente innocuo: aprire un libro. 

Eppure, nella storia, questo gesto è stato spesso temuto, ostacolato, perfino perseguito. 

Leggere significa sviluppare spirito critico, accedere a mondi altri. Attraverso un libro si può passeggiare nella strada di Swann, girare il mondo in 80 giorni con Phileas Fogg, risalire il Mississippi in canoa con Mark Twain. 

Ma soprattutto leggere significa esercitare libertà. E non è mai stato un atto neutro.

 

È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa de "Gli Olmi", una comunità di scrittrici e scrittori siciliani, intellettuali e giornalisti che ha scelto di abitare attivamente il panorama culturale dell’isola. 

n occasione della Giornata del Libro, il gruppo propone una lettura pubblica diffusa di Fahrenheit 451, affidando alle voci di autori siciliani alcuni tra i passaggi più significativi del romanzo.

Non una celebrazione retorica, ma una presa di posizione.

 

 

Nel mondo immaginato da Ray Bradbury, i libri vengono bruciati perché pericolosi: contengono idee, contraddizioni, possibilità. 

Mettono in crisi l’ordine, incrinano le certezze, aprono domande. È una distopia che continua a parlarci, perché la censura non appartiene solo al passato. Cambiano le forme, si affinano gli strumenti, ma resta intatto il timore verso il pensiero libero.

 

“I libri sono mondi, e come tali, a volte, possono rappresentare una minaccia per quei poteri che temono la libertà di pensiero e la libertà di coscienza”, osserva la scrittrice Stefania Auci. Una riflessione che suona tutt’altro che astratta, se si guarda a un contesto globale in cui i libri talvolta continuano a essere censurati, rimossi, messi all’indice.

 

Gli Olmi scelgono una strada coerente con il loro percorso: leggere ad alta voce, condividere, rendere accessibile.

Le letture saranno diffuse attraverso brevi video su Facebook e Instagram, trasformando uno spazio spesso dominato dalla velocità e dalla superficialità in un luogo di ascolto e attenzione. È una scelta che rovescia le aspettative: non semplificare il contenuto, ma portare contenuti complessi dentro i linguaggi contemporanei.

 

L’iniziativa non nasce isolata. È la prosecuzione di un cammino iniziato il 17 marzo con la lettura della Costituzione, segno di un impegno che tiene insieme cultura e cittadinanza. Perché leggere non è soltanto un fatto individuale: è un esercizio collettivo di democrazia.

 

In questo senso, il richiamo degli Olmi alle biblioteche e agli archivi — a partire da quelli di Niscemi — assume un valore preciso. 

Non luoghi polverosi da conservare, ma presìdi vivi, spazi in cui una comunità costruisce e custodisce la propria memoria. Difenderli significa difendere la possibilità stessa di pensare.

 

Leggere oggi, allora, non è un lusso né un passatempo. È una forma di resistenza. Contro l’appiattimento, contro la semplificazione, contro ogni narrazione unica che esclude e marginalizza.

 

E forse è proprio questo il punto: in un tempo che consuma rapidamente parole e significati, tornare ai libri — e farlo insieme — è un modo per restituire profondità al presente.

Gli Olmi non promettono rivoluzioni. Ma ricordano, con un gesto essenziale, che ogni pagina letta è già un atto di libertà.



Native | 21/04/2026
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