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18/04/2026 13:00:00

"Promesse, degrado e realtà: Marsala affonda, i politici pronunciano parole vuote"

Gentile redazione di TP24,

quella che stiamo vivendo a Marsala non è una campagna elettorale. È una farsa, una recita di pessimo gusto che offende chiunque ci viva davvero. Mentre i candidati – tutti, nessuno escluso – si riempiono la bocca con parole vuote come "sviluppo", "grandi opere" e "futuro radioso", la città sta affondando sotto i loro occhi, e loro sembrano persino non accorgersene. O, peggio, fanno finta.

 

Prendiamo il caso più vergognoso: le corse clandestine a viale Olimpia. Sono passati cinque anni. Cinque anni di notti passate a contare i giri dei motori, di segnalazioni fatte, di proteste scritte, di articoli finiti nel nulla. E oggi, in piena volata verso il voto, c’è un silenzio tombale. Nessuno fiata. Né chi sta seduto sullo scranno da anni, né chi scalpita per arrivarci. Hanno paura di perdere voti o semplicemente non sanno nemmeno dove sia viale Olimpia? È evidente: i problemi veri sono "scomodi", meglio parlare di progetti astratti che tanto non si realizzeranno mai.

 

Intanto, la città cade a pezzi. Risse in pieno centro, scippi ogni due per tre, macchine vandalizzate. Non sono più episodi isolati, è la normalità. La sicurezza è diventata un miraggio. E intanto, mentre noi viviamo nel degrado – tra buche che ti distruggono l'auto e rifiuti che puzzano sotto il sole – loro sembrano vivere su un altro pianeta.

La distanza è abissale. Ma non è solo politica, è proprio umana. Scommetto che nessuno di questi candidati sa quanto costa un chilo di pane oggi. Nessuno di loro ha mai dovuto aspettare un autobus che non passa mai o fare i salti mortali per arrivare a fine mese contando ogni singolo centesimo. Loro si muovono nel loro mondo protetto, spesso con l'autista o con la vita già bella organizzata. D’estate, quando noi ci chiediamo se riusciremo a trovare un pezzetto di spiaggia libera per far respirare i figli, loro sono altrove, magari a Favignana, tra barche e comfort.

 

Il mare di Marsala, che dovrebbe essere di tutti, sta diventando sempre meno accessibile. Gli ingressi sono pochi, abbandonati, difficili da raggiungere. Ma tanto, a chi vive in quella bolla, che gli importa?

È questa la cosa che fa più rabbia: pretendono di amministrare una realtà che non hanno mai nemmeno sfiorato. Come si può decidere il destino di una città se non sai cosa significa viverla davvero, con le sue fatiche e le sue rinunce?

Marsala è stanca. Non abbiamo bisogno di programmi elettorali pieni di slogan da agenzia di marketing. Abbiamo bisogno di qualcuno che abbia camminato almeno una volta per le nostre strade, che abbia sentito l'odore della spazzatura che non viene ritirata, che sappia cosa significa la paura di camminare di notte.

 

Magari, dopo aver letto queste parole, qualcuno di loro proverà a chiedersi: "Ma quanto costa davvero la vita qui?". Ma anche se lo scoprissero domani, ormai è tardi. La distanza è troppa. Sarebbe un gesto disperato, l'ultimo tentativo di salvare la faccia prima di tornare nel proprio mondo dorato. Sarebbe bello, però, vedere uno di loro in piazza, senza microfono e senza telecamere, a rispondere a domande vere, senza filtri. Lì sì che vedremmo crollare tutto il castello di bugie.

 

Un cittadino marsalese stanco e incazzato