Crisi pesca, le associazioni all'Ars: "Situazione insostenibile, servono interventi urgenti"
Le associazioni del movimento cooperativo e datoriale del settore pesca sono state ascoltate oggi in audizione presso la Terza Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, nell’ambito del confronto sulla grave crisi che sta colpendo il comparto.
Un quadro sempre più critico
Nel corso dell’audizione è stato delineato uno scenario definito “insostenibile”, frutto della sovrapposizione di diversi fattori che negli ultimi mesi hanno ulteriormente aggravato la situazione del settore.
Tra questi figurano gli effetti della crisi climatica, le fragilità strutturali del comparto e una serie di eventi eccezionali che hanno interessato il territorio, come il ciclone “Harry” e il fenomeno della mucillagine, con ricadute significative sulla produttività e sugli equilibri degli ecosistemi marini.
Il nodo dei costi energetici
Alle criticità già esistenti si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione legato alle tensioni internazionali connesse al conflitto iraniano.
Secondo le associazioni, l’aumento del costo dei carburanti sta incidendo in maniera diretta sulla sostenibilità economica delle attività di pesca, già fortemente compromesse.
Cooperative in difficoltà da mesi
Le organizzazioni hanno evidenziato come da circa sette mesi numerose cooperative del settore non siano più in grado di generare reddito.
Una condizione che non riguarda soltanto le imprese, ma che si riflette sull’intero tessuto sociale ed economico delle comunità costiere e sull’intera filiera produttiva siciliana.
La richiesta di rifinanziamento del Fondo di solidarietà
Tra le principali richieste avanzate nel corso dell’audizione figura il rifinanziamento del Fondo di solidarietà previsto dalla Legge regionale n. 9.
Uno strumento ritenuto fondamentale dalle associazioni, che ne chiedono il rafforzamento e la piena operatività per garantire un sostegno immediato alle imprese in difficoltà.
Le proposte per il rilancio del settore
Oltre agli interventi emergenziali, le associazioni hanno sollecitato l’avvio di misure strutturali: riduzione dei costi energetici, investimenti in innovazione e sostenibilità, e un maggiore coordinamento delle politiche a livello regionale, nazionale ed europeo.
“Servono risposte immediate”
“Il tempo delle analisi è finito – hanno ribadito i rappresentanti del comparto – servono risposte rapide ed efficaci all’altezza della gravità della situazione”.
Le associazioni si sono infine riservate di valutare ulteriori iniziative a tutela della categoria, compresa la dichiarazione dello stato di agitazione.
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