“La rete autostradale e stradale siciliana è tra le peggiori d’Europa”. È un quadro estremamente critico quello tracciato da CNA FITA Sicilia, che denuncia condizioni ormai insostenibili per il settore dell’autotrasporto. A lanciare l’allarme è il presidente regionale Salvatore Ranno, che parla di un limite strutturale capace di frenare lo sviluppo economico dell’isola.
Rete stradale inefficiente da decenni
Oltre 20 mila chilometri di strade e più di 700 chilometri di autostrade versano, secondo l’associazione, in uno stato di manutenzione cronica, con cantieri interminabili e lavori senza fine. Percorsi strategici come la Palermo-Catania, la Messina-Catania e la Messina-Palermo continuano a essere segnati da disagi che si trascinano da oltre trent’anni.
Il nodo delle merci pericolose
A complicare ulteriormente il quadro è il divieto di transito per i mezzi che trasportano merci pericolose lungo la tratta Modica-Siracusa-Catania. Come evidenzia il coordinatore regionale Giorgio Stracquadanio, il blocco imposto da ANAS nel 2016 costringe le autobotti a utilizzare percorsi alternativi più rischiosi, nonostante la presenza di importanti poli industriali come Priolo e Augusta.
Caro carburante e costi alle stelle
A incidere pesantemente sulle imprese è anche il rincaro dei carburanti, legato alle tensioni internazionali. La coordinatrice regionale Daniela Taranto sottolinea come, oltre ai prezzi in aumento, pesino i costi strutturali causati da strade dissestate: maggiore usura dei mezzi, tempi di percorrenza più lunghi e incremento dell’inquinamento. Il risultato è un aumento dei costi di gestione fino al 30% rispetto alle aziende del Centro-Nord.
Appello alle istituzioni
In vista dell’incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, CNA FITA Sicilia chiede interventi concreti e strutturali. L’associazione guarda con favore agli incentivi per l’intermodalità strada-mare, ma ribadisce la necessità di tutelare l’intero comparto, composto in gran parte da piccole imprese.
“L’autotrasporto siciliano non può essere trattato come un settore di serie B”, è il monito finale.